Ritroviamo il valore del dialogo

Come si vive nel nostro Comune? Se ponessimo questa domanda ad ognuno dei più di 15.000 nostri concittadini probabilmente sentiremo una gamma quasi infinita di risposte, in quanto ognuno di noi tende a giudicare ciò che lo circonda in base alle proprie esigenze e alle proprie priorità. Eppure riteniamo che la risposta sarebbe sostanzialmente positiva.

 

Nel nostro Comune si vive ancora bene. Le nostre comunità, per quanto erose nella loro essenza dal progressivo diventare periferia lunga di Verona – fenomeno che riguarda soprattutto Lugagnano – hanno ancora una loro forte identità paesana. Chi vive nei nostri paesi tende ancora a riconoscersi nella realtà nella quale è inserito: le parrocchie, per quanto stiamo mutando funzioni e obiettivi, rimangono al centro del tessuto sociale, l’associazionismo raccoglie un numero sempre enorme di nostri concittadini e i gruppi tendono ad aumentare, andando a coprire nicchie del tempo libero prima inesplorate. Gli avvenimenti che riguardano le nostre frazioni – sia lieti che purtroppo talvolta tragici – ci coinvolgono ancora tutti. Esiste indiscutibilmente ancora un comune sentire, un “essere parte” che magari avrebbe bisogno di maggiori spazi e momenti di incontro, ma che tutti avvertiamo. Ed una comunità esiste soprattutto in forza di questo comune sentire, che permette che vicende singole siano avvertite come comuni, e quindi condivise.

 

Ma, oltre a questo, a Sona si vive ancora bene perché abbiamo parzialmente mantenuto una dimensione a misura d’uomo, non siamo ancora stati del tutto travolti – anche se siamo da tempo sull’orlo del precipizio – dal gigantismo urbanistico e commerciale che sta stritolando gran parte della provincia di Verona, basta affacciarsi su Bussolengo per averne un’idea precisa.
Si vive ancora bene – sostanzialmente – perché ci sentiamo ancora cittadini del nostro Comune, e non solo residenti in un qualsiasi luogo anonimo ed indifferente.

 

Eppure i problemi che incombono sono enormi, e dobbiamo affrontarli se non vogliamo perdere definitivamente la realtà di ciò che siamo. I nostri paesi sono ormai assediati da un’urbanizzazione folle e da un traffico incontrollato, gli spazi comuni (sale, palestre, strutture sportive) sono del tutto insufficienti, la scuola vive un momento drammatico dal punto di vista delle infrastrutture. Se vogliamo mantenere la nostra identità di paese è su questi problemi che dobbiamo investire da subito, è su queste tematiche che la politica locale deve lavorare. Abbandonando quel clima da tutti contro tutti che ha purtroppo contraddistinto gli ultimi mesi a Sona. Tutti, tutti dobbiamo ritrovare il valore del dialogo e del confronto. Chi amministra, chi fa politica, la pubblica opinione, chi lavora nel volontariato. E’ necessario che ognuno di noi riscopra l’importanza di confrontarsi in maniera seria e serena con le altre componenti della comunità, proprio perché solo dal confronto – confronto vero però – può uscire quel concorso di idee che ci permetteranno di affrontare i problemi che devono essere affrontanti. Lasciamo la politica dell’insulto, dell’attacco personale, della violenza verbale, del muro contro muro a chi ama farla perché evidentemente non ne conosce di differente.

 

Facciamo tutti – tutti – un passo indietro e ricominciamo a dialogare. Ormai da mesi nel Comune è partito un Tavolo di discussione che coinvolge molti concittadini sui temi dell’urbanistica, della viabilità, dell’ambiente della scuola e del sociale. Un tentativo, non l’unico possibile, per tornare a riprenderci il governo della parola, per tornare a scendere in strada, nelle nostre piazze e nelle nostre corti, a confrontarci. Ne abbiamo assolutamente bisogno.

 

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Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.