Sedie: la parola all’assessore

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L’amministrazione comunale ha ritirato la delibera 1140 con la quale aveva intenzione di spendere quasi 13 mila euro per l’acquisto di 20 sedie per la sala della giunta. Il provvedimento aveva scatenato le reazioni dell’opposizione che aveva attaccato la decisione di sborsare tutti quei soldi, nonostante i debiti milionari del Comune. Il ritiro della determina per Meri Pinotti, assessore comunale all’arredo urbano, all’organizzazione e all’innovazione, non è tuttavia un dietro front rispetto alla decisione di acquistare le sedie.

 

«Nessun pentimento. Le poltrone in sala giunta», spiega, «verranno sostituite ugualmente, anche se non nell’immediato. Abbiamo deciso infatti di ritirare la determina in quanto in questi ultimi giorni la situazione è repentinamente mutata rispetto alla fine dell’anno (la determina 1140 è del 31 dicembre scorso)», rivela Pinotti. «I lavori per la ristrutturazione dell’edificio dell’ex canonica (dove, seppur in forte ritardo rispetto al previsto, è in programma la realizzazione di nuovi uffici comunali, ndr) sono ripartiti, dopo un periodo in cui erano rimasti fermi per problemi tra le ditte incaricate della realizzazione dell’opera. In questo modo», sottolinea l’assessore, «abbiamo la possibilità di inserire la spesa delle poltrone nell’investimento globale (e più corposo) che andremo ad effettuare per l’arredo dei nuovi uffici comunali che si realizzeranno al secondo piano dell’edificio in ristrutturazione. In questo modo possiamo razionalizzare le spese». Per il momento la sala giunta rimane così com’è, con le sue venti poltroncine rosse, che per l’assessore non sono comunque all’altezza di una «stanza di rappresentanza per un Comune con 16mila abitanti come Sona». «La sala giunta», sottolinea l’assessore, «è utilizzata, oltre che per le riunioni, anche per celebrare matrimoni, effettuare corsi di formazione, per rilasci della cittadinanza italiana. Ritengo pertanto che per svolgere tali attività sia importante avere una stanza decorosa».

 

Sulla scelta iniziale di investire 12.772 euro nell’acquisto delle sedie (quasi 700 euro ciascuna), senza utilizzare le convenzioni della Consip, società per azioni del ministero dell’Economia costituita per stipulare appalti a cui devono aderire gli enti pubblici come i Comuni per l’acquisto di materiali vari, replica Massimo Vincenzi, responsabile tecnico del settore Lavori pubblici del Comune. «Fino a un tetto di 40mila euro», afferma Vincenzi, «si può andare a trattativa privata ed è discrezionalità del Comune aderire o meno alla Consip. In questo caso cercavamo delle poltrone di buona qualità e che durassero nel tempo senza dover effettuare ulteriori acquisti a breve termine. Abbiamo valutato diverse soluzioni ma per le nostre esigenze le offerte della Consip (che propone sedie con un costo per ognuna di circa 200 euro, ndr) non erano soddisfacenti. Comunque», aggiunge il dirigente comunale, «le sedie presenti in sala giunta non sarebbero state eliminate, ma riportate laddove erano, cioè nelle stanze di alcuni uffici comunali». Intanto nulla è stato deciso della destinazione dei 13mila euro previsti per le sedie. «Si vedrà se reinserirli nell’acquisto dei mobili dei nuovi uffici», affermano Pinotti e Vincenzi, «o reinvestirli in altri settori».

 

Da “L’Arena” del 31 gennaio 2010