I tre moschettieri sono arrivati fino alle porte del castello. In un Roland Garros che ha divorato teste di serie, demolito pronostici e trasformato ogni turno in una prova di sopravvivenza, Flavio Cobolli, Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi sono tra gli ultimi otto del torneo più imprevedibile degli ultimi anni. Tre azzurri, tre percorsi diversi, una sola qualità che li accomuna: la capacità di resistere quando tutto diventa difficile.
La terra rossa di Parigi quest’anno sembra premiare più il carattere che il talento puro. I tie-break si moltiplicano, le partite si allungano fino al quinto set e ogni turno assomiglia sempre più a una battaglia medievale. In mezzo a questo caos meraviglioso, l’Italia può permettersi il lusso di guardare ai quarti con la certezza di portare almeno un azzurro in semifinale.
Matteo Berrettini ha conquistato il pass per i quarti con una prestazione autorevole contro Juan Manuel Cerúndolo, l’argentino che pochi giorni prima aveva interrotto il sogno di Jannik Sinner. Il romano si è imposto per 6-3 7-6 7-6 mostrando solidità, esperienza e una ritrovata fiducia nei propri mezzi. Nei momenti decisivi è sempre stato lui a fare la differenza, prendendosi una vittoria che sa anche di piccola rivincita per il tennis azzurro.
Se Berrettini ha convinto, Matteo Arnaldi ha emozionato. Il ligure ha superato Frances Tiafoe per 7-6 6-7 3-6 7-6 6-4 al termine di una maratona da oltre cinque ore, una partita che sembrava sfuggirgli di mano quando si è ritrovato sotto 4-1 nel quarto set e a pochi punti dall’eliminazione. Da quel momento è iniziata una rimonta straordinaria, costruita con coraggio, sacrificio e una forza mentale impressionante. Il successo al quinto set racconta perfettamente il carattere di un giocatore che non smette mai di lottare.
Anche Flavio Cobolli continua a stupire. Il romano ha liquidato i primi due set contro Zachary Svajda con il punteggio di 6-2 6-3, dominando dall’inizio alla fine. Poi qualcosa si è inceppato: perso il terzo set al tie-break, Cobolli si è ritrovato avanti 5-1 nel quarto e ha inspiegabilmente smesso di giocare, permettendo all’americano di recuperare fino al 5-5. Un finale da cardiopalma, risolto ancora una volta al tie-break. Nervi saldi, testa dura, quarti di finale conquistati: primo quarto di finale della carriera a Parigi.
Ora arriva la parte più affascinante del torneo. Il tabellone regala il derby dei Mattei: Berrettini contro Arnaldi, una sfida tutta italiana che garantisce all’Italia almeno un posto in semifinale. Da una parte la potenza e l’esperienza del romano, dall’altra la tenacia e la capacità di soffrire del ligure. Due storie diverse, un solo nome in comune e un posto tra i migliori quattro di Parigi da conquistare. Qualunque sarà il vincitore, il tennis italiano avrà comunque un motivo per sorridere.
Flavio Cobolli dovrà vedersela con un avversario tutt’altro che semplice: il canadese Félix Auger-Aliassime, che nel tennis come nell’animazione è un gatto dalle sette vite, capace di tirar fuori le unghie nei momenti più imprevisti. Il livello mostrato dal giovane azzurro nelle ultime settimane autorizza a sognare, ma stavolta il tabellone non fa sconti.
João “Meraviglião” Fonseca affronterà Jakub Mensik in uno di quei confronti rari in cui due talenti della stessa generazione si misurano per la prima volta su un palcoscenico che li merita entrambi. Il brasiliano porta con sé, come sempre, un’ala di tribuna verdeoro capace di trasformare il Philippe-Chatrier in qualcosa di molto più simile al Maracanã che a un campo da tennis.
Alexander Zverev, ultimo superstite tra i grandi favoriti, proverà invece a fermare la corsa dello spagnolo Rafael Jódar, 19 anni, un nome che fino a pochi mesi fa quasi nessuno conosceva e che in questa stagione ha scalato il ranking mondiale come se le posizioni fossero gradini da saltare due alla volta.
Difficile ricordare un torneo così imprevedibile. I favoriti sono caduti uno dopo l’altro, le maratone si sono susseguite senza sosta e ogni giornata ha regalato nuove sorprese. Parigi sembra aver deciso di premiare non il più famoso, ma il più resistente.
L’EDITORIALE DEL BACOL’amore esiste perché qualcuno domanda “Stai bene?”Nel frattempo, nella leggendaria Tribuna VIP del Divano, regna la confusione più totale. Persino Nostradamus sarebbe stato visto in evidente difficoltà davanti al tabellone del Roland Garros. Dopo aver previsto almeno dodici semifinali diverse nell’arco di quarantotto ore, il celebre veggente avrebbe deciso di affidarsi alla sua sfera di cristallo. Purtroppo, la sfera avrebbe restituito come risposta un semplice: “Non ne ho la minima idea”.
L’unica profezia rimasta intatta recita che almeno un italiano sarà in semifinale. Per il resto, anche Nostradamus ha alzato bandiera bianca. E forse è proprio questo il bello del tennis.
Forza Sinner sempre (ci manchi tanto). Forza Cobolli, Berrettini e Arnaldi.
© 2026 Riproduzione riservata
Segui il Baco
Scegli il canale che preferisci per ricevere e trovare più facilmente le notizie del territorio.
