Scuole a raccolta punti: piccoli aiuti per gli istituti comprensivi di Lugagnano e Sona. Ma la scuola avrebbe bisogno di altro

Avete mai provato a contare le tessere del vostro portafogli? Soprattutto noi donne. Carte prepagate, tessere ad abbonamento, carte fedeltà, tessere punti, tessere vip. Più di dieci? Non ho dubbi. E tutte allo scopo di fidelizzare i clienti.

Tutte seguono lo stesso programma, danno punti a fronte di acquisti e premiano la tua fedeltà con premi e regali. Alcune ti ricordano quando è il tuo compleanno o quello dei tuoi cari con un omaggio, altre ti permettono di fare donazioni, altre ancora ti fanno scegliere da un assortito catalogo oggetti dalle più svariate utilità, servizi di piatti, elettrodomestici, biancheria per la casa ecc.

Tra queste ultime categorie anche chi ha offerto la possibilità di accumulare punti per le scuole che hanno aderito al progetto.

Praticamente invece di accumulare punti sulla tua carta fedeltà puoi scegliere di donarli alla scuola dei tuoi figli che a fine raccolta potrà scegliere il suo premio dal catalogo dedicato. Tutti articoli educativi o ricreativi o di cancelleria.

Anche le scuole del nostro Comune hanno aderito ad alcuni di questi progetti come “Amici di scuola” di Esselunga o “Tutti per la scuola” di Famila.

L’Istituto Comprensivo di Sona, ad esempio, a fine raccolta ha ottenuto due karaoke e un’etichettatrice. In un epoca dove i tagli ai finanziamenti statali riducono l’istruzione ad un gioco spietato al risparmio questo tipo di raccolta punti è di certo un’opportunità interessante per le scuole che speriamo si possa ripetere anche per l’anno 2016 e per gli anni a venire.

Un’idea simpatica anche per noi clienti che ci evita di riempire la casa con utensili da cucina talvolta superflui che finiscono dimenticati in fondo ai cassetti o peggio ancora di far scadere i punti nel vuoto.

Sarebbe ancora più produttivo creare la carta fedeltà su misura per le scuole così che ogni genitore/consumatore possa sempre realizzare il desiderio, quasi necessità, della scuola del figlio senza che la cassiera gli debba ricordare se vuole convertire i punti nello specifico progetto.

Lo so sembra misero dover immaginare una scuola fatta a raccolta punti, e sicuramente la scuola avrebbe bisogno di ben altre risorse e di un’attenzione assolutamente maggiore, ma piuttosto che farsi mancare il necessario meglio correre ai ripari come meglio si può.

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