Scout di Lugagnano: prosegue la collaborazione con il Baco. Oggi si parla di integrazione

Proseguiamo il progetto di informazione costante sulle attività degli Scout di Lugagnano, in maniera da far conoscere a tutta la comunità – tramite questo sito e tramite la nostra rivista – i progetti che vengono portati avanti dai nostri scout comunali.

Tra questi pubblichiamo periodicamente un’iniziativa su cui il Clan degli Scout di Lugagnano lavora in maniera continuativa: L’analisi ed il commento critico di articoli che appaiono sulla stampa nazionale e che riguardano grandi temi di comune interesse. Oggi si parla di traffico di clandestini, prima con un articolo apparso sulla stampa nazionale e poi con il commento che ne ha fatto Tommaso Boldo del Clan.

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“Le frontiere chiuse sarebbero un regalo all’Isis”. Parla Laura Boldrini dopo la strage di Parigi

di Marco Damilano (L’Espresso)

«I rifugiati sono le prime vittime del terrore. Chi vuole rimandarli indietro fa un regalo all’Isis che si presenterebbe come l’unica protezione. Chi dice che tutti i musulmani sono uguali consegna a poche migliaia di miliziani la rappresentanza di miliardi di persone. Una follia. Si pensa sempre che il nemico venga da fuori, invece è qui, in casa nostra. Le ricette semplici sono un inganno. E sono anche le meno efficaci. Perché il terrorismo è una minaccia globale, che colpisce ad ogni latitudine: a Parigi come a Beirut, ad Ankara come a Nairobi».

«Le azioni militari senza strategia politica sono disastrose. Ho lavorato in Afghanistan, oggi i talebani sono più forti di prima. In Iraq nel 2003 sembrò che il conflitto fosse finito in un mese con la caduta di Saddam e invece oggi si levano voci come quella di Hillary Clinton e perfino di Tony Blair che ammettono gli errori. Lo abbiamo visto in Libia. Il mito della guerra-lampo, dell’esportazione della democrazia con le armi ha portato alle tragedie di questi anni. La guerra è nefasta, crea odio e disfacimento. Abbiamo seminato odio, abbiamo creato contrapposizione. Abbiamo predicato lo scontro di civiltà, l’errore più grave di tutti. Ora proseguire su questa strada sarebbe miopia politica».

Una posizione buonista? «La mia è una posizione realista, non buonista», risponde la Boldrini. «Non sono mai stata contro gli interventi militari a prescindere, mi è capitato anche di lavorare in situazioni in cui erano l’unico modo per fermare il massacro di civili innocenti. Ma bisogna evitare di creare odio su odio, fermarsi a riconsiderare gli strumenti con cui vogliamo combattere questa guerra. Tagliare i finanziamenti. Non comprare più il petrolio che arriva dai territori occupati dai tagliagole, un milione di dollari al giorno. Rafforzare l’intelligence: fare un salto nell’integrazione europea significa anche avere una sola politica di sicurezza e di difesa. Bloccare il traffico delle armi: ci sono triangolazioni con paesi europei che favoriscono i terroristi, ben equipaggiati. Una battaglia culturale sul Web: l’azione di proselitismo è senza confini, si muove sulla Rete, serve un’azione di monitoraggio. Infine, agire sulle cause sociali che spingono i giovani musulmani ad arruolarsi nell’Isis. Lo fanno perché ci credono o perché è l’unica ragione di sopravvivenza? Molti di loro non hanno nulla da perdere. Sono questi i terreni su cui si combatte in modo efficace».
da l’Espresso

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Dopo un momento di forte rabbia nell’assistere in diretta ai fatti successi a Parigi, è subentrato in me un momento di riflessione, aiutato dalle opinioni di più persone, sia tra la gente comune, sia di chi sa vedere le cose in modo più ampio, meno superficiale, meno influenzato dai sentimenti forti che tali accadimenti suscitano. Nel cercare articoli sull’argomento, ho trovato che queste parole di Laura Boldrini riassumono dei concetti in cui anch’io credo.

Tommaso Boldo