Scuola di Lugagnano: “troppo breve il preavviso alle famiglie per scioperi ed assemblee”

Ai sensi della legge 12 giugno 1990, n.146, come modificata dalla L.83/2000, in occasione di ogni sciopero, i dirigenti scolastici invitano in forma scritta il personale a rendere comunicazione volontaria circa l’adesione allo sciopero entro il decimo giorno dalla comunicazione della proclamazione dello sciopero oppure entro il quinto, qualora lo sciopero sia proclamato per più comparti.

Decorso tale termine, sulla base di quanto appreso, i dirigenti scolastici valuteranno l’entità della riduzione del servizio scolastico e, almeno cinque giorni prima dell’effettuazione dello sciopero, devono comunicare le modalità di funzionamento o la sospensione del servizio alle famiglie, nonché al dirigente dell’ufficio territoriale competente.

La norma è chiara e, tra l’altro, dovrebbe valere anche per le assemblee sindacali in orario scolastico.

Eppure ci è giunta in questi giorni una segnalazione da una nostra lettrice che lamenta un ripetuto ritardo delle comunicazioni da parte della scuola di Lugagnano, in particolare la secondaria di primo grado (nella foto) “al massimo ne danno comunicazione 2 o 3 giorni prima”.

Questo genitore prosegue segnalando che “ho personalmente visto girare per il paese almeno una decina di ragazzi e ragazze, con tanto di cartella, in orario scolastico” e, aggiunge, “quindi io mi chiedo se succede qualcosa di chi è la responsabilità?”.

Dato quindi che la comunicazione della proclamazione di qualsiasi azione di sciopero da parte delle strutture e rappresentanze sindacali alle scuole deve avvenire con un preavviso non inferiore a giorni 10 e deve contenere l’indicazione se lo sciopero sia indetto per l’intera giornata oppure se sia indetto per un periodo più breve e accettando pure – ma su questo si potrebbe discutere – che alle scuole spesso non bastano 5 giorni per organizzare la distribuzione di un comunicato, mi viene automatico concludere che comunque sia 2 o 3 giorni di preavviso alle famiglie sono assolutamente pochi per chiedere permessi di lavoro o spostare appuntamenti professionali. Ma soprattutto per permettere a una famiglia media di riorganizzare gli incastri quotidiani basati su servizi garantiti.

Rispettare i cinque giorni di preavviso permetterebbe quindi una migliore gestione degli impegni ed eviterebbe, inoltre, di generare nei genitori  sgradevoli pensieri, come quelli della nostra lettrice, sulla responsabilità di un eventuale incidente agli alunni che non hanno potuto entrare in classe.

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Francesca Tenerelli
Nata il 29 gennaio del 1976, parte attiva da sempre nella comunità di Lugagnano, con una breve interruzione per trasferimento a Decimomannu vicino a Cagliari. Ha conseguito la maturità scientifica presso il liceo Galileo Galilei a Verona e attualmente è impiegata in un’Agenzia di Assicurazioni. Sposata e madre di due figli, trova sempre il tempo per dedicarsi alla sua passione, la lettura.