Roma chiama, l’Italia risponde: l’Armata Azzurra apre la sfida del Foro

Poster for 'Da Panatta a Sinner, 50 anni di attesa' showing two tennis players on opposite sides with a central Rome stadium background and dramatic colors.

Gli Internazionali d’Italia sono iniziati da pochi giorni, ma il Foro Italico già promette leggende. Sulla terra rossa di Roma è scesa in campo l’Armata Azzurra, guidata dal numero uno del mondo Jannik Sinner, la nostra Volpe Rossa, il condottiero silenzioso che porta sulle spalle sogni, pressione e speranze di un intero Paese.

E non è un’edizione qualsiasi. Il 2026 segna infatti i 50 anni dall’ultimo trionfo italiano nel tabellone maschile degli Internazionali d’Italia, quello firmato da Adriano Panatta nel leggendario 1976. Un anno irripetibile, scolpito nella pietra del tennis: Roma, Roland Garros, e poi anche la Coppa Davis. Una stagione da romanzo, da tramandare ai nipoti davanti al camino, possibilmente con una racchetta in mano e gli occhi lucidi.

Proprio Panatta sarà omaggiato anche a Parigi, dove il Roland Garros lo ha invitato a consegnare il trofeo al vincitore della finale maschile del 7 giugno. Mezzo secolo dopo il suo trionfo sulla terra francese, l’immagine è già potente così. Ma diciamolo piano, senza disturbare troppo gli dei del tennis: quanto sarebbe bello se quella coppa finisse nelle mani di un italiano?

Intanto Roma ha già iniziato a parlare azzurro. Jannik Sinner ha superato l’austriaco Sebastian Ofner con un solido 6-3 6-4, senza fuochi d’artificio inutili, ma con quella sensazione ormai familiare di controllo assoluto. Sinner non gioca per impressionare, gioca per comandare. Ogni scambio sembra passare prima dalla sua testa e poi dalla racchetta.

Buonissima anche la prova di Flavio Cobolli, che ha battuto il francese Terence Atmane 7-6 6-3. Una vittoria importante, romana, combattuta, di quelle che servono non solo per andare avanti nel tabellone, ma anche per gonfiare il petto davanti al proprio pubblico. Cobolli ha saputo soffrire quando c’era da soffrire e poi accelerare quando la partita chiedeva coraggio.

La pattuglia azzurra, però, non si ferma qui. Hanno già raggiunto il terzo turno anche Lorenzo Musetti, elegante e concreto contro Giovanni Mpetshi Perricard, Luciano Darderi, vincente su Yannick Hanfmann, Matteo Arnaldi, autore di una splendida rimonta contro Alex de Minaur, e Mattia Bellucci, capace di piegare Tomás Martín Etcheverry dopo una vera battaglia. Andrea Pellegrino, invece, si è regalato una bellissima vittoria nel derby contro Luca Nardi, primo successo in carriera nel tabellone principale di un Masters 1000.

Non tutto, però, sorride. Matteo Berrettini è uscito subito contro Alexei Popyrin, confermando un momento complicato per un giocatore che il pubblico italiano continua ad amare profondamente, ma che fatica ancora a ritrovare continuità e serenità. Anche Jasmine Paolini, campionessa a Roma lo scorso anno, ha salutato il torneo dopo la sconfitta contro Elise Mertens, al termine di una partita lottata e dolorosa. Prima aveva superato Léolia Jeanjean, ma il Foro questa volta non le ha restituito la magia del 2025.

Resta però forte la sensazione che il tennis italiano stia vivendo una stagione enorme, forse una delle più ricche della sua storia moderna. Non c’è più un solo nome da seguire, ma un gruppo vero, largo, affamato. C’è Sinner, naturalmente. Ma ci sono anche Musetti, Cobolli, Arnaldi, Darderi, Bellucci, Cocciaretto e tanti altri segnali di vita azzurra.

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E allora il Foro Italico può continuare a ruggire. La terra rossa è pronta, Roma è pronta, l’Italia pure. E naturalmente è prontissima anche la leggendaria Tribuna Vip del Divano, con i suoi ospiti d’onore, tra cui Nostradamus, erudite professoresse e osservatori tecnici dal telecomando facile, tutti schierati per seguire ogni scambio, ogni break, ogni urlo, ogni miracolo.

Perché questo non è solo un torneo. È una chiamata senza ritorno. Forza Sinner sempre!

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Davide Rudari
Nato a Bussolengo nel 1974, risiede da sempre a Corte Salvi, tra Lugagnano e Verona. Sposato con Chiara ha un figlio di nome Emanuele. Analista programmatore presso il Banco BPM. E’ appassionato di tecnologia, computer, fotografia, di manga/anime. Nel tempo libero gioca (male) a tamburello e segue con passione la squadra della propria contrada A.T. Salvi per la quale è segretario fotografo e reporter. Amante del freddo e dell’inverno, della buona cucina e delle persone che ridono di gusto.