Riscoprendo il cortile del tribunale e il centro internazionale di fotografia degli scavi scaligeri

Nei mesi invernali, Piazza dei Signori ospita i Mercatini di Norimberga: tra leccornie tipiche e idee regalo per tutte le età, ci avvolgono in un’atmosfera natalizia che promette allegria e spensieratezza per l’anno venturo.

Siamo così abituati a certe piccole grandi tradizioni da sentire rimbombare doppiamente il vuoto quando queste vengono a mancare, come a causa dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo.

Per rendere comunque coinvolgente una passeggiata all’aria aperta nei dintorni, è possibile (appena usciremo da questi giorni di restrizioni) riscoprire il Cortile del Tribunale, di recente tornato accessibile al pubblico.

Per lungo tempo, l’area di Palazzo del Capitanio è stata interessata da un massiccio intervento di restauro, volto a riportare al suo splendore una zona ingiustamente considerata secondaria a più note bellezze, ma che se esplorata sa sorprendere in ricchezza e varietà.

Sulla sinistra, domina la scena il Palazzo che fino agli anni ’70 fu sede del Tribunale – appunto – di Verona. Al centro, catturano l’attenzione due imponenti oblò, quasi a collegamento spazio-temporale tra presente e passato: dai vetri si intravedono reperti antichi di immenso valore. Sulla destra, sotto le arcate, vi è l’ingresso del Centro Internazionale di Fotografia degli Scavi Scaligeri. È spontaneo chiedersi, come mai è chiuso?

Molti ricorderanno le attività didattiche in collaborazione con le scuole del territorio e le curatissime mostre che ha ospitato dalla inaugurazione nel 1996 alla chiusura dovuta al suddetto restauro dell’area nel 2015: personali retrospettive di Robert Capa o Gianni Berengo Gardin; raccolte della Magnum Agency o del periodo del Neorealismo Italiano, per citare alcune delle più recenti e di successo.

Si scendeva nelle “viscere di Verona”, con sopra la testa il cerchio di cielo degli oblò, ammirando le opere esposte circondati dai resti archeologici conservati. Scattava una sorta di “cortocircuito della modernità” – come brillantemente lo ha definito Filippo Bricolo in un suo articolo – “tra l’esperienza della storia nel sottosuolo della città e la convergenza degli sguardi fotografici provenienti da tutto il mondo”.

Negli ultimi anni la voce di esperti e avventori si è fatta sentire: non sono mancati sit-in e campagne di sensibilizzazione alla riapertura del Centro. Intanto, addetti e volontari hanno continuato a divulgare, facendosi spesso “megafono virtuale” di iniziative museali e culturali.

A inizio 2020, la notizia tanto attesa: sembra che una svolta sia vicina, grazie anche all’interesse dell’amministrazione comunale e della Fondazione Cariverona che hanno in agenda il futuro avvio del cantiere. Resta da valutare l’impatto della sopravvenuta pandemia su questioni così delicate.

Con la speranza di poter tornare presto a visitare quello che è considerato all’unanimità “un centro di fotografia di altissimo livello”, è possibile godere degli spazi in superficie, che ci ricordano quanto siamo fortunati a vivere in una città stratificata di autentici tesori.

Scheda

Il sito del Centro Internazionale di Fotografia degli Scavi Scaligeri, con una guida dettagliata ai suoi luoghi