Introdurre la videosorveglianza nelle scuole del nostro Comune?

La prima volta che ho letto 1984 di Orwell avevo 15 anni e la figura del Grande Fratello mi ha turbata. Qualcuno che in qualsiasi momento sa dove sei e cosa fai e ti amministra.

Poi gli anni sono passati e adesso per i più essere ripresi in qualsiasi circostanza è divertente. Basta pensare agli attuali format televisivi. Seguiti da telecamere durante la compravendita di una casa, dal chirurgo estetico, mentre si sceglie l’abito da sposa, durante una convivenza forzata, nudi su un’isola… Ma se ti fai riprendere lì è una tua scelta e ti pagano pure.

Discorso diverso se ti guardi attorno, le telecamere a volte ci sono e potrebbero riprenderti. Giusto o sbagliato? Chi può dirlo? Se vengono ripresi atti illegali e criminali vorremmo le telecamere ovunque se vengono ripresi i lavoratori durante il loro regolare orario di lavoro non và più bene perché viene violata la privacy.

E nelle scuole? Per le scuole l’eventuale utilizzo delle telecamere è una questione ancora più spinosa. Premesso che prima di adottare simili strumenti di controllo e vigilanza sono necessarie delle dovute verifiche e determinazioni dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali e solo dopo sarebbe il caso di decidere se stanziare denaro pubblico, voglio fare una breve riflessione.

Pare che l’unica ipotesi di videosorveglianza scolastica ritenuta lecita e legittima dal Garante riguarda la finalità di tutela dell’edificio scolastico e dei beni scolastici da atti vandalici purchè le riprese riguardino le sole aree interessate e vengano attivate negli orari di chiusura degli istituti.

Le immagini dovrebbero essere archiviate automaticamente senza che possano essere visualizzate in tempo reale e solo nel caso di segnalazione di furti o di atti di vandalismo sarebbe prevista la riproduzione delle immagini su supporto magnetico per essere messe a disposizione dell’Autorità di polizia o dell’Autorità Giudiziaria.

Visto quanto espresso dal Garante, mi chiedo se vi sia la possibilità di un utilizzo della videosorveglianza in ambito scolastico diverso da quello di controllo antivandalismo, in particolare per utilizzare tale strumento in funzione di tutela dei bambini e dei ragazzi. Sappiamo che anche tra chi opera nelle scuole di Lugagnano, Palazzolo, San Giorgio e Sona si sentirebbe forte l’esigenza di queste telecamere, soprattutto proprio per monitorare i comportamenti dei ragazzi ai fini di tutelarli.

Questione spinosa appunto proprio perché si deve tener conto del principio di liceità e di finalità dell’installazione delle telecamere. Senza dimenticare, inoltre, che si tratterebbe di utilizzo di denaro pubblico.

Come sempre esistono delle priorità ma non sempre coincidono con l’interesse generale e collettivo e con il buon senso. Che il Garante sia la versione reale del Grande Fratello immaginato da Orwell?

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Francesca Tenerelli
Nata il 29 gennaio del 1976, parte attiva da sempre nella comunità di Lugagnano, con una breve interruzione per trasferimento a Decimomannu vicino a Cagliari. Ha conseguito la maturità scientifica presso il liceo Galileo Galilei a Verona e attualmente è impiegata in un’Agenzia di Assicurazioni. Sposata e madre di due figli, trova sempre il tempo per dedicarsi alla sua passione, la lettura.