Rinviato al 2022 Vinitaly. La Coldiretti: “Il lockdown pasquale costerà a ristoranti e agriturismi 5 miliardi di euro”

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La pandemia ferma per il secondo anno consecutivo Vinitaly, la grande kermesse internazionale dei vini di Verona.

Fino a pochi giorni fa, il presidente di Verona Fiere Maurizio Danese e il direttore generale Giovanni Mantovani hanno cercato di salvare il salvabile, lavorando su un format di fiera che evitasse gli assembramenti. Ma la crescita dei contagi e il rallentamento del piano vaccinale hanno convinto gli organizzatori a decidere definitivamente il rinvio di un altro anno.

“Era prevedibile l’annullamento di Vinitaly, data la situazione di emergenza sanitaria di questo periodo non solo in Italia – commentano da Coldiretti Verona -. Di certo, anche se la manifestazione si fosse tenuta a giugno come da calendario, non sarebbe stato presente il pubblico straniero. Un danno consistente per l’economia veronese e per le aziende vitivinicole del territorio già provate da un calo delle esportazioni e dalle limitazioni al sistema Ho.re.ca. A questa situazione si va ad aggiungere il lockdown pasquale che taglia dell’80% il fatturato di ristoranti e attività agrituristiche che tradizionalmente erano impegnate nei pranzi e cene per famiglie, con una perdita stimata in circa 5 miliardi di euro nelle tre settimane che finiscono con gli appuntamenti delle feste di Pasqua e Pasquetta”.

“Ma in crisi – continua Coldiretti – è l’intero sistema della ristorazione con le difficoltà che si aggravano e travolgono a valanga interi settori dell’agroalimentare Made in Italy con vino e cibi invenduti per un valore di 11,5 miliardi dall’inizio della pandemia. Servono dunque interventi e misure di sostegno per l’intera filiera a partire dal decreto Sostegno all’esame del Governo per salvare il sistema agroalimentare nazionale”.

Le nuove date previste per la 54esima edizione di Vinitaly sono, quindi, 10-13 aprile 2022.