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Ha voluto raccontare la sua versione sulla vicenda Sun Oil in modo eclatante, con un filmato che spara a zero su diversi personaggi della politica sonese e veronese. Gianni Savoia, ex titolare della ditta di Sona, specializzata nello smaltimento di rifiuti speciali, sotto sequestro dall’aprile 2006 (a parte l’impianto di autolavaggio delle autocisterne dissequestrato lo scorso ottobre ma ancora inattivo) ha realizzato un dvd “rovente”, intitolato “Le verità nascoste. I retroscena della “rapina” alla Sun Oil”. Il dischetto è stato recapitato nelle cassette della posta delle famiglie di Sona ed è stato inviato pure in diversi quartieri di Verona.

 

Nei 43 minuti del dvd, Savoia, sollecitato dalle domande effettuate da una voce fuori campo, attacca l’attuale sindaco di Sona Gualtiero Mazzi e l’ex primo cittadino sonese Flavio Bonometti, senza risparmiare il pubblico ministero Fabrizio Celenza, che sta seguendo la vicenda Sun Oil, il comandante dei vigili urbani di Sona Roberto Mori, fino ad arrivare all’ex presidente della Provincia ed ex rettore dell’università di Verona Elio Mosele e il sottosegretario Aldo Brancher. Secondo la versione di Savoia, sarebbe stata creata una trama contro di lui per far chiudere l’azienda e allo stesso tempo per sanare presunte irregolarità urbanistiche, tra cui una serie di capannoni costruiti, a suo parere, troppo vicini ai confini dell’impianto tanto da essere irregolari. Oltre a questo, l’ex titolare della Sun Oil lancia accuse anche per una strada limitrofa alla ditta che termina contro le recinzioni dell’impianto. Questo perché «qualcuno era già sicuro di far chiudere la Sun Oil», si dice nel documentario, e attivare «speculazioni edilizie» attorno alla zona. Secondo quanto riportato nel dvd, l’azienda di via Molinara era stata offerta, gratuitamente, all’ateneo di Verona per farne un campus universitario. Ma dopo un assenso iniziale, l’università aveva fatto dietro front. Secondo Savoia questo sarebbe avvenuto perché «per le istituzioni diffamare la Sun Oil, finché è in mano mia, è facile, ma diffamare un’università diventa complicato, quasi impossibile». Il racconto riporta una ricostruzione unilaterale dei fatti: Mosele, quando era rettore dell’università, avrebbe accettato l’offerta della Sun Oil. Ma poi, continua il narratore, quando è diventato presidente della Provincia ha cambiato orientamento.

 

Savoia addirittura sostiene che tale cambiamento è documentato da una “relazione segreta” in cui si rivelerebbe il progetto di fermare l’azienda. Questo «perché la chiusura della ditta», è sostenuto ancora nel dvd, «autorizza automaticamente i capannoni costruiti ai suoi confini senza rispettare le distanze sanitarie di legge. Queste costruzioni valgono almeno 20 milioni di euro. In questo modo», prosegue la narrazione, «si può terminare la strada che finisce contro le cisterne. Senza contare l’area da un milione di metri cubi, situata di fronte all’impresa, che aspetta di diventare residenziale. L’operazione sarebbe però impossibile da realizzare con la Sun Oil ancora in piedi. È una speculazione da 1.000 miliardi di vecchie lire». Il dvd ripercorre alcuni episodi dell’intricata vicenda, compreso quello dello scorso settembre, quando in una delle cisterne dell’impianto si era formato un buco da cui erano fuoriusciti centinaia di litri dei liquidi contenuti nella vasca. Nell’intervista Savoia attribuisce la causa del buco alla «negligenza e all’incuria nella gestione dell’impianto», sotto custodia cautelare del sindaco, reo, a detta dell’ex titolare della ditta, di non aver fatto svuotare immediatamente la cisterna. Le bordate lanciate dal filmato hanno provocato una serie di reazioni di alcune delle persone tirate in ballo. Mazzi, così come Bonometti e Mori, ha annunciato di voler querelare Savoia per le affermazioni espresse. «La mia attività di custode della Sun Oil», aggiunge il sindaco, «proseguirà per garantire la bonifica del sito».

 

(Da “L’Arena” del 11 giugno 2009)