Scout di Lugagnano: prosegue la collaborazione con il Baco. Oggi si parla di Foibe

Proseguiamo il progetto di informazione costante sulle attività degli Scout di Lugagnano, in maniera da far conoscere a tutta la comunità – tramite questo sito e tramite la nostra rivista – i progetti che vengono portati avanti dai nostri scout comunali.

Tra questi pubblichiamo periodicamente un’iniziativa su cui il Clan degli Scout di Lugagnano lavora in maniera continuativa: L’analisi ed il commento critico di articoli che appaiono sulla stampa nazionale e che riguardano grandi temi di comune interesse. Oggi si parla di polemiche legate alla Giornata del ricordo della tragedia delle Foibe, prima con un articolo apparso sull’agenzia di stampa AdnKronos e poi con il commento che ne ha fatto Giacomo Zampini del Clan.

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Foibe: sindaco Padova, puliremo subito scritte contro le vittime. “Offendono la loro memoria. Diffondiamo la cultura del ricordo”

“Durante la notte sono apparse, sui muri della città, numerose e irripetibili scritte firmate con il simbolo della falce e martello. Queste scritte offendono la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo di istriani, fiumani e dalmati e quindi feriscono il cuore di tutti i padovani. Già dalle prime ore di questa mattina gli operatori del Comune hanno iniziato a rimuoverle. Al di là dei costi per la collettività, questo genere di manifestazioni di pensiero criminale non è tollerabile. Sono certo che le Forze dell’Ordine saranno in grado di individuare i responsabili”.

Lo annuncia il sindaco di Padova, Massimo Bitonci.”Come ho ricordato ieri, durante il mio intervento istituzionale nell’ambito delle celebrazioni per il Giorno del Ricordo, gli uomini che hanno ucciso, torturato e messo in fuga i nostri fratelli istriani, fiumani e dalmati oggi sono sconfitti. Non tutti hanno pagato, ma sconfitta è la loro ideologia di morte.

Sconfitto è il loro tentativo di cancellare nomi, storie e quel patrimonio di relazioni ed esperienze, che è divenuto dono prezioso per le province del nostro Paese che hanno accolto gli esuli”, sottolinea. “Sconfitta è quella che l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiamò “congiura del silenzio”, ovvero la volontà di calare una coltre di nebbia sulla tragedia delle foibe. Rimane ancora da sconfiggere, purtroppo, la complicità criminale di chi sparge sale dove stanno germogliando speranza e riconciliazione – conclude Bitonci – Per questo chiedo a tutti i nostri concittadini di collaborare, ciascuno secondo le proprie possibilità e sensibilità, a diffondere la cultura del ricordo e a respingere ogni attacco alla dignità delle persone e del valore della vita umana”.

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Al di là di tutto ciò che può riguardare il discorso politico (“simbolo di falce e martello”), delle opere di riparazione di chi ha veramente a cuore la storia e il ricordo di questo paese e di tragedie che colpiscono il mondo, è difficile non focalizzare un punto di importanza non secondaria: in un’epoca di grandi cambiamenti, in un momento in cui un altro grande episodio migratorio si sta verificando sotto gli occhi di tutti portando i popoli a incontrarsi, conoscersi e magari apprezzarsi, come può un paese essere parte di tutto questo e sperare ti trarre ricchezza da questa opportunità se non ha neanche rispetto nei confronti della propria storia? È vero che non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, ma questi episodi fanno notizia, coinvolgono, e non sempre in modo positivo.

Giacomo Zampini

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