Serve un cambio di passo per la cultura a Sona: Una proposta per la nuova amministrazione comunale

Sona è un Comune importante. Parlando solo di popolazione, nella provincia ci posizioniamo al sesto posto dopo Villafranca, Legnago, San Giovanni Lupatoto, San Bonifacio e Bussolengo. Dietro di noi altri 89 Comuni.

Una considerazione che va sempre tenuta presente da chi amministra, perché un Comune di queste dimensioni e, quindi con potenzialità enormi, deve poter coltivare ambizioni di pari grado. In ogni contesto.

Nell’ambito dell’offerta culturale Sona si distingue soprattutto per un’eccellenza che ci viene invidiata da tutta la provincia: la nostra università popolare. Frutto di una solida tradizione che ha radici che affondano ancora nell’ormai lontano 1987 e che da allora ha saputo continuamente reinventarsi, come già vediamo accadere anche con la nuova rettrice Elisa Oliosi, recentemente intervistata dal Baco.

Più visione servirebbe invece, a nostro avviso, nell’offerta di eventi aperti a tutta la popolazione, che sono la formula più diretta per seminare cultura in una comunità. In questa dimensione Sona risulta, da tempo, un passo indietro rispetto ai nostri due vicini più prossimi: Sommacampagna e Bussolengo.

Entrambi i Comuni confinanti in questi anni hanno saputo offrire ai propri cittadini artisti, intellettuali, scrittori e occasioni di livello veramente nazionale, creando un circuito di partecipazione ormai consolidato sia sul proprio territorio che ben oltre, capace di generare anche tutto quell’indotto – quale l’attirare una certa forma di turismo culturale – sul quale anche a Sona da tempo si vorrebbe puntare.

Per citarne solo alcuni tra i tanti, in questi anni abbiamo visto presentarsi nei due Comuni vicini a noi figure del calibro di Stefano Bollani, Angelo Branduardi, Enzo Avitabile, Eugenio Finardi, Lella Costa, Elvira Serra, Andrea Molesini, Alessia Gazzola, Andrea Pennacchi, Michele Placido, Davide Van De Sfroos, Paolo Rumiz e Giordano Bruno Guerri. Nomi che a Sona sono mancati.

Certo, non sono mancati in questi anni gli eventi, anzi sono stati tantissimi. Ma soprattutto in questo ambito la qualità spesso vale più della quantità. A Sona è mancata la volontà di proporre accanto ad occasioni che valorizzano le realtà locali anche una dimensione più ampia, capace al contempo di portare la grande cultura nelle nostre piazze e nei nostri teatri e – come si diceva – di fare da volano turistico per il territorio.

Considerato che sul territorio vi sono associazioni che già organizzano con continuità eventi culturali di pregio, come La Torre di Palazzolo ed il Gruppo Alpini di Lugagnano, il Comune di Sona potrebbe pensare di ridurre il numero complessivo delle serate (le risorse non sono infinite), sapendo però unire appuntamenti locali – per i quali ha esperienza ed imprinting importante – con eventi di vero respiro nazionale. 

Una scelta che potrebbe costituire la perfetta formula per rilanciare e valorizzare l’offerta culturale sonese, in un momento storico nel quale la voglia di partecipare si tocca con mano. Anche perché, se si parla di location meravigliose, Sona non è certa seconda a nessuno.

La domanda la poniamo direttamente alla nuova amministrazione del sindaco Dalla Valentina e al nuovo assessore alla cultura Paolo Bellotti: alziamo l’asticella dell’offerta culturale a Sona?

Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.