Sabato a San Giorgio in Salici apre la mostra dell’università popolare di Sona. Segnale forte di ripartenza e tenacia

La capacità di produrre arte è una caratteristica umana, anche altri animali hanno la capacità di modificare la natura costruendo nidi, scavando tane o creando dighe. Ma la capacità di “creare” per ottenere “il bello”, di modificare la natura per donare ad altri uomini, simboli e immagini che evocano, rappresentano o richiamano, è una capacità specifica dell’uomo.

E le arti sono molteplici: dall’arte di costruire, all’arte di parlare, dall’arte di scrivere e descrivere, all’arte di cucinare.

Ebbene, in questo vastissimo panorama artistico, l’Università Popolare di Sona ha scelto di organizzare alcuni corsi che condividono la caratteristica di saper rappresentare la realtà che ci circonda attraverso un’opera d’arte: pittura, ricamo, cucito e addobbi floreali.

Qualcuno può forse negare che il disegno e la pittura siano una forma d’arte? Per gli esseri umani l’arte di riprodurre con le terre colorate, fatti e scene di vita vissuta, è antica quanto sono antiche le grotte che abitavano i nostri più lontani antenati.

Ed è senz’altro “arte” la capacità di lavorare i tessuti, sia che si tratti di ricamare o sfilare i fili di una trama ordinata e sia che si tratti di unire le stoffe per creare vestiti, modelli o presine. E quanto è bella e simpatica l’arte di decorare la nostra vita con un mazzo di fiori equilibrato nelle forme e nei colori, espressione del gusto e dei sentimenti di chi lo realizza!

Tutte queste arti insieme, saranno presentate a San Giorgio in Salici (presso i locali di Via Don Castello) con una mostra che viene inaugurata sabato 29 maggio alle ore 16, nel consueto evento al quale si danno appuntamento tutti gli insegnanti e gli allievi dei corsi che si sono tenuti durante l’anno.

La mostra, poi, proseguirà fino al 2 giugno compreso e sarà aperta dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19.

Una mostra che soprattutto quest’anno non è cosa di poco conto! Al di là di ogni retorica, l’aver portato a termine corsi che devono necessariamente essere svolti in presenza, è indice di organizzazione e di passione per il proprio lavoro e, lo dico per i più giovani, è la dimostrazione della capacità che ha ognuno di noi di vincere la noia lavorando, studiando, perseguendo con costanza le proprie passioni.

Onore al merito, quindi, a tutti gli studenti che non hanno abbandonato gli strumenti della propria arte, che non si sono seduti nel tranquillo tran tran della quotidianità aspettando che arrivassero dall’alto le soluzioni per costruire nuovi modelli di vita sociale (ai quali non si sono sottratti, come, ad esempio non si sono sottratti all’uso della mascherina, della igienizzazione delle mani e degli strumenti e non si sono sottratti al famigerato “distanziamento sociale”) e onore alla tenacia degli insegnanti, che hanno saputo adattarsi alle circostanze e alla mutevolezza della situazione sanitaria, senza perdere di vista l’obiettivo primario che è, per loro, quello di trasmettere e condividere con altri le proprie conoscenze artistiche.

La capacità di dar vita ad opere d’arte, di creare arte, non è mai frutto del caso, l’opera d’arte non nasce mai per un evento fortuito, l’intuizione artistica può arrivare a tutti, ma la capacità di trasformare l’intuizione in opera d’arte dipende da tanto studio e da tanta applicazione, nessun artista può essere tale se non a fronte di un lungo, anche se piacevole, lavoro di apprendimento.

E allora, nell’anno in cui si celebra Dante, quindi (non per niente la mostra di disegno e pittura è stata intitolata “…e uscimmo a riveder le stelle”), diamo spazio anche ai linguaggi non verbali, che sono qualcosa di più del linguaggio non verbale del gatto che guarda la ciotola vuota e poi si rivolge speranzoso al suo padrone.

Raramente ci sentiamo di rivolgere un invito così caloroso a partecipare ad un evento, quest’anno però, crediamo che la partecipazione della comunità all’inaugurazione (ma anche durante tutto il periodo di apertura della mostra), sia un giusto riconoscimento al lavoro dell’Università, del personale preposto a questa attività dal nostro Comune, degli insegnanti e degli allievi e di quanti hanno voluto con forza e hanno collaborato a queste iniziative (non ultimi moglie e mariti e figli di allievi e insegnanti!).

Potremmo così parafrasare e far nostro un antico motto, ahinoi, mai caduto in disuso, e trasformarlo, per tali occasioni, in un simpatico abbraccio alla nostra Università Popolare e ai suoi artisti: per questo il nostro slogan sia sempre: Ars tua vita mea.

Nella foto un’immagine di repertorio di allievi del corso di pittura dell’Università Popolare di Sona.

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Nato a Verona nel lontano settembre del ’59, risiede a Sona dal 1992. Sposato con due figli. Amante della lettura, se si escludono Simenon e Guareschi, preferisce la saggistica ai romanzi. Già arbitro federale, negli anni 80 promuove la costituzione del "Circolo dell’Angelo di San Massimo". A Sona è fra i soci fondatori dell’ Ass. Cav. Romani e ha contribuito alla nascita de “La Zattera”. Autore di testi teatrali e racconti, dal 2011 collabora con il Baco con una nota di gastronomia filosofica.