Rotamfer, parla la Provincia

Comunicato Stampa

 

Rifiuti pericolosi e sequestro Rotamfer

Massimo Galli Righi (Presidente del Consiglio Provinciale): “Esprimiamo preoccupazione, decideremo sulla commissione di indagine”.

 

Il consiglio provinciale riunito oggi ha discusso dell’inchiesta della Procura veronese sui rifiuti pericolosi con il sequestro della discarica di Cà di Capri gestita dalla ditta Rotamfer e l’arresto di varie persone.

 

“Abbiamo ritenuto di non prendere decisioni frettolose senza avere conoscenza diretta degli atti di sequestro”, ha detto il presidente del Consiglio provinciale Massimo Galli Righi. “Ciò non toglie che esprimiamo la nostra preoccupazione per un’indagine estesa e per un sito della provincia che potrebbe contenere materiale pericoloso. Ricordiamo inoltre che la Provincia ha una convezione in atto con l’Arpav per i controlli ambientali, guidata fino a poco tempo da Attilio Tacconi, ora agli arresti domiciliari.

 

Alla luce delle notizie dei prossimi giorni, nella riunione di mercoledì prossimo decideremo l’opportunità di istituire una commissione speciale di indagine conoscitiva”. A chiederla erano stati i rappresentanti delle minoranze, secondo l’articolo 38 del regolamento del Consiglio provinciale.

 

Dal punto di vista amministrativo, invece, vanno ricordate le ordinanze di rimozione dei rifiuti, emesse dagli uffici provinciali già dal 2006, a seguito delle segnalazioni Arpav sulla pericolosità dei rifiuti. Lo stesso criterio era stato applicato per le altre due discariche di rifiuti speciali della provincia di Verona (Progeco e Inerteco). La rimozione dei rifiuti non è mai avvenuta perché il Tar, per tre volte, ha sospeso il provvedimento provinciale in mancanza di una chiarezza della legislazione nazionale (indicazioni diverse sulla classificazioni dei rifiuti speciali da parte del ministero, dell’Apat-Agenzia nazionale dell’ambiente e dell’Iss- Istituto superiore di sanità).

 

Verona, 3 ottobre 2007