La tromba d’aria che mercoledì 10 giugno si è abbattuta sul territorio sonese si è accanita, in particolar modo, contro i luoghi storici e iconici del paesaggio: la chiesetta di S. Quirico, il parco di Villa Trevisani, il viale dei cipressi di Villa Landini. A memoria d’uomo, mai si era verificata questa contemporaneità di effetti devastanti sui siti simbolo della identità sonese.
Più passano i giorni, e più veniamo a conoscenza di altri disastri avvenuti nel Comune di Sona. In quel fatidico giorno, la violenza della tempesta si era abbattuta anche su Villa Bressan (già Cavazzocca Mazzanti), splendida e storica dimora cinquecentesca di S. Rocco presso S. Giorgio in Salici, il cui lussureggiante parco è stato usato in passato anche come cornice per eventi musicali e culturali.
Come si può vedere dalle foto che mostriamo, la furia devastatrice del vento si è scatenata sugli alberi, piegandoli o sradicandoli; questi, cadendo rovinosamente, hanno abbattuto un muretto presso il cancello di entrata, danneggiato statue e ornamenti in pietra, nonché altre strutture di pregio.
Per fortuna i vigili del fuoco, prontamente intervenuti, sono stati in grado di affrontare la difficile situazione. E pensare che già nell’estate del 2023 si ebbero ingenti danni per una analoga tromba d’aria.
“Non so se in futuro – ci ha detto Ezzelino Bressan, proprietario dell’immobile – potremo ancora allestire concerti di musica classica, visto come si sono ridotti gli alberi”. La villa con il suo parco, infatti, con decreto ministeriale datato 15 luglio 1952 era stata dichiarata “di notevole interesse pubblico per la sua vegetazione arborea che conferisce alla località una nota paesaggistica di notevole bellezza”.
E qui Bressan si lascia andare ad un amaro sfogo. “Noi privati che possediamo parchi dichiarati ufficialmente di interesse pubblico, dobbiamo spendere parecchi denari per la loro cura e manutenzione, senza ricevere sovvenzioni regionali o statali. Non solo, ma se subiamo gravi danni per eventi atmosferici avversi, come avvenuto nel 2023 e il 10 giugno scorso, veniamo lasciati soli a provvedere alle costose riparazioni. E’ una situazione frustrante”.
“Ci sentiamo abbandonati – conclude Bressan -. A volte ci promettono aiuti economici, ma in realtà ci dobbiamo letteralmente arrangiare. E pensare che i cancelli del mio parco sono stati aperti tante volte al pubblico, negli anni scorsi, per manifestazioni e concerti”.
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