San Giorgio, cala il sipario sulla Sagra dei Bogoni: il paese fa festa e vince la comunità

Finiti i balli, sparecchiati i tavoli e spenti i riflettori sulla piazza, resta la scia delle cose riuscite e la sagra dei bogoni di San Giorgio anche quest’anno ha funzionato dall’inizio alla fine.

Sono stati quattro giorni di festa, da venerdì 18 a lunedì 21 settembre, costruiti mettendo insieme generazioni e modi diversi di vivere una sagra di paese. Musica, danza, attività per i bambini, ballo liscio, il concerto della banda, giostre, pesca di beneficenza e naturalmente gli stand gastronomici hanno accompagnato un lungo fine settimana nel quale San Giorgio in Salici si è ritrovata nel suo campo parrocchiale.

Il motore di tutto sono stati loro: i volontari. Un’armata fatta di persone che il paese lo vive anno dopo anno. Sto parlando di chi a San Giorgio c’è nato, chi si è trasferito, chi ci lavora o chi, semplicemente, ha voglia di dare una mano in un weekend particolarmente impegnativo dal punto di vista organizzativo. Tutto questo per quattro giorni, senza perdere un colpo ed il sorriso.

Un lavoro che non si è visto soltanto dietro ai banconi e nelle cucine. Perché una manifestazione di queste dimensioni significa preparare gli spazi, organizzare gli stand, gestire il pubblico e accompagnare una programmazione che cambia volto ogni sera, cercando di far convivere nello stesso appuntamento ragazzi, famiglie, bambini e anziani.

A far girare la macchina c’era una regia attenta, che ha garantito una gestione della sicurezza pulita e discreta: niente strappi, nessuna confusione, solo la sensazione chiara per chiunque arrivasse di poter passare qualche ora in allegria, divertendosi.

La scelta degli organizzatori era stata quella di tenere insieme modernità e tradizione. E lo si è visto già venerdì sera, quando ad aprire la sagra è stato il DJ set di DJ Cobra, Simone Brindani, con una serata indirizzata soprattutto ai più giovani. Sabato il testimone è passato alla danza con il Gardadanze Show “Dreamland dove la danza incontra fantasia”, affidato agli atleti di Gardadanze Studio, prima di lasciare la pista al pubblico con “Tutti in pista”.

E la gente, infatti, si è divertita. La musica sotto le stelle ha scaldato le serate del weekend, ma il momento più vivo si è respirato la domenica pomeriggio. Lì il campo parrocchiale è diventato del tutto a misura di famiglia, con eventi e laboratori ideati per i più piccoli che hanno regalato un pomeriggio di pura leggerezza ai bambini e un po’ di respiro ai genitori. Tra le chicche più apprezzate, la mostra di modellismo: uno di quei dettagli preziosi capaci di incantare i ragazzini e di far tornare indietro nel tempo gli adulti.

Proprio il pomeriggio di domenica ha mostrato bene quanto la sagra riesca ad andare oltre il programma serale. Le attività ludico-ricreative dedicate a bambini e ragazzi sono state organizzate dal Comitato Genitori Sona, San Giorgio e Palazzolo insieme alla Scuola dell’Infanzia don Eliseo Panardo, alla parrocchia e a Flora Ambrosi di Arte è, con il patrocinio del Comune di Sona. Una rete di realtà diverse che ha trasformato per alcune ore il campo parrocchiale in uno spazio pensato soprattutto per i più piccoli.

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Poi, con il calare della sera, è tornata una delle anime più tradizionali della festa. Domenica è stata la volta del ballo liscio con l’Orchestra Ornella Nicolini, mentre lunedì sera la chiusura è stata affidata al Corpo Bandistico di Sona, appuntamento ormai legato alla storia della sagra e capace di mettere il punto finale a quattro giorni molto diversi tra loro.

E naturalmente c’è stata la cucina. Perché si può cambiare il programma, si possono portare sul palco DJ, ballerini e musicisti, ma una Sagra dei Bogoni senza bogoni semplicemente non sarebbe la Sagra di San Giorgio. Gli stand gastronomici hanno continuato a rappresentare uno dei cuori della manifestazione, insieme alle giostre per i bambini e alla tradizionale pesca di beneficenza.

Quando la scuola, le associazioni e i cittadini decidono di tirare dalla stessa parte, San Giorgio risponde così. Non è solo questione di fare festa o di servire un buon piatto a base di bogoni, la specialità della sagra, è il modo più semplice e concreto che questo territorio ha per ricordarsi chi è. E, di questi tempi, scusate se è poco.

Le foto del servizio sono di Giulio Braggio.

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Elisa Oliosi
Nasce il 28 febbraio 1985 e risiede a San Giorgio in Salici da sempre. Si è laureata in Lingua e Letteratura Moderna e Contemporanea per poter insegnare: ciò che ha sempre sognato. Ora insegna Letteratura e Storia presso l'Istituto Tecnico di Bussolengo. E' sposata con Carlo, un collega di università, e ha due bambini.