Servizio Civile negli Empori della Solidarietà (anche di Lugagnano): Un’opportunità che cambia la vita

Con la legge numero 64 del 2001 viene ufficialmente istituito il Servizio Civile Nazionale. Nasce come istituzione alternativa alla leva militare con l’obiettivo di “concorrere, in alternativa al servizio militare obbligatorio, alla difesa della Patria con mezzi ed attività’ non militari”.

Mezzi ed attività che troveranno la loro espressione nella realizzazione dei principi costituzionali di solidarietà sociale, nella cooperazione per la difesa dei diritti sociali e nella tutela dell’immenso patrimonio nazionale ambientale, storico artistico e culturale.

L’SCN troverà una sua perfetta realizzazione in particolare nella formazione civica, culturale e professionale di tanti giovani, che in esso troveranno opportunità di crescita etica e morale nonché professionale.

In questi quasi 20 anni dalla sua costituzione l’SCN ha vissuto momenti di alti e bassi, essendo l’istituzione dipendente da risorse economiche nazionali che di anno in anno il bilancio dello stato mette a disposizione. E’ infatti il Dipartimento delle Politiche Giovanili Nazionali ad occuparsene direttamente in  tutti i suoi aspetti. Parallelamente al SCN nel corso degli anni le Regioni hanno sviluppato anche, con proprie risorse, il Servizio Civile Regionale , fornendo quindi ai giovani una ulteriore possibilità di impegno civile locale nella propria comunità in parallelo al Servizio Civile Nazionale.

Al servizio civile possono partecipare tutti i giovani che siano cittadini italiani, ovvero di uno degli altri Stati membri dell’Unione Europea, ovvero di un Paese extra Unione Europea purché il candidato sia regolarmente soggiornante in Italia. Il limiti di età sono i 18 anni compiuti e il non superamento dei 28 anni di età. Per l’esattezza 28 anni e 364 giorni, quindi meno di 29.

Tra i vari bandi emanati da tante realtà solidaristiche sul territorio nazionale, che hanno ottenuto i fondi per i propri progetti, in Provincia di Verona ne è stato emanato uno dalla Caritas di Verona, sotto il cappello del Servizio Civile Regionale,  a sostegno della rete degli Empori della Solidarietà che constano di ben nove sedi distribuite sul territorio provinciale.

Le sedi sono: il “Monsignor Giacomelli” presso la Caritas Diocesana Veronese in città, il “Verona Est” a San Michele Extra, il “Casa di Martino” a San Martino B.A., “Gesù Buon Pastore” a San Giovanni Lupatoto (Vr) , il “Tione” a Villafranca di Verona (Vr),  il “San Martino” a Legnago, il “12 ceste” a Bardolino e il “Sona-Sommacampagna” a Lugagnano di Sona.

Della realtà che ha sede nel nostro comune abbiamo parlato approfonditamente anche dalle pagine del Il Baco da Seta, e ne parleremo anche sul prossimo numero per  analizzare le gravi conseguenze post covidSono realtà che offrono sussistenza a 1710 famiglie nella provincia di Verona. Una dato purtroppo in crescita.

Le candidature al progetto di servizio civile della Caritas denominato “Diamoci una mano – Servizio Civile nella rete degli Empori di Verona e provincia” devono pervenire entro le ore 14 del 30 settembre. Maggiori informazioni possono essere trovati a questo link sul sito della Caritas di Verona.

I candidati prescelti affiancheranno i volontari e gli operatori in servizio in attività di reperimento dei generi di prima necessità, nella gestione dell’emporio (punto accoglienza, cassa, gestione magazzino), accoglienza e affiancamento utenti, supporto alla organizzazione di eventi e laboratori di animazione della comunità.

Le ore di servizio richieste variano dalla 18 alle 24 settimanali. Gli enti gestori riconoscono ai giovani una indennità di 12 euro al giorno, compresi i giorni festivi e di riposo, a condizione che prestino  servizio 24 ore alla settimana. L’indennità viene ridotta del 40% se il giovane presta servizio 18 ore la settimana o in proporzione nel caso di monte ore compreso tra le 18 e le 24 ore settimanali. Il contributo economico è da intendersi più come una sorta di rimborso spese che una vera remunerazione lavorativa.

Le ore impegnate lasciano ampi spazi affinché il giovane possa trovare altre forme di integrazione al proprio reddito o possa gestire altri impegni della propria quotidianità come ad esempio lo studio universitario.

Il vero valore aggiunto dell’esperienza è la frequentazione di un ambiente positivo costruito per generare bene comune in senso ampio. Nel tempo dato alla comunità c’è un fattore importantissimo che è il dono di se e della propria essenza valoriale.

Per esperienza vissuta sia da persona che ha sostenuto per se colloqui di lavoro sia da datore di lavoro che ha incontrato e valutato  candidati per la propria organizzazione, le esperienze di cooperazione sociale che sono elencate nei curriculum vitae sono sempre molto considerate. Rappresentano delle persone che, nella loro vita, hanno vissuto esperienze di relazione che probabilmente le hanno portate a sviluppare attitudini relazionali positive, sensibilità umana, capacità di cooperazione, rispetto verso l’altro, spirito di squadra.

Il saper essere è importante tanto quanto il saper fare all’interno delle organizzazioni. Ora più che mai.