Scomparso Flavio Bonometti, fu sindaco di Sona e grande appassionato di politica e della sua comunità

Dopo una malattia, nella prima mattina di oggi giovedì 4 luglio è scomparso l’ex sindaco di Sona Flavio Bonometti (nella foto di Mario Pachera). Nato a Lugagnano nel 1956, si era trasferito nel milanese nel 1959. Dieci anni dopo, nel 1969, fece ritorno a Sona, seguendo gli spostamenti della famiglia, tornando a vivere a Lugagnano dove risiedeva tuttora.

La scuola ed i decreti delegati, vissuti come studente alle scuole superiori, lo avevano avvicinato giovanissimo all’impegno civico, impegno che si era trasformato in pochi anni in una vera e propria passione per la politica. “Il mio vecchio professore delle superiori, che era segretario provinciale della Democrazia Cristiana, diceva che quando si prende la malattia della politica non si guarisce più”, aveva raccontato al Baco qualche anno fa.

A Sona aveva iniziato ad interessarsi di volontariato parrocchiale e civico in giovane età, partecipando in particolare alla costituzione della biblioteca comunale nel 1979 come componente del comitato nominato dall’amministrazione comunale.

Negli anni Bonometti ha sempre continuato ad interessarsi della propria comunità, impegnandosi quale consigliere comunale e membro della commissione finanza, affari generali e personale nel quinquennio amministrativo dal 1980 al 1985. Nel biennio 1985/86 svolse poi l’incarico di assessore alle finanze, bilancio e tributi, in entrambi i mandati per conto della Democrazia Cristiana. Fu nuovamente nominato assessore dal 1995 al 1998 e vicesindaco fra il 1998 ed il 1999, in rappresentanza della lista civica Il Maestrale.

Venne quindi eletto sindaco di Sona nel 2003, quale esponente di Forza Italia e a capo di una coalizione che comprendeva anche Alleanza Nazionale e Lega Nord. Dopo quest’ultima importante esperienza da primo cittadino, continuò a seguire le vicende civiche locali fino alle elezioni amministrative del 2018, dove si presentò nuovamente quale candidato sindaco, stavolta per la coalizione di centro-destra, composta dalla lista civica Progetto Comune e dal partito di Lega–Salvini premier. A seguito del voto entrò quindi in consiglio comunale come consigliere di minoranza.

Palazzolo 26 giugno 2004, inaugurazione Giubileo 2000 con Clara Fiorini ed il sindaco Flavio Bonometti.

In una delle interviste che negli anni rilasciò al Baco ci spiegò che in decenni di impegno civico aveva visto modificarsi, quasi sempre purtroppo in negativo, il modo di fare politica. Ricordava che “il rispetto reciproco fra attori politici di opposti schieramenti era alla base di ogni discussione ed obiettivi comuni, specialmente a livello locale, venivano trovati e perseguiti anche fra opposti schieramenti”. Si diceva anche convinto che “negli anni amministrare un Comune sia diventato più impegnativo a causa di un contesto sociale sempre più complicato ed anche perché è modesto il numero di cittadini che è disposto a mettersi a disposizione della comunità”.

Bonometti era anche un grande appassionato di storia (oltre che di calcio, grande tifoso dell’Inter). “Un personaggio che mi è sempre piaciuto è Cavour – aveva raccontato al Baco – bisognerebbe parlarne un po’ più spesso. La ragione è molto semplice: ha fatto del piccolo Piemonte una potenza europea, permettendo l’unità d’Italia”.

Era conosciuto per la sua grande competenza e conoscenza dei meccanismi istituzionali, amministrativi e politici che regolano la vita di una realtà complessa come quella di un Comune. “Solo se un politico conosce i meccanismi della macchina amministrativaspiegava infattisa davvero come intervenire. Ai funzionari del Comune deve essere delegata soltanto la realizzazione della volontà politica, sotto lo stretto controllo di chi amministra. Un sindaco deve trovarsi nelle condizioni di poter gestire un patrimonio fatto di persone, imprese ed enti, in primo luogo sforzandosi di dare delle risposte a chi le chiede. I cittadini, le associazioni e i gruppi che vanno a parlare con lui, devono trovarsi davanti un interlocutore qualificato e preparato su ogni argomento di discussione. Le persone vogliono certezza e concretezza, ed è giusto che le ottengano. L’importante è essere onesti, dire la verità. Mi lascia perplesso il fatto che oggi tutti si lamentino: noi avevamo tagli, magari minori, ma avevamo anche tanti debiti. Insomma, io faccio fatica a capire chi si mette a fare il sindaco e poi si lagna del fatto che mancano le risorse: lui è chiamato per risolvere i problemi, non per accentuarli!”.

La sua carriera politica, intesa come impegno diretto, trovò la conclusione in occasione della seduta del consiglio comunale del 29 settembre del 2021 quando Flavio Bonometti, da consigliere comunale di minoranza, annunciò le dimissioni.

Fra i ringraziamenti che Bonometti quel giorno espresse nella solennità del consiglio comunale, il più importante andò – e non poteva essere diversamente per chi lo ha conosciuto – agli elettori suoi concittadini: “Ho sempre vissuto la politica come servizio per la cittadinanza e la comunità. Ecco, in questa sala governiamo per tutti, a prescindere da chi ci ha votato. Quindi ringrazio per chi ha posto in me la fiducia nell’amministrare”.

Al termine dell’impegno diretto non aveva perso la passione per la politica e per la sua comunità. Da qualche anno collaborava anche con Il Baco, portando in redazione la sua esperienza e la sua competenza. Alla famiglia e ai tanti che gli hanno voluto bene e lo hanno stimato vadano le condoglianze della nostra redazione.

Renato Salvetti
Nato a Rovereto (Trento) il 24 maggio 1940, ha conseguito il diploma di ragioneria a Verona. Sposato, con tre figli, ha svolto l’attività di dirigente d’azienda. È stato per quindici anni un amministratore comunale come assessore e sindaco di Sona. È storico delle vicende del Comune ed è autore di pubblicazioni sulla storia recente e dei secoli passati del territorio di Sona e dell’area veronese.