Salionze, la frazione che custodisce una storia grande e chiede di essere raccontata

Si conclude con la pubblicazione di questo articolo il progetto dello scorso anno scolastico della scuola secondaria di I grado dell’IC Graziella Murari di Valeggio sul Mincio Raccontiamo il Paesaggio.

L’obiettivo è stato quello di sensibilizzare un gruppo di studenti, che hanno volontariamente aderito all’attività, verso tematiche del loro territorio liberamente scelte. La scrittura anche di semplici testi li ha portati a chiedersi quali fossero i loro interessi verso lo spazio che abitano, a formulare domande, a incontrare chi potesse fornire loro le risposte, a scriverle in un articolo in modo chiaro per un eventuale pubblico di lettori.

La piccola redazione non ha avuto dubbi sull’individuazione degli argomenti e ha profuso tempo e impegno senza nessun voto in cambio, trattandosi di un progetto pomeridiano in aggiunta all’orario scolastico del mattino. Questo aspetto è da sottolineare, in quanto dimostra che il cittadino attivo non ha età quando vuole contribuire a dare voce al proprio territorio. Garantire spazi fisici e virtuali gratuiti, in cui le nuove generazioni abbiano la possibilità di fare esperienze di cittadinanza, è altamente formativo per la loro crescita e per lo sviluppo del pensiero critico.

Gli articoli quindi non vanno valutati per la lunghezza o la straordinarietà dei contenuti, ma per l’assunzione di consapevolezza di un possibile ruolo sociale ora e nel futuro per il benessere comunitario.

Un ringraziamento a Sara Moretto, Giacomo Guadagnini (leggi il suo articolo) e Pietro Sestini (leggi il suo articolo) per aver mostrato agli adulti che il territorio deve essere guardato con gli occhi di tutte le cittadine e di tutti i cittadini che lo vivono, anche dei più giovani.

SALIONZE NON E’ UNA FRAZIONE QUALUNQUE

di Sara Moretto

Sono Sara Moretto, una ragazza che abita in una frazione di Valeggio chiamata Salionze. Scrivo questo articolo per evidenziare che Salionze non è una frazione qualunque, perché ha una storia che altre frazioni non possono vantare. Il nome Salionze deriva dal latino San Lionce, ovvero San Leone.

Infatti proprio qui nel 452 d.C. Papa Leone I riuscì a fermare l’avanzata verso Roma degli Unni guidati da Attila. Ogni anno verso la metà di luglio viene svolta una sagra in paese per ricordare questo avvenimento. Nell’ultima serata viene messa in scena una recita che rappresenta quel momento, con tanto di torce infuocate, cavalli e molto altro.

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Un altro motivo per cui questa frazione deve essere riconosciuta è che qui si trova la diga che permette di regolare il livello di tutto il Lago di Garda: in stagioni particolarmente aride, come per esempio quella che stiamo vivendo, la sua importanza è fondamentale per tutelare turismo e agricoltura.

A Salionze si trova anche il villaggio turistico Hu, che ogni anno ospita più di 350.000 turisti. Da parte mia penso che dovrebbe essere sfruttato maggiormente promuovendo ad esempio delle visite guidate alla diga o un mini museo che racconta la storia di questo luogo.

Per approfondire alcuni di questi aspetti, io ed altri alunni della mia scuola abbiamo intervistato l’assessore Mazzafelli. L’assessore ha riconosciuto da una parte il contributo turistico di Salionze, dall’altra ha confermato che la sua importanza storica è molto poco conosciuta e potrebbe essere sfruttata in maniera più efficace

Salionze, anche se un po’ lontana dal centro ha più di un motivo per essere tenuta in considerazione.

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Luisa Fazzini
È docente di Lettere nella scuola secondaria di I grado dal 2001. Negli ultimi anni ha scelto di dedicarsi, prima prevalentemente e ora esclusivamente, all’insegnamento della Geografia. Si occupa di formazione, ha vinto due premi regionali scolastici ARPAV per progettazione ambientale in qualità, è membro del Consiglio Nazionale AIIG (Associazione Italiana Insegnanti di Geografia), è referente per l’educazione per Slow Food Veneto, cura la rubrica on line “Geografica. La didattica della meraviglia” per la rivista Erodoto 108 e pubblica percorsi didattici con Erickson, Loescher e Rizzoli.