Sara Fiume e la fattoria Ape Regina di Lugagnano. Storia di una passione che è diventata una professione tra ambiente, natura e buon cibo

Venerdì 8 marzo, festa della donna. Non ho “festeggiato” approfittando delle varie offerte “per le donne” che sono solo gli ennesimi escamotage commerciali per trasformare tutto in eventi consumistici. Ho fatto invece un’intervista ad un’imprenditrice. La data in verità è stata casuale dopo un lungo rincorrerci, ma ripensandoci mi piace che sia stata proprio in quella giornata.

Ho incontrato Sara Fiume presso la sua azienda, la fattoria Ape Regina di Lugagnano, che è anche partner del Baco. Peccato che dopo un inverno non proprio invernale e tripudi di mimose in fiore ovunque, quel venerdì ci fosse vento, anche freddo e acqua. Ho potuto comunque intuire la potenzialità del posto e vedere gli spazi enormi in divenire.

Sara Fiume con uno degli animali della sua fattoria Ape Regina. Nelle altre foto, momenti di attività della fattoria.

La prima cosa che mi ha mostrato Sara sono i numerosi gelsi che hanno piantato. “Abbiamo recuperato tutti questi gelsi secolari, perché oltre a fare una bella ombra sono piante che fanno parte della storia del nostro paese con la bachicoltura”. Infatti, dico io, non per nulla il nostro giornale si chiama proprio Il Baco da Seta, ma avete intenzione di introdurre anche quest’attività? No, mi risponde Sara, è una attività difficile e complicata, sono solo a scopo didattico per parlarne ai bambini.

Facciamo un tour della fattoria, dopo il bosco di gelsi, lo spazio vendita ed il museo contadino all’aperto siamo passate attraverso i recinti degli animali. Si apre infine il lavandeto con l’apiario, la zona pic-nic ed uno spazio per laboratori e corsi.

Raccontami un po’ di te.
Sono originaria di Monopoli, Bari. Sono una biologa nutrizionista ed esercitavo tranquillamente la mia professione in Puglia, fino a quando non ho comprato un macchinario per la mia attività. Con il venditore, Fabiano, fu un colpo di fulmine. Il destino ci fece rincontrare ad un convegno e per farla breve, nel giro di poco mi trasferii qui a Lugagnano. Prima della pandemia, ormai tante vite si dividono in prima e dopo il Covid, lavoravamo insieme nella nostra società di prodotti e servizi dedicati ai professionisti della nutrizione nella quale io mi occupavo della parte amministrativa e della formazione. Durante il periodo del lockdown io ho lavorato di più di prima con la formazione considerando che non potendo lavorare con il pubblico, tanti professionisti ne hanno approfittato per investire sulla formazione. Alla fine ero davvero stressata.

Quindi, finito il lockdown come sei passata dal computer alla terra?
Già durante quel periodo l’avere intorno a casa la possibilità di stare a contatto con la natura con l’orto e il frutteto, soprattutto di pesche dei miei suoceri è stata una salvezza. Anche per i miei bambini. Un po’ alla volta ho messo insieme la mia formazione di nutrizionista e l’esperienza come formatrice con il desiderio di natura e cibi naturali che cerco di trasmettere in primis alla mia famiglia. Ho lasciato l’azienda e mi sono buttata in questa avventura.

Immagino che non ci si possa però improvvisare agricoltori. Avevi già qualche esperienza?
No, per questo mi sono iscritta al corso per imprenditore agricolo professionale della Coldiretti. Nel frattempo abbiamo acquisito altri terreni, alcuni anche in altri Comuni della provincia per avere la superficie sufficiente per poter aprire l’attività. Poi, volendo fare la fattoria didattica ho fatto anche il corso di operatore di fattoria didattica.

Mi hai detto che hai in mente di fare anche corsi di cucina.
Nel mio lavoro di nutrizionista ho sempre sostenuto e ne sono fermamente convinta che la dieta non sia sinonimo di restrizioni ma è uno stile di vita e soprattutto non sia nemica del buon mangiare. Ecco perché vorrei proporre dei corsi nei quali i principi di una corretta alimentazione passino attraverso il cucinare insieme ricette sane ed equilibrate oltre che gustose. Così l’anno scorso ho preso anche il diploma di scuola alberghiera perché non mi sentivo preparata ad insegnare a cucinare senza aver prima studiato.

Le api sono un altro elemento fondamentale della tua attività.
Il mondo delle api e l’apicoltura sono molto affascinanti. Ci sono, poi, molte attività collaterali che hanno a che vedere con gli alveari e con il miele. Per esempio l’apiterapia, per curare o coadiuvare le terapie per alcune patologie tipo l’asma, attraverso la respirazione degli aromi sprigionati dalle arnie, o l’api-sound per gli stati ansiosi e lo stress. Sto seguendo corsi anche su questi argomenti per costruire poi l’apiario olistico o integrato. E poi ci sono i prodotti classici, miele, polline e pappa reale.

Il nome Ape Regina è quindi legato a questo ramo dell’attività.
In parte, c’è anche un riferimento al mio background di nutrizionista. L’Ape Regina alla nascita non si differenzia dalle api operaie. Quello che fa la differenza è il nutrimento che riceve. Mentre un’ape operaia riceve la cosiddetta pappa reale solo per un breve periodo, per l’Ape regina è invece il nutrimento esclusivo per tutta la vita. Nelle api è, quindi, evidente il legame tra la qualità del nutrimento e lo sviluppo dell’organismo. L’ape regina grazie alla pappa reale oltre a diventare più grande delle altre api è anche in grado di procreare mentre le api operaie no.

Ho dato un’occhiata al tuo sito e ho visto che c’è una vasta gamma di proposte di attività. Se non sbaglio la prima in calendario sarà la festa di primavera.
Sì, è programmata per domenica 21 aprile, tra pochi giorni (clicca qui per iscriverti). Ci sono attività per grandi e piccini. Sarà possibile visitare la fattoria attraverso il nostro Educational Tour, letture di favole e racconti, musica live e merenda del fattore. Ci sono poi a disposizione tavoli e spazi per poter fare il proprio pranzo al sacco. Sarà aperto anche il punto vendita dove si possono trovare vini e birre.

Penso che potrei parlare con Sara dei suoi progetti ancora per ore perché per lei è proprio il caso di dire nomen omen. È un vero fiume di idee, iniziative ed energia che letteralmente fluiscono uno dietro l’altro. Un progetto ne genera altri che Sara porta avanti con determinazione, cercando di dare qualità a tutto quello che fa, studiando e formandosi per ogni aspetto sfruttando le competenze già acquisite ma non dando nulla per scontato. Mettendosi oltretutto in rete con altre realtà per approfondire o ampliare le esperienze.

Vi invito a visitare il sito, ma ancora di più ad andare di persona alla fattoria, non serve andare chissà dove per una giornata in relax. Si può lasciare in garage la macchina per una volta e magari anche prendere un po’ di verdura per la settimana.

Manuela Taietta
Nata a Verona risiede a Lugagnano dal 1996. Sposata con Alessandro ha due figli, Matteo e Michele. Collabora nella gestione dello Studio Tecnico del marito. Amante della montagna, della vita all'aria aperta e della lettura.