Seneca e l’ultimo saluto di Sona al sindaco Bonometti

Lucio Anneo Seneca, filosofo romano, uno dei massimi esponenti dello stoicismo eclettico di età imperiale, scrive che “proprio come sceglierò la mia nave quando mi accingerò ad un viaggio, o la mia casa quando intenderò prendere una residenza, così sceglierò la mia morte quando mi accingerò ad abbandonare la vita”.

Oggi, in un caldo e luminoso primo pomeriggio di luglio, la comunità di Sona ha dato il suo ultimo saluto nella chiesa di Lugagnano a Flavio Bonometti, sindaco dal 2003 al 2008 e scomparso nella prima mattina di giovedì 4 luglio.

Sono certo che Bonometti, che era uomo di grande cultura, si sarebbe riconosciuto nelle parole di Seneca, perché quello che ha fatto è stato proprio di scegliere come morire. Non il quando – troppo presto – non il modo – come umani non ci è dato – ma con quale spirito, con quale animo. Il coraggio, l’accettazione, la serenità, la forza, la profondità. Questo racconta chi gli è stato vicino negli ultimi, complessi, giorni.

In tempi – i nostri – di lacerante disimpegno pubblico, di pensieri deboli e comportamenti mai all’altezza, Flavio Bonometti ci restituisce la testimonianza di un amministratore rigoroso nella sostanza e nell’impegno, inflessibile nel non cadere in compromessi, con lo sguardo sempre ben alto rivolto al bene comune. Un politico di razza, orgoglioso di portare quella fascia tricolore, dal carattere sicuramente non semplice, dal temperamento impetuoso, dall’ironia tagliente e dal sorriso aperto. Un uomo che sapeva andare oltre gli schemi e le convenzioni, pagando sempre e comunque in prima persona, sia quando era nel giusto sia quando sbagliava.

Una visione, la sua, che sfuggiva la ricerca affannosa del consenso – male inguaribile della politica odierna – ma tesa all’impegno feroce per la sua comunità, giorno dopo giorno. Ben consapevole che ci è dato solo l’oggi, ed è quindi nell’oggi che è necessario spendere ciò che siamo e ciò in cui crediamo. D’altra parte, era Aldo Moro, un grande Democristiano – il partito dove si è formato Bonometti – a ricordare che “se fosse possibile dire: saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a questo domani, credo che tutti accetteremmo di farlo, ma non è possibile; oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità. Si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso, si tratta di vivere il tempo che ci è stato dato con tutte le sue difficoltà”.

Quando al termine del funerale i gonfaloni del Comune e delle tante associazioni presenti si sono alzati al cielo come saluto definitivo ad un uomo che per la comunità si è saputo spendere con tutto se stesso, molti erano in chiesa gli occhi lucidi dei tanti presenti. “L’amore, come la morte, cambia tutto”, ci ricorda il poeta libanese Khalil Gibran. Buon viaggio Flavio, la memoria ed il ricordo ti saranno fedeli custodi.

Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.