Ritorno a scuola. “Un errore rimescolare le classi”, lettera dei genitori della Scuola dell’Infanzia Fracasso di Lugagnano. La scuola risponde

Fra i genitori della scuola dell’infanzia paritaria Don Giuseppe Fracasso di Lugagnano, la riorganizzazione prevista per la ripartenza sta sollevando qualche perplessità.

Martedì, la scuola ha aperto le porte all’inserimento dei piccoli “scoiattoli”, mentre da oggi, giovedì 10 settembre, ricominciano anche i medi e i grandi, cioè i “tigrotti” e le “giraffe”, che vedranno rivoluzionate le abitudini della giornata scolastica, anche e soprattutto per un cambiamento inatteso: le classi verranno infatti rimescolate, e i bambini perderanno la maestra dello scorso anno e molti compagni con cui avevano condiviso finora il percorso.

Alcuni genitori hanno scritto al Baco esprimendo la loro perplessità su questa decisione, che spiegano di aver saputo solo martedì sera, nel corso di un’assemblea tenutasi presso la chiesa parrocchiale:  “Tutti i genitorisi legge nella lettera arrivata in redazioneovviamente si aspettavano dei cambiamenti resi necessari dalla pandemia: suddivisione degli spazi, pasti da consumare in classe, accesso dedicato alle varie classi, sanificazione degli ambienti giornaliera, mascherine per tutti i dipendenti e molto altro. Meno scontata e più problematica da accettare la cancellazione dei bellissimi laboratori a cui i nostri bambini erano abituati e, soprattutto, la gestione nebulosa del momento della nanna per i più piccoli che non si è capito se verrà mantenuto. Quello a cui però quasi tutti i genitori non erano preparati era il rimescolamento totale delle classi”.

Ciò che preoccupa le famiglie è che quest’anno i bambini medi e grandi perderanno quelli che finora erano stati i loro punti di riferimento nella quotidianità scolastica.

“Dopo questi mesi di stop forzato che ha sconvolto la vita di tutti ma soprattutto quella dei bambini più piccolicontinuano i genitori nella lettera –, i nostri figli dovranno fare i conti con una ripresa davvero traumatica: la perdita di buona parte dei compagni e per tutti la perdita della maestra. Per scelta della scuola infatti nessun bambino manterrà la maestra dello scorso anno, perché secondo una strana logica per non fare torto a nessuno hanno preferito fare torto a tutti”.

Il pensiero va quindi ad oggi, primo giorno di scuola: “Le maestre dovranno accogliere 25 nuovi bambini per classe, tutti nuovi, dovranno accoglierli velocemente sulla porta perché i genitori, per gli ovvi motivi ormai tristemente noti, non potranno soffermarsi tanto, e tra lacrime e capricci di bambini sconvolti si stamperanno un falso sorriso in volto e armandosi di tanta pazienza dovranno trovare la capacità di cominciare un anno scolastico senza precedenti”.

Quello che fa riflettere le famiglie è anche il fatto che, per le norme anti-Covid, i bambini non potranno più trascorrere del tempo con i loro ex compagni, con cui avevano stretto legami di amicizia nel percorso condiviso finora, nemmeno in altri luoghi della scuola: “Le nostre giraffe dopo un anno e mezzo e i tigrotti dopo 5 mesi – si legge nella lettera – dovranno dire addio a maestre e compagni, e con il grande amico/a con cui fino all’anno scorso condividevano tutto quest’anno non potranno nemmeno passare un’ora felice in giardino o in sala mensa, perché tutti i vari nuclei, classi o ‘bolle’, come vengono definite ora, non potranno entrare in contatto con altre ‘bolle’ per contenere il più possibile la diffusione del Covid-19”.

Anche a fronte di questo, i genitori si chiedono quindi se il rimescolamento delle classi fosse proprio necessario.

Le famiglie sottolineano di non mettere in dubbio “la mole del lavoro che è stato svolto dal consiglio per consentire la ripresa della scuola, lavoro svolto per la maggior parte da volontari”, ma temono che la decisione di rimescolare le classi possa rivelarsi un “madornale errore” che si ripercuoterà sui bambini.

La questione è particolarmente sentita, al punto che tra le mamme presenti alla riunione di martedì è pure sorta l’idea di una raccolta di firme, che avrebbe l’obiettivo di “far capire alla scuola quanto per i bambini sarebbe necessario mantenere le vecchie classi”.

A rispondere alle perplessità dei genitori è il Presidente della scuola, Vittorino Grigolini, contattato dal Baco.

“Martedì scorso, 8 settembre, abbiamo finalmente raggiunto l’obiettivo del lavoro incessante iniziato a marzo: abbiamo riaperto la nostra scuola – esordisce il Presidente Grigolini -. Certamente abbiamo peccato nei tempi di comunicazione ai genitori, ma le normative sono in continuo divenire e non volevamo dare informazioni e indicazioni operative che successivamente sarebbero state disattese”.

“Le indicazioni delle linee guida ministeriali suggerite dal CTS per contrastare la diffusione del Covid19 purtroppo sono rigide e inequivocabili – spiega Grigolini -. E in questa situazione unica e speriamo breve ed irripetibile, vi sono tutte le scuole d’Italia. Le scelte hanno avuto l’obiettivo di preservare nel miglior modo la salute dei bambini e del nostro personale dipendente. Abbiamo anticipato i tempi per dare alle famiglie un servizio migliore, potevamo iniziare il lunedì 14”.

“Questa sera – conclude Grigolini – il Consiglio di Amministrazione della nostra scuola si incontrerà per un’opportuna verifica e darà risposte puntuali ai genitori. Risposte a interrogativi che sono già state date e spiegate nell’assemblea dell’8 settembre”.