“Servono sostegni per gli agricoltori”. Il punto con l’assessore Catalano dopo le gelate notturne di aprile

Una lunga e fredda coda d’inverno quella che, a ridosso della Pasqua, ha fatto registrare temperature scese diversi gradi sotto lo zero che non hanno lasciato scampo a colture, vigneti e alberi da frutta in piena fioritura.

Secondo Francesca Aldegheri, referente di giunta di Confagricoltura Verona per il settore frutta, la conta dei danni porterebbe a pensare che questa calamità sia peggiore di quella del 2017, perché ha colpito un’area molto estesa e con temperature anomale di cui, storicamente, non abbiamo memoria nel mese di aprile. Come non bastasse, sui territori di Sona e soprattutto di Sommacampagna il 30 aprile si è abbattuta anche un’eccezionale grandinata.

Per conoscere da vicino la situazione delle aziende agricole di Sona abbiamo interpellato l’assessore alle politiche agricole, Elena Catalano (nella foto di Mario Pachera).

Assessore Catalano, quali sono i danni delle gelate dello scorso inizio aprile?
Ho sentito personalmente diverse nostre imprese e la situazione è disastrosa. Insieme all’Ufficio Ecologia del Comune di Sommacampagna, con il quale condividiamo il Mercato Ortofrutticolo, abbiamo realizzato un questionario per raccogliere dati più precisi sull’entità dei danni subiti dai nostri agricoltori: per mele, pesche, ciliegie, kiwi, albicocche e cachi si va dal 63% al 77% di colture danneggiate, di poco inferiore la % per prugne e frutta mista, con germogli o frutti bruciati e foglie accartocciate. Integrando anche i dati di Sommacampagna, i numeri esprimono inequivocabilmente la preoccupazione delle imprese e la necessità di misure rapide e concrete (vedi qui sotto i grafici elaborati dal Comune di Sommacampagna – dati riferiti alle imprese che hanno risposto al questionario: 39 per Sona e 100 per Sommacampagna, NdR).

Pare inevitabile che il futuro dell’agricoltura debba fare i conti con i cambiamenti climatici in atto.
È così. Dobbiamo progettare il futuro dell’agricoltura anche a partire dalle calamità climatiche avverse che non possiamo più limitarci a considerare eventi eccezionali, reagendo a disastro compiuto. Arriviamo dalle gelate del 2017, dai danni provocati dalla cimice asiatica, dalle frequenti grandinate e da venti con una forza a cui le nostre terre non sono abituate. È necessario investire in tecnologia per fronteggiare sfasamenti stagionali ed eventi estremi.

Si è fatto un gran parlare della centralità del settore agroalimentare durante la pandemia e ora, quali sono le risposte attesa dal Governo?
Confermo il ruolo strategico che ritengo abbia il settore alimentare per la ripresa del Paese, per il benessere delle prossime generazioni e per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 su cui ci giochiamo il nostro futuro. Ho partecipato ai sopralluoghi organizzati da Avepa e Coldiretti e, come Comune di Sona, abbiamo fatto richiesta alla Regione Veneto di attivare i benefici previsti dal D.Lgs. 104/2004. Auspichiamo giungano, presto, strumenti e sostegni economici concreti. Non possiamo lasciare da sole le nostre aziende in difficoltà. Siamo chiamati a mettere a frutto misure che garantiscano il miglioramento della competitività che non può prescindere dalla modernizzazione delle nostre realtà agricole, dall’introduzione di nuove competenze e tecniche innovative che si affianchino all’esperienza maturata sul campo. In questo senso, avere una capacità di spesa che consenta tempestività d’azione e qualità progettuale è determinante.

Come sta mutando il rapporto con il consumatore?
L’alleanza con i consumatori, sempre più consapevoli, è salda e rafforzata dalla pandemia che ha aiutato a riscoprire quanto sia stretto il legame uomo-natura. Le famiglie, anche i più giovani, stanno scegliendo le produzioni locali e premiando stagionalità e attenzione all’ambiente lungo l’intera filiera. Questo, unitamente alla promozione all’estero delle nostre eccellenze enogastronomiche, rappresentano le nostre direttive per il futuro del comparto.

Un’ultima domanda: era già nei pensieri dell’Amministrazione o nasce in conseguenza delle ultime calamità naturali la neo-costituita Commissione Agricoltura?
Era già nei nostri programmi e le modifiche introdotte al regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari hanno fornito lo strumento per proporre, alla giunta e al Consiglio Comunale, l’istituzione della Commissione Agricoltura. Nasce per coniugare professionalità multidisciplinari alla tradizione ed esperienza del modo agricolo, offrendo attività di studio e approfondimento, nonché supporto in ogni materia che abbia attinenza all’agricoltura. Vitale per l’indotto economico e il benessere della Comunità, il comparto agroalimentare ha bisogno della partecipazione attiva dei giovani agricoltori, di scelte rispettose dell’ambiente e di proposte concrete che partano anche dal tavolo di una commissione agricoltura.