San Giorgio in Salici, l’ultimo filo di Raffaella unisce due nomi nella campana

Portrait of an older woman with short brown hair wearing a black top and patterned cardigan, in a bright tiled room with a 'Il Baco da Seta' logo.

Lavorare a maglia o all’uncinetto non è solo questione di manualità. Lavorare a maglia richiede precisione, cura, attenzione. Lo sapeva bene Raffaella, che per tutta la sua vita ha intrecciato i fili della sua esistenza con quelli degli altri, punto dopo punto. Raffaella Scapin (Fasoli di battesimo), nata il 2 novembre 1954 a Palazzolo, aveva imparato le tecniche dell’artigianato già da giovane, quando lavorava per una fabbrica di scarpe del paese.

Nel ’74, dopo essersi sposata e trasferita a San Giorgio in Salici, quelle competenze le ha portate con sé, a casa sua, dove aveva cominciato a rimagliare le calze. Ma Raffaella amava anche esprimere la sua fantasia usando i ferri per intrecciare filati colorati, ago e filo per ricamare a punto croce, materiali di recupero per creare cestini e composizioni natalizie.

E dalle commissioni di lavoro a quelle artistiche, il passo è stato breve: con il tempo, infatti, Raffaella ha cominciato a mettere a disposizione il proprio talento per la comunità in modo gratuito e sincero. I suoi lavori comparivano sulle bancarelle della parrocchia per le tante raccolte fondi per le missioni Comboniane in Uganda, oppure apparivano sui bavagli dei bambini dell’asilo “Panardo” perché ognuno potesse riconoscere il suo.

Le sue mani, Raffaella, le usava poi per impastare, cucinare, mescolare ed impiattare. Non si conta il numero di anni di servizio nelle cucine della sagra di San Giorgio, o le volte a preparare il cibo per i diversi eventi alla baita degli Alpini o in occasione della festa di carnevale. E quando non era in cucina in paese, preparava torte e dolci in casa per le raccolte fondi organizzate dalla scuola dell’infanzia.

La figlia Dania racconta: “Mia mamma non era capace di stare ferma. Era sempre in movimento, e lo faceva per gli altri”. Raffaella ha dedicato tutto il suo tempo alla famiglia e alla sua comunità, ed è per questo che tutti, a San Giorgio, la conoscevano. “Più di una volta le ho chiesto di fermarsi, di badare a sé stessa e alla sua salute. Ma lei mi rispondeva sempre: ‘Aiutare gli altri mi fa stare bene, è la luce che mi fa andare avanti’. Per lei non era uno sforzo, ma uno svago. Per questo, lei è stata e sarà sempre un esempio che voglio seguire” dice Dania.

Raffaella se n’è andata il 4 luglio scorso, nel giorno del compleanno del figlio morto in un incidente stradale nel 1993, a 18 anni. Oggi, una delle campane del campanile di San Giorgio suona per lui, perché il suo nome è inciso nel metallo che ne forma il fianco. Ora quella campana, che tutti in paese possono sentire, suonerà non per uno ma per due: per Cristian Scapin e per la sua mamma, Raffaella.

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Valentina Farina
Classe '95 e originaria di San Giorgio in Salici, è cresciuta con la passione per la scrittura e l'amore per lo sport, soprattutto la pallavolo. Nel 2020 ha conseguito la laurea magistrale in Editoria e giornalismo all’Università di Verona, e dopo aver lavorato diversi anni come bibliotecaria, oggi prosegue, in campo professionale, sulla strada dell'informazione.