Rischio siccità anche per l’agricoltura di Sona. Il Consorzio di Bonifica Veronese: “servono interventi strutturali”

Nel corso di un convegno che si è tenuto a Mestre la scorsa settimana sia l’Assessore Regionale all’Agricoltura Pan, che il Presidente Veneto di Coldiretti Salvagno che il Presidente Veneto di ANBI Romano hanno espresso la loro forte preoccupazione per la stagione estiva ormai alle porte, che presenta tutti i sintomi di un rischio di carenze idriche importanti, come accaduto negli scorsi anni. Questo anche alla luce degli accumuli modesti di neve che si registrano in montagna.

A meno che le previsioni del tempo portino una primavera più fresca e con abbondanti precipitazioni, il timore, fondato, è che la prossima estate veda ripetersi situazioni di carenza idrica con le inevitabili conseguenze negative per le aziende agricole del territorio, e con il rinnovarsi del braccio di ferro con i gestori degli invasi dei bacini idroelettrici delle provincie di Bolzano e di Trento per la gestione del fiume Adige.

Preoccupazioni che investono in pieno anche il Consorzio di Bonifica Veronese, l’ente che fornisce l’acqua di irrigazione a settanta Comuni della provincia scaligera, compreso il territorio del Comune Sona (nella foto la centrale di Palazzolo). Consorzio che era presente al Convegno di Mestre con il Presidente Antonio Tomezzoli e con il Direttore Generale Ing. Roberto Bin.

“Quanto emerso a margine del Convegno di Mestre – spiega il Presidente del Consorzio di Bonifica Veronese Antonio Tomezzoli –, riporta purtroppo in primo piano il problema della grave carenza di infrastrutture idriche, anche nella nostra provincia. Il nostro territorio ha necessità di una radicale evoluzione delle modalità di distribuzione dell’acqua, in maniera da trasformare gli antiquati sistemi a scorrimento ancora presenti in molte importanti aree del comprensorio, da Valeggio sul Mincio passando per tutto il villafranchese fino a San Giovanni Lupatoto, nei moderni sistemi a pressione che il Consorzio ha già realizzato nell’area della Valpolicella. Sistemi che, se introdotti, permetterebbero da subito un risparmio anche del 50% dell’acqua”.

“Queste trasformazioni irrigue – indica il Presidente Tomezzoli – costituiscono un’esigenza che, se fino a qualche anno fa poteva sembrare secondaria, oggi la cronaca quotidiana ci indica come invece fondamentale proprio per la rilevanza di vero oro blu che sta assumendo la risorsa acqua. Il Consorzio di Bonifica Veronese ha già pronti e cantierabili progetti per quasi 100 milioni di euro che potrebbero veramente trasformare radicalmente il volto dell’irrigazione nel veronese. Servono però finanziamenti adeguati, e qualcosa in questo senso si sta muovendo anche a Roma con le linee di finanziamento che, grazie al grosso lavoro di progettazione dei nostri uffici tecnici, finalmente tornano in Veneto. Serve anche una nuova consapevolezza che su questo fronte si gioca realmente tanto del futuro economico ed ambientale del nostro territorio”.

“Nel frattempo e per prepararci ad ogni evenienza – conclude il Direttore Generale del Consorzio di Bonifica Veronese Ing. Roberto Bin – abbiamo messo letteralmente in campo lungo tutto l’inverno uomini e mezzi per lavorare al ripristino e alla manutenzione capillare dell’intera rete di distribuzione dell’acqua. Lo scopo è quello di arrivare ad aprile, con l’apertura della nuova stagione irrigua, nella miglior condizione di efficienza possibile degli impianti, in maniera da salvaguardare e garantire il fondamentale servizio idrico al territorio”.

About Giulio Braggio

Nato a Verona il 14 marzo 1960. Risiede a San Giorgio, sposato. Da sempre impegnato nel mondo del volontariato; appassionato di fotografia. Fa parte della Redazione del Baco dal 2002.

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