San Massimo e Cavaion Veronese, droga e contanti nelle case: tre arresti

Front portion of a Carabinieri Verona patrol car, hood displaying 'CARABINIERI' and a red stripe with the Alfa Romeo emblem visible.

Tra le stanze di due appartamenti, uno a San Massimo, l’altro a Cavaion Veronese, i Carabinieri hanno trovato droga già suddivisa, altra sostanza pronta da conservare o confezionare, materiale utile al confezionamento e denaro contante ritenuto collegato all’attività di spaccio.

È da qui che prende forma l’operazione condotta nel tardo pomeriggio del 22 aprile, quando i militari della stazione di San Martino Buon Albergo hanno arrestato tre uomini, ora gravemente indiziati di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

L’intervento rientra nell’intensificazione dei controlli disposti dal Comando Provinciale di Verona, con un’attenzione particolare al contrasto del traffico di droga. Gli accertamenti hanno portato i militari a concentrare le verifiche in due abitazioni, tra il quartiere veronese di San Massimo e il territorio di Cavaion Veronese. Ed è durante queste perquisizioni che sono emersi i quantitativi sequestrati.

Nel primo appartamento, a Verona, dove vive un 66enne ghanese, sono stati trovati 28 pezzi di sostanza stupefacente per un peso complessivo di 32,80 grammi, poi identificata come MDMA, oltre al materiale ritenuto utile per il confezionamento. Un dato che, nella ricostruzione investigativa, delinea una disponibilità non occasionale della sostanza.

Nell’altra abitazione, dove vivono due fratelli camerunesi di 41 e 35 anni, i militari hanno invece recuperato complessivamente 130,65 grammi di marijuana, 19,65 grammi di hashish e 860 euro in contanti. Anche il denaro è stato sequestrato, perché considerato, allo stato degli atti, possibile provento dell’attività illecita.

Tutto il materiale rinvenuto è stato repertato e posto sotto sequestro. I tre uomini, dopo l’informativa alla Procura della Repubblica di Verona, sono stati arrestati e accompagnati nelle rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari, in attesa del giudizio per direttissima.

Nella mattinata del 23 aprile sono comparsi davanti al giudice del Tribunale di Verona, che ha convalidato gli arresti. L’udienza è stata poi rinviata a giugno, per i termini a difesa richiesti, mentre sul fronte cautelare sono state disposte misure differenti: per il 66enne il divieto di dimora a Verona, per i due fratelli l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

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