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Marciapiedi stretti, in certi tratti rotti e con l’asfalto sgretolato, sterpaglie che invadono i cigli della strada, scalini troppo alti. Ostacoli che per molti disabili o per le mamme a passeggio con i figli in carrozzina possono tramutarsi da un semplice disagio a un’odissea.

 

È la situazione che si presenta in alcuni punti lungo le vie principali di Lugagnano. Per Vanni Cordioli, 58 anni, impiegato in una società di assicurazioni ed ex assessore alle politiche sociali al Comune di Sona, colpito da una grave malattia che lo costringe a vivere in carrozzella da quando aveva due anni, percorrere le strade del paese a volte diventa un inferno. «Abito in via San Francesco», spiega Cordioli. «Lungo quella strada è un’impresa transitare con la carrozzina, tra marciapiedi pieni di buche, cartacce e sterpaglie. È necessario scendere dal marciapiede e invadere la carreggiata, rischiando però di essere investiti. L’alternativa è aggrapparsi alla ringhiera delle recinzioni delle case e sperare di non cadere. Figuriamoci se decido di uscire di sera, è improponibile».

 
Lungo la strada, che prosegue verso il centro paese e diventa via XXVI aprile, all’altezza di alcuni passaggi pedonali non ci sono le rampe che consentono il passaggio dei disabili, ma solo un gradino che impedisce a invalidi o a persone con i passeggini di attraversare la strada. All’altezza del bar S.Patrick, il marciapiede si stringe fino a essere largo una sessantina di centimetri, al di sotto degli standard minimi. Una carrozzella per passare deve fare i salti mortali.

 

«Anche un piccolo gradino come quello che c’è all’entrata della filiale della Banca Popolare», aggiunge Cordioli, «può diventare un ostacolo insormontabile. Gli amministratori devono scendere dal colle e andare direttamente sul territorio per capire quali sono i problemi e controllare se effettivamente tutti gli edifici pubblici e privati siano in regola con le normative legate all’abbattimento delle barriere architettoniche».

 

La Regione ha stanziato nuovi fondi per abbatterle (il bando per l’assegnazione è scaduto lo scorso 2 settembre): un milione e 440 mila euro per gli enti pubblici, 2 milioni e 280 mila euro per i privati e 475mila euro per le aziende di trasporto pubblico locale. Il Comune di Sona, attraverso una delibera di Giunta, ha adottato il Peba, piano per l’eliminazione delle barriere. Il progetto ha individuato i principali punti critici e ostacoli presenti su tutto il territorio sonese, nel capoluogo e nelle tre frazioni, e le relative soluzioni.

 

Ancora da stabilire i tempi per attuarlo. «È stato predisposto nei particolari», spiega il sindaco Gualtiero Mazzi, «tuttavia potrà subire modifiche. Attendiamo infatti suggerimenti dai cittadini che potranno segnalare altri punti critici sui quali intervenire».