Rotamfer, sigilli alla discarica Cà di Capri di Lugagnano

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Tutto è partito da un esposto presentato in Procura della Repubblica da Legambiente. Esposto che – dopo lunghe indagini – ha portato a una delle più massicce operazioni relative allo smantellamento del traffico di rifiuti speciali.

Ieri mattina infatti sono stati messi i sigilli alla Rotamfer a Castelnuovo, alla sede di Arese e alla discarica Ca’ di Capri a Lugagnano. Discarica che i cittadini di Lugagnano sanno essere al centro di forti polemiche da molti anni.

Quella di ieri è stata un’operazione condotta dal Corpo Forestale dello Stato e che si è diramata in ben quattro regioni: Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria.

Contemporaneamente sono scattati anche alcuni provvedimenti restrittivi della libertà personale: carcere per Romano Cordioli, 41 anni di Valeggio, e per Cesare Salvi Marchetti, 53 anni originario di Brescia, rispettivamente legale rappresentante e procuratore speciale della Rotamfer e arresti domiciliari per altre sette persone

Per tutti il reato contestato dalla Procura sarebbe quello di aver violato il decreto legislativo 152/2006 che stabilisce le regole in materia di trattamento e smaltimento dei rifiuti: ognuno degli indagati – per le proprie competenze – non avrebbe prestato la dovuta attenzione al fatto che il car fluff sarebbe stato in precedenza miscelato con altri residui pericolosi.

Il fluff – costituito da ciò che rappresenta la parte non ferrosa delle auto – trattato correttamente è innocuo ma diventa invece tossico e pericoloso se mischiato con le altre parti che dovrebbero invece essere diversamente smaltite. E – tra l’altro – cambiando la tipologia muta anche il costo di smaltimento.

Nei prossimi giorni la Procura renderà noti i dettagli di questa maxi operazione.