San Giorgio in Salici. Raffaello Zorzan, 74 anni, ed il rombo della sua Fiat Abarth 850 TC del 1961

Che cos’è la passione? Cosa fa battere Il cuore all’impazzata, fa agitare le farfalle nello stomaco o fa venire la pelle d’oca? Per Raffaello Zorzan, 74 anni, c’è una cosa che prima di tutte genera tutti i sintomi sopra citati: è il rombo del motore della sua Fiat Abarth 850 TC del 1961.

Accompagnato dalla nuora Jessica che mi ha informato del singolare hobby del suocero ora in pensione, Raffaello mi riceve nella sua casa di San Giorgio in Salici e con orgoglio smisurato mi mostra le immagini sul telefonino e le foto della sua recente partecipazione alla rievocazione storica della cronoscalata Caprino-Spiazzi proprio con la sua vettura d’epoca.

“I motori sono una passione che ho fin da ragazzo – inizia senza tanti preamboli Raffaello -, e l’ho trasmessa anche a mio figlio Luca, marito di Jessica, e probabilmente anche a mio nipote Flavio che ancora va a scuola. Da giovane facevo assistenza a mio cugino alle corse in salita, ho corso con i go-kart e poi ho lavorato per 25 anni come gommista quindi le macchine e i motori hanno sempre occupato le mie giornate. Andavo ogni anno con mia moglie e la roulotte ad assistere alle gare e nel 2000 ho voluto coronare un sogno; acquistare una macchina per partecipare in prima persona ai raduni e alle cronoscalate”.

La scelta di Raffaello è caduta sulla Fiat Abarth 850 TC che sotto le sembianze della 600, sogno delle famiglie del boom economico italiano degli anni Sessanta, nasconde il potente motore con l’effige dello scorpione in campo rosso e giallo.

La Fiat Abarth 850 TC di Raffaello in una corsa del 1968.

“È una vettura che ha sempre corso e ha partecipato col precedente proprietario alla Trento-Bondone, alla cronoscalata della Mendola, alla Bassano-Monte Grappa. Poi nel 1990 chi mi ha suggerito di acquistarla, Luigi Zardini da Sona, l’ha preparata e ha predisposto l’omologazione presso la Federazione Automobilistica Internazionale come auto da corsa ma allo stesso tempo è stata regolarmente immatricolata e targata e può girare per strada. In prima persona l’ho guidata alle edizioni del 2017 del 2022 e di quest’anno della Caprino-Spiazzi”, mi dice mostrandomi le medaglie di partecipazione alla famosa corsa veronese.

La usi tutti i giorni oppure la prendi in mano solo per raduni e per le corse?
Mi piace accenderla e sentire il rombo del motore ma non la sposto quasi mai dal vialetto di casa. È parcheggiata in garage ben protetta, pulita e lucidata. In passato ho fatto qualche raduno ma poi ho preferito evitarli perché la macchina è potente e ti incita a correre per strada e non bisogna farsi prendere la mano. Per questo ho voluto usarla solo in competizione su un tracciato dedicato.

Quindi sei diventato pilota solo di recente?
Solo dopo aver compiuto settant’anni ho provato questa emozione. I miei famigliari mi hanno spinto ad iscrivermi alla Caprino-Spiazzi e negli ultimi mesi fremevo di entusiasmo affinché arrivasse in fretta il giorno della gara.

Raffaelo alla partenza della Caprino Spiazzi.

Ma cosa provi quando ti si abbassa la bandiera ed affronti il serpente di asfalto?
E’ una sensazione inebriante che mi mette i brividi. So che le velocità non sono da supercar ma ti assicuro che l’impostare le curve con la traiettoria migliore, il dosare la frizione e l’acceleratore con la massima perizia per “non affaticare” la “signorina” ultrasessantenne, e l’inserire le marce con decisione ma allo stesso tempo con il dovuto rispetto per il regime di giri del motore, mi provocano una scossa di adrenalina ed uno stato di eccitazione che faccio fatica ad esprimere. Posso aggiungere un ricordo?

Prego.
Pensa che una volta ho chiesto a Mauro Nesti, (lo storico campione indiscusso delle corse in salita, che ha vinto più volte con la sua Osella sul tracciato veronese raggiungendo in alcuni tratti la velocità di 280 kmh, NdA) come si fa a gestire le emozioni a quelle folli velocità. Sai cosa mi ha risposto? Devi essere un freddo calcolatore, concentratissimo sulle insidie del tracciato e con il piede destro pesantissimo. Ovviamente queste parole escono dalla bocca di un campione e non fanno assolutamente il caso mio. A me piace condividere con mio figlio, anche lui appassionato di auto storiche, la preparazione e la messa a punto della vettura e vedere mia nuora e mio nipote che fanno il tifo per il nonno pilota e credimi questa per me è una soddisfazione impagabile.

Gli occhi di Raffaello luccicano quando mi apre il cofano e mi fa vedere il motore del suo bolide con tutti i dettagli rigorosamente originali. Poi gira la chiave e dopo un sussulto la marmitta canta che è un piacere quando si schiaccia sull’acceleratore.

Nel frattempo, i vicini di casa, appena al di là del giardino girano la testa incuriositi ed increduli. Forse non riescono a capacitarsi di quanta energia e determinazione scorre nelle vene del loro coetaneo che indossa ancora la tuta da pilota.

Nato nel 1967, vivo da sempre a Palazzolo con moglie e 2 figli ormai proiettati nel mondo dei grandi. Sono appassionato di storia, di tutti gli sport, (qualcuno provo a praticarlo a livello amatoriale) e con parecchio trasporto ed un po' di nostalgia ascolto sempre volentieri la musica degli anni Ottanta. Dopo gli studi all’istituto tecnico commerciale ho scelto la strada imprenditoriale ed ora sono impegnato nel settore immobiliare; negli anni scorsi la mia collaborazione col Baco da Seta era piuttosto saltuaria; a partire dal 2019 però sta diventando sempre più intrigante.