Sagra Parrocchiale di Sona: un’esperienza importante che ha superato le previsioni della vigilia

L’esperienza della sagra parrocchiale è noto sappia sintetizzare una serie di caratteristiche comunitarie che la portano ad essere un’esperienza privilegiata sotto tanti punti di vista.

C’è l’esperienza di chi partecipa all’organizzazione in una dimensione sempre più intergenerazionale dedicando tempo sia per la preparazione, che per la gestione e poi anche per la sistemazione. Un tempo dedicato che ha un doppio valore: far stare bene le persone che si servono dei servizi organizzati, con particolare riferimento al chiosco enogastronomico, ma anche alla tradizionale pesca di beneficenza, e far stare bene e divertire gli stessi volontari che sono coinvolti in un servizio bello ma al tempo stesso impegnativo, sempre con il sorriso sulle labbra.

C’è poi l’esperienza di chi fruisce dei servizi proposti e che trova nella sagra parrocchiale di Sona – che si è tenuta da venerdì 1 a mercoledì 6 settembre – una sintesi di clima e di qualità che nessuno ormai vuole perdere. E questo lo dimostra il numero di presenze che, in ognuna delle sei serate organizzate, ha superato le più rosee attese, stimate sui dati delle edizioni precedenti. Sarà stato anche il clima favorevole, ma tutta questa gente in piazza non c’era memoria di averla mai vista.

L’interesse e la positività dell’esperienza quest’anno è stata anche raccolta con ben 200 interviste effettuate con alcune domande ben precise da un gruppo di ragazzi parte dell’organizzazione, preparati in modo dedicato proprio per raccogliere le sensazioni di chi era presente nelle varie serate. Tra le domande proposte, quelle principali intendevano verificare se l’intervistato era o meno residente a Sona e quale era stata la fonte che lo aveva informato di questa manifestazione.

L’analisi dei dati ha permesso di rilevare che i 200 intervistati per il 70% circa sono residenti, questo ha un grande valore perché conferma che l’occasione della sagra è davvero importante per avvicinare persone residenti e fare un’esperienza di comunità. Riguardo le fonti dell’informazione, è stato rilevato che gli amici in primis, il libretto informativo distribuito porta a porta ed il Baco da Seta sono state quelle principali.

Riguardo il gradimento, il sondaggio ha potuto rilevare dagli intervistati che, in una scala che prevedeva quattro valori (Ottimo, Buono, Accettabile, Mediocre), il cibo è stato classificato dal 66% ottimo e dal 33% buono.

In modo simile l’organizzazione è stato considerata ottima per il 68% e buona per il 28%. Dati molto interessanti questi che hanno permesso di avere una conferma del bel clima presente in piazza in ogni serata.

Dal lato organizzazione, i complimenti vanno sicuramente ai numerosissimi ragazzi che hanno svolto con attenzione il servizio al tavolo, al gruppo cucina che nelle diverse declinazioni di menu e nell’ottima organizzazione ha saputo raccogliere tantissimi complimenti, grazie all’armonia che faceva trasparire anche attraverso brevi cori estemporanei che d’improvviso venivano intonati.

Un gruppo cucina che per la maggior parte ha frequentato un vero e proprio corso Hccp organizzato con professionisti in modo dedicato per l’occasione. Da segnalare inoltre le cuoche del gruppo cucina che in numerosi pomeriggi si sono trovate per cucinare guancette, trippe e sughi in modo da avere prodotti sempre pronti da distribuire.

Riguardo i ragazzi va ricordata anche la serata di preparazione organizzata assieme ai genitori ed agli organizzatori per pianificare e spiegare il servizio al tavolo e le relative mansioni.

Alcuni dati utili a far capire la dimensione dell’organizzazione riguardano la quantità di prodotti utilizzati: 150 kg di riso Melotti, 90 kg di lasagne Mazzi, 140 kg di guancette e 60 kg di trippe della macelleria Massagrande – che è stata fornitrice anche delle ottime carni alla griglia – mille kg di patatine gourmet. In totale i piatti usciti dalla cucina del chiosco sono stati più di 7mila.

L’organizzazione, a conclusione di sei intense serate, intende così ringraziare tutti coloro che hanno collaborato: Gruppo Alpini Sona, Avis Comunale di Sona, la polizia locale, la protezione civile, gli uffici tributi ed ecologia e l’amministrazione comunale per l’aiuto fornito.

Un ringraziamento va fatto anche all’associazione La Torre di Palazzolo che, in collaborazione con Pro Loco Sona, ha scelto di organizzare una mostra culturale itinerante sulla chiesa di Santa Giustina in sala consiliare, e a Loredana Zoccatelli per l’esposizione di icone sacre allestita nella chiesa parrocchiale intitolata “La Bellezza della Verità contemplando l’Invisibile”. Due occasioni queste per dare anche una dimensione culturale a questo evento sociale.

A conclusione di tutti questi ringraziamenti va sicuramente aggiunto l’auspicio per il prossimo anno che le tradizionali giostre scelgano di nuovo di tornare a Sona a completamento di una organizzazione che richiede anche maggiori occasioni di divertimento per i giovani.

Le foto del servizio sono di Paolo Comai, anche lui collaboratore dell’organizzazione assieme a tanti altri.

Enrico Olioso
Nato a Bussolengo il 16 agosto 1964, risiede dall’età di 5 anni a Sona (i primi 5 anni a Lugagnano). Sposato con due figli. Attivo nel mondo del volontariato fin dall’adolescenza, ha fatto anche esperienza di cooperazione sociale. È presidente dell’associazione Cav. Romani, socio Avis dal 1984 e di Pro Loco Sona dal 2012. Fa parte della redazione di Sona del Baco da Seta dal 2002. È tra gli ideatori del progetto Associazioni di Sona in rete attivato nel settembre 2014 e del progetto Giovani ed Associazioni attivato nel 2020.