Non importa quanto pensiate di aver visto una gara confusionaria, ce ne sarà sempre una più frulla-cervello perciò, spoiler, a Spa atterrerà un disco volante in mezzo alla pista e vi scenderà Silvio Berlusconi che annuncia il suo ritorno su “Tikk Tokk”. Prima che me lo chiediate, sì ho il suddetto cervello frullato dopo Silverstone 2026.
News della settimana:
Forza Leo: Haas ha ricevuto in prestito da McLaren il nostro Leo Fornaroli per dei test che affronterà contro il terzo pilota Haas, Ryō Hirakawa. Ognuno dei “pilotini” dovrà dimostrare di essere all’altezza del secondo sedile titolare per l’anno prossimo, presumibilmente a fianco di Ollie Bearman, visti i recenti presunti cigolii tra Esteban Ocon e il team. Vai “Forno”, ché sei arrivato dove sei per merito, non per grazia ricevuta.
Venerdì 3, prova libera: unica sessione con il trio dei sogni italici e non, con Lewis Hamilton, Andrea Kimi Antonelli e Charles Leclerc sopra agli altri.
Qualifiche Sprint. SQ1: ottimo inizio per le Ferrari e, specialmente per Isack Hadjar che lascia Max Verstappen a casa. Le Williams inaspettatamente passano la sessione, capita come la cometa di Halley. SQ2: Hamilton e Leclerc chiudono a sandwich Antonelli, Liam Lawson si mette in quarta dopo il giro della vita e Arvid Lindblad spinge sull’orlo degli eliminati Russell, il quale chiude ottavo. SQ3: tempo per fare un solo giro lanciato, Antonelli sembra fare la pole ma ecco che Sir Hamilton lima 11 millesimi e parte lui dal palo.
Griglia sprint: Hamilton, Antonelli, Verstappen, Leclerc, Russell, Norris, Piastri, Hadjar, Lawson, Lindblad, Gasly, Bortoleto, Hülkenberg, Colapinto, Sainz, Bearman, Ocon, Pérez, Bottas, Alonso, Stroll e Albon.
Sabato 4, Gara sprint: Antonelli parte bene ma Hamilton lo brucia subito, Leclerc finisce in Scozia mentre le McLaren partono come fionde. Ho visto Norris che passa Antonelli che ripassa Norris che fa ruota a ruota con Russell (mon amour…). Verstappen passa Piastri, poi lo fa Leclerc, poi di nuovo Piastri, poi Russell punta a Norris alla curva Stowe, Norris fa scintille, Verstappen supera Russell. Insomma, bagarre totale e siamo solo al secondo giro! Giro 3, Russell ri-sorpassa Piastri, questo si trova in lotta con Leclerc, Antonelli decide di non conservarsi e di puntare a Hamilton, si fa vedere, incrocia, interno, esterno e supera Hamilton alla Chapel, fenomenale!
Giro 9, Russell fulmina Verstappen in rettilineo prima della Stowe, Leclerc fa capolino e passa anche lui al giro dopo. Sette giri vagamente più tranquilli, in cui Hamilton e Antonelli sembrano correre una gara a sé ed è proprio il burdél, Andrea Kimi Antonelli a diventare il più giovane vincitore di una gara sprint, seguito da Sir Hamilton e da Norris che sembra non sapere come ci sia finito lì.
Ordine di arrivo: Antonelli, Hamilton, Norris, Russell, Leclerc, Verstappen, Piastri, Lawson, Hadjar, Lindblad, Gasly, Colapinto, Hülkenberg, Bortoleto, Bearman, Ocon, Sainz, Albon, Bottas, Alonso, Stroll e Pérez.
Qualifiche vere. Q1: Russell fa un drittone e rischia il muro ma danneggia semplicemente l’ala anteriore e, con sei minuti rimasti, il panico assoluto nei suoi occhi è comprensibile. Anche Franco Colapinto fa un voletto a mezz’aria ma non finisce a muro. Verstappen viene nuovamente sorpassato da Hadjar che fa il primo tempo e Nico Hülkenberg il quarto. Q2: a ridaje, Verstappen fa un giro veloce e Hadjar ne fa uno ancora più veloce. Antonelli ha del sottosterzo e perde un po’ di decimi ma fa il primo tempo lo stesso, mentre Norris è sul filo.
L’EDITORIALE DEL BACOL’amore esiste perché qualcuno domanda “Stai bene?”Q3: Antonelli non apprezza di essere uscito per primo, perché non ha la scia di nessuno. Ma secondo voi a Kimi serve la scia? Verstappen fa pole, anzi Leclerc, anzi Hamilton, anzi Antonelli, anzi… Antonelli, punto. Andrea Kimi Antonelli riporta il tricolore italico in Pole Postion a Silverstone dopo Alberto Ascari nel 1953. Dietro al bolognese i due diavoli rossi di Maranello. Si prospetta essere una partenza di fuoco.
Ordine di partenza: Antonelli, Leclerc, Hamilton, Russell, Hadjar, Norris, Verstappen, Piastri, Lindblad, Lawson, Bortoleto, Hülkenberg, Bearman, Sainz, Gasly, Albon, Ocon, Bottas, Colapinto, Pérez, Alonso e Stroll.
Formulario: la gara sprint di Formula 2 è anch’essa un tripudio di sorpassi e viene vinta all’ultimo giro da Nikola Tsolov. Gabriele Minì viene così sorpassato dopo aver condotto tutta la gara. Completa il podio Rafael Villagomez. In gara 2 Tsolov rinnova e, vincendo nuovamente, si porta a diciannove punti sopra il siciliano. Cattivissima la gara di Villagomez (2°) e partenza da manuale per Kush Maini (3°). Complimenti poi a Emma Felbermayr di Rodin Motorsport e Alisha Palmowski di Campos Racing per le loro vittorie nelle due gare di F1 Academy.
Domenica 5, giornata di gara ma prima, per la gioia di piloti e spettatori, tornano in pista le Lego come a Miami 2025, con conseguente trasformazione dei piloti in bambini di cinque anni, incidenti deliberati, sgommate e curve tagliate. Una cosa spicca su tutte: è Fernando Alonso a vincere questa (pseudo) gara dopo una lotta presa fin troppo seriamente con Esteban Ocon e Valtteri Bottas. Nando che torna a “vincere” dopo tredici anni, ci rendiamo conto?
Ma ora torniamo seri: Verstappen vuole un cambio di powertrain e partire dalla pit lane ma il team gli lancia un sonoro “No” che Max si legherà al dito. Alonso si ritira ancor prima di partire. Inizia la gara, Leclerc parte come un fulmine così come Lewis, stavolta è Antonelli a finire in Scozia. Hadjar tenta un attacco su Russell mentre Bearman e Albon vanno a contatto con testacoda di Ollie e con l’ala di Piastri. Iniziano le fatiche di Sir Hamilton: 5 secondi di penalità per falsa partenza. Approfittando dei suoi problemi di sottosterzo, Antonelli lo punta e lo passa all’undicesimo giro.
Sei giri dopo, Verstappen punta Russell, lo passa in rettilineo, Russell ci riprova ma, prima che il sorpasso si finalizzi, Max apre il valzer dei box (dopo un movimento in frenata di cui nessuno, neanche George, dice nulla). Al giro 24 anche Hamilton e Russell pittano, mentre Leclerc rischia di rimanere bloccato dietro Albon in pit lane. Ed è un continuo incrocio pazzo quello che avviene tra Russell e Hamilton (dato perlopiù dallo scarico-ricarico delle batterie). George fallisce un altro sorpasso su Verstappen e ritorna ai box.
Giro 38, Lewis inizia la lotta su Verstappen e sorpassa ma ecco che Hülkenberg si pianta all’ingresso dei box, quindi esce la Virtual Safety Car e Norris e Verstappen pittano. Sta andando tutto relativamente bene, troppo, troppo bene. Giro 42, Antonelli viene fulminato dalla sfiga più becera e incomincia un vero e proprio calvario: rallenta di colpo, urla terrorizzato di avere problemi forse di sospensioni, entra ai box dove cambiano il cambiabile tra gomme e ala anteriore ma non cambia nulla, la macchina va più storta di un gambero e finisce numerose volte oltre i track limits. Tra i problemi, la sospensione posteriore sinistra che ha ceduto e lo scudo del freno anteriore sinistro che si è staccato e si è incastrato nello sterzo. A uno non può che partire un’imprecazione più o meno laica vedendo ciò, non trovate?
Kimi rientra al box per farsi rimuovere lo scudo ma l’esito non cambia ed esce decimo. Chiunque nella storia avrebbe mandato a quel paese il mondo e si sarebbe ritirato. Kimi no, è in un turbine di disperazione e rabbia demoniaca: “no, io sto fuori, non voglio rientrare, voglio quel punto” continua ad urlare strozzato dalle lacrime. E tiene duro eccome: pur avendo ricevuto i canonici 5 secondi per troppi track limits, riesce a costruire abbastanza vantaggio su Colapinto per poter mantenere la posizione ed il punto. Sarebbe comunque bellissimo se finisse così e, infatti, non finisce così perché Max Verstappen vola fuori pista esattamente come in Austria (stessa identica dinamica), la Safety Car esce e brucia tutto il poco vantaggio rimasto ad Antonelli per non essere affetto dalla penalità. Kimi, ovviamente, è distrutto, grida con la voce rotta: “non è giusto, non è colpa mia se la macchina non stava più in pista!”.
La presa per i fondelli del destino non è ancora finita: George Russell, dopo l’uscita dai giochi di Antonelli e Verstappen, si trova per magia (per magia, sottolineo) in terza posizione. A questo punto Lewis Hamilton viene richiamato ai box per montare gomma rossa (a distanza di tre giorni nessuno ancora si spiega questa decisione), cosa che, di fatto, lo fucila perché si va a regalare a Russell la seconda posizione. Nessun problema, tanto i doppiati ormai si sono tutti sdoppiati e la Safety Car rientra al penultimo giro… E invece non rientra nulla, perché bisogna dare un giro ai doppiati al fine di farli ricompattare col gruppo.
Il gruppo non è ancora ricompattato, peccato che la grafica e le luci spente della SC beffino tutti annunciandone il rientro! Un “bug del sistema”, così la FIA giustifica questo clamoroso errore umano. Ovviamente, anche se viene spontaneo sospettarlo, non ci sono prove che testimonino che qualcuno in Mercedes abbia alzato la cornetta e abbia detto di fare in modo che Hamilton non possa neanche provare ad attaccare Russell, quindi cerchiamo di evitare complottismi. Certo è che i copertoni girano. Girano e fumano ma, per fortuna, esiste un pilota di rosso vestito che non è mai stato inquadrato per un’ora e mezza. Questo vuol dire una sola cosa: che Charles Leclerc ha dominato Silverstone e, come è sacrosanto che sia, la duecentocinquantesima vittoria della Ferrari è tutta sua. Il principe Carletto è risorto, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Urrà!
Ordine d’arrivo: Leclerc, Russell, Hamilton, Norris, Hadjar, Lawson, Lindblad, Bortoleto, Colapinto, Gasly, Piastri, Bearman, Ocon, Pérez, Antonelli, Bottas, Sainz, Alonso e Stroll. Ritirati Verstappen, Albon e Hülkenberg.
Menzioni d’onore:
1 – Leclerc: e chi se non lui. Forte nelle libere, meno nella sprint, fortissimo in qualifica e assolutamente inarrivabile in gara. Non se ne poteva più di vederlo così ingiustamente malmenato dalla sfiga. Charles non molla mai, ricordarsi che ha “le palle d’acciaio”, come gli disse l’ingegner Bryan Bozzi. Mai una frase fu più vera.
2 – Hamilton: non gli è andato particolarmente liscio il weekend di casa, tra cambi gomme scellerati e Safety Car impazzite, ma il Sir c’è sempre stato là in alto, anche se con l’amarognolo di non aver potuto dare di più. Va bene così, Lewis, va bene così e per fortuna che non ha ricevuto a fine gara penalità per presunte infrazioni della bandiera gialla, sennò mezza Maranello lievemente arrabbiata partiva alla volta dell’Inghilterra.
Premio “nontiscordardimé”:
1 – Racing Bulls: è il quarto weekend di fila che i fantini faentini vanno a punti. Una macchina finalmente priva di problemi di affidabilità, una grande squadra e una coppia di piloti preziosa. Bravi!
2 – Alpine: meno costanti dei faentini ma la lotta per essere la quinta forza è sempre e soltanto tra queste due squadre. Bravi pure loro!
3 – Hadjar: ha passato tre quarti del weekend a dare la biada a Verstappen. A Verstappen!
Premio “Fattore C+++”:
1 – Russell: doveva durare una sola gara e poi sparire questo “premio” che si dà a rigorosamente a chi non ha fatto letteralmente niente ma ha (quasi) vinto lo stesso e, mi spiace, ma Gastone – o Gladstone, all’inglese – Russell ne è il titolare indiscusso, visto che ha passato l’ennesimo weekend a ricordarci perché Mercedes dovrebbe puntare ad Antonelli, a prescindere dai nazionalismi. Come dicevo nel precedente post gara, vietato lamentarsi per eventuali sfighe. Ma questo sarà l’ultimo “C+++” che darò… vero?
Pillole di sfiga e/o disonore:
1 – Antonelli. Mercedes, un appello: potete evitare di dare alla vostra punta di diamante un’auto più biodegradabile dei fili elettrici delle vostre vetture anni ’90? È già il secondo enorme guasto che subisce Kimi e che gli manda in malora l’ennesimo weekend da manuale. Kimi non si è mai rassegnato al ritiro anche se procedeva come se l’avessero preso a fucilate, meriterebbe un premio alla carriera solo per la tenacia dimostrata. Ma la Formula 1 è crudele e infame, non bada ai romanticismi ma solo ai risultati. Che da Kimi continueranno ad arrivare, ve lo scrivo con l’inchiostro nero-argento.
2 – Verstappen: a questo punto nemmeno dei tiranti metallici gli riaprirebbero la vena. É già la seconda gara di fila che l’ala posteriore gli si chiude a metà curva e lo spara a casa del Signore. Nelle parole di Max: “Il team ha trovato la soluzione al problema della scorsa gara. Questo è stato diverso. Diversi problemi, stesso risultato. Comincia a diventare pericoloso per me”. Il fatto che volesse partire dalla Pit Lane riguardava anche il problema di cui parlava e già sapeva che sarebbe risuccesso se non l’avessero ascoltato. Guarda un po’…
3 – FIA: vi avevo detto di prepararvi perché anche a Silverstone avrebbero combinato qualche enorme casino. Ho finito le parole.
Si vola a Spa, in Belgio, tra due settimane. Per fortuna, direi. Dopo due gare così un minimo di pausa ci vuole. Ci si becca in pista!
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