San Giovanni Lupatoto, cannabis nascosta nel bosco: due arresti e oltre 60 chili sequestrati

Due piantagioni di cannabis nascoste nella vegetazione di un’area boschiva demaniale di San Giovanni Lupatoto, un sistema di irrigazione realizzato per mantenerle in produzione e perfino fototrappole occultate tra gli alberi per controllare chi si avvicinava.

È quanto hanno scoperto i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Verona, che hanno arrestato in flagranza due persone residenti in provincia.

L’operazione è arrivata al termine di alcuni mesi di indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Verona. A mettere inizialmente i Finanzieri sulle tracce delle coltivazioni sono stati i sorvoli effettuati dagli elicotteri della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Venezia: dall’alto sono state localizzate le due piantagioni, ben nascoste all’interno della vegetazione.

Da quel momento è iniziata una lunga attività di osservazione. Attraverso apparati di videoripresa e dispositivi di localizzazione satellitare, gli investigatori hanno documentato i ripetuti accessi alla zona e ricostruito le modalità con cui venivano gestite le coltivazioni.

Le due piantagioni occupavano complessivamente circa 200 metri quadrati ed erano state attrezzate con un impianto di irrigazione centralizzato, alimentato attraverso fusti utilizzati per raccogliere l’acqua. Un’organizzazione che consentiva quindi di mantenere le piante in un luogo isolato e lontano da abitazioni e occhi indiscreti.

Ma a proteggere l’area c’era anche un sistema di sorveglianza. Nel bosco erano state posizionate alcune fototrappole, mimetizzate nella vegetazione e utilizzate per controllare a distanza eventuali persone in avvicinamento. Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, il sistema avrebbe dovuto permettere di accorgersi per tempo anche della presenza delle forze dell’ordine.

Le precauzioni, però, non sono bastate a individuare i Finanzieri. I militari sono riusciti a intervenire mentre i due soggetti si trovavano all’interno dell’area delle coltivazioni, facendo così scattare l’arresto in flagranza.

Il sequestro ha riguardato una ventina di piante di cannabis, alcune delle quali raggiungevano i due metri di altezza, per un peso lordo complessivo superiore ai 60 chili. Sono state sequestrate anche le attrezzature trovate sul posto.

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Sarà ora necessario attendere le analisi di laboratorio, che dovranno determinare la percentuale di principio attivo contenuta nelle piante e quindi il numero di dosi che sarebbe stato possibile ricavarne. Soltanto questi accertamenti consentiranno anche di formulare una stima del potenziale valore della produzione sul mercato illecito.

L’operazione è proseguita con le perquisizioni nelle abitazioni dei due arrestati. A casa di uno dei due sono state trovate e sequestrate altre tre piante di cannabis, mentre nell’abitazione dell’altro i Finanzieri hanno rinvenuto circa 53 grammi di marijuana.

Gli accertamenti sul territorio non sono ancora terminati. La Guardia di Finanza sta effettuando ulteriori ricognizioni dell’intera zona boschiva, nuovamente con il supporto dei mezzi aerei del Corpo, per verificare l’eventuale presenza di altre coltivazioni nascoste nella vegetazione.

I due arrestati sono indagati per l’ipotesi di coltivazione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti, prevista dall’articolo 73 del D.P.R. 309/1990. Nella giornata di oggi, 29 settembre, vi è statala comparizione davanti al Tribunale di Verona per la convalida dell’arresto e il contestuale giudizio con rito direttissimo, richiesto dalla Procura della Repubblica di Verona.

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