Rifiuti a Sona. Il Sindaco: “Troppa immondizia abbandonata. E va migliorato il rifiuto secco”

Nel Comune di Sona c’è una polemica che si trascina da svariati anni e che è legata ai cestini stradali per l’immondizia presenti nei nostri paesi e al fatto che non verrebbero svuotati prontamente, andando a creare delle situazioni di degrado in prossimità degli stessi.

Effettivamente sono state inviate in redazione delle foto (come quella sopra) che testimoniano questo fenomeno, ma noto che si tratta sempre di cestini colmi di ben altro che il rifiuto minuto, funzione alla quale sono destinati.

Prendo quindi appuntamento direttamente con il primo cittadino di Sona, Gianluigi Mazzi, per cercare di capire da dove nasce questa polemica e per chiedergli quali accorgimenti pensa di adottare per contrastare questo fatto. Inoltre, con l’occasione, chiederemo a che punto è la raccolta differenziata nel nostro Comune, come sta andando e se siamo dei cittadini attenti o meno.

Quando lo contatto per concordare l’intervista, mi anticipa che avrà da comunicarmi anche delle importanti novità riguardo la raccolta porta a porta.

Sindaco, da svariati anni, alcuni cittadini del nostro Comune lamentano il fatto che i cestini stradali non vengono svuotati tempestivamente da Serit (la società incaricata dal Comune) rendendo i paesi indecorosi. Cosa risponde?

Conosco bene la questione e mi permetto di fare una premessa, anzi due: è giusto che i cittadini si lamentino con l’Amministrazione, con il Sindaco, ma il Comune ha fatto una scelta e cioè far parte di un Consorzio che si chiama Verona 2, che ha delegato a sua volta il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti (e pulizia delle strade) a Serit. Quest’ultima, va considerata quindi come un qualsiasi altro fornitore e se il servizio non è impeccabile, si valuterà se riconfermare o meno la gestione di tale servizio; non possiamo però arrivare a minacciare il Sindaco o cosa ancora più grave, arrivare a dire “non pago le tasse”, perché significa che non si è capito qual è l’intento e l’obbiettivo. La tassa Tari che noi chiediamo ai cittadini, non è altro che una partita di giro di quelli che sono i costi per la gestione dei rifiuti e smaltimento. Ci tengo a precisare tra l’altro, che riportiamo tutte le lamentele dei cittadini a Serit e ci adoperiamo per rimediare il giorno. Vorrei aggiungere un aspetto importante.

Dica pure.

Approfitto di questa intervista, per informare che da poco i mezzi che hanno il compito di effettuare la raccolta porta a porta, sono dotati di localizzatore Gps: questo sistema ci permette, oltre che di vedere in tempo reale il percorso fatto dal mezzo (ad ogni prelievo di rifiuti effettuato, il Gps manda un segnale che viene visualizzato su una mappa), ci consente di gestire meglio le segnalazioni che ci arrivano dai cittadini, avendo un riscontro immediato e potendo così far presente a Serit i reclami. Naturalmente questo sistema segnala anche le eventuali anomalie riscontrate dall’operatore ecologico, come può essere il sacchetto/contenitore non conforme, rifiuto non differenziato correttamente, ecc. e questo ci aiuta a capire meglio se alcune segnalazioni sono legittime oppure sono il frutto di comportamenti poco attenti da parte del cittadino. Il secondo aspetto importante è questo: è chiaro che per la gestione dei rifiuti serve senso civico, cioè io produco un rifiuto e affido quel rifiuto a qualcuno che lo smaltisce per me; prendere lo stesso rifiuto e lanciarlo dalla macchina o buttarlo dentro un cestino stradale, che dovrebbe essere riservato alla carta della caramella, allo scontrino, o dentro al cestino delle deiezioni dei cani è una responsabilità gravissima del cittadino. Non possiamo mettere telecamere dappertutto e nemmeno un vigile davanti ad ogni contenitore. Insisto nel dire: vuoi essere un bravo cittadino, di questo territorio? Il rifiuto non lo butti lì, parliamo spesso di borse della spesa piene di rifiuti di ogni tipo. Abbiamo fatto dei controlli a campione dove abbiamo rilevato dei nomi e abbiamo anche provveduto a sanzionare i colpevoli, ma resta il fatto che molti sacchetti in questione hanno un responsabile che non è rilevabile. Questa mancanza di senso civico genera indicativamente un costo a carico dell’intera comunità di circa 60mila euro di costi extra al PEF, il Piano Economico Finanziario, per tutti quei rifiuti non gestiti attraverso il porta a porta. Questo è un dispiacere perché questi 60mila euro li vanno a pagare tutti i 18mila abitanti di Sona che magari hanno fatto un lavoro fatto bene.

E tornando ai cestini posti lungo le strade?

Fatte queste due premesse, la polemica di cui mi chiede nasce dal fatto che i cestini stradali che dovrebbero essere per cartacce, ecc. con uno svuotamento previsto settimanalmente, si rivela in alcuni casi insufficiente, andando così ad incidere sul piano operativo, devo cioè passare più di quanto previsto a svuotare i cestini, che va a gravare inevitabilmente su quello finanziario, che determinerà a sua volta l’importo della Tari. Poi è vero, come mi ha fatto notare qualcuno che “da qui passano poco”, di questo ne prendo atto e in quei casi sono andato ad intervenire con Serit, chiedendo un maggiore controllo. Tornando al problema dei cestini, la cattiva abitudine di riempirli di rifiuti non idonei purtroppo, sta cambiando completamente, di anno in anno, il piano economico finanziario e ci vede costretti ad ampliarlo; finora non abbiamo mai aumentato la Tari, anzi l’abbiamo diminuita, ma ad oggi siamo un po’ al limite e se continuiamo ad aggiungere servizi, arriveremo ahimè al punto di doverli farli pagare. I nuovi cestini che abbiamo iniziato ad installare in paese prevedono l’apertura, destinata a gettare i rifiuti, più stretta; vediamo se farà da deterrente a questa brutta abitudine. Chiedo ai cittadini, dato che non posso ovviamente istituire una taglia, una partecipe collaborazione nel segnalare quando vedono situazioni che non vanno bene: siamo giustamente tanto sensibili e attenti a segnalare quando viene smarrito un animale, cerchiamo di farlo anche verso questi atti di inciviltà. Segnalate l’inciviltà! Due occhi valgono più di mille telecamere! questo lo possono fare tutti, anonimamente, attraverso i modi più svariati come una telefonata ai vigili, una comunicazione in forma privata al sindaco o tramite l’app Rifiutility, per esempio, che non tutti conoscono.

Ci spiega meglio cos’è e come funziona questa app?

E’ una semplice app del Consorzio Bacino di Verona 2, facile ed intuitiva che ha più funzioni fra cui appunto segnalare la presenza di rifiuti abbandonati o zone da liberare da immondizia accumulata: scattando una foto al rifiuto abbandonato, questa è inviata utilizzando la posizione Gps e presa in carico dal sistema che si attiverà per lo smaltimento; inoltre al termine della procedura l’utente potrà avere traccia delle segnalazioni gestite dall’ente di raccolta. Attraverso l’app poi, gli utenti sono informati circa lo smaltimento e la corretta differenziazione dei rifiuti e i residenti del nostro comune possono consultare i calendari della raccolta porta a porta, ottenere informazioni sul ritiro dei rifiuti ingombranti e conoscere l’ubicazione delle piattaforme ecologiche.

Parlando dell’abbandono dei rifiuti: è un trend in aumento?

Sì purtroppo e per un motivo molto semplice: partiamo dal fatto che la nostra raccolta differenziata ha più di vent’anni, dal 1998, siamo stati uno dei primi comuni della provincia di Verona ad avviare questo sistema, e va premiata la lungimiranza di allora. Quando sono arrivato nel 2013, la raccolta differenziata era circa al 72%, nel 2020 abbiamo toccato quasi l’81% quindi siamo migliorati di nove punti percentuale e questo va benissimo; per arrivare a questo traguardo abbiamo messo in atto tutta una serie di regole più rigide come il controllo del rifiuto. Irrigidendo il controllo, chi non sa adeguarsi alle regole, abbandona il rifiuto e questo fenomeno, vuoi per cattiva abitudine o per altri motivi, si sta allargando sempre più perché noi siamo sempre più attenti a come viene differenziato il rifiuto e lo saremo sempre di più. Il valore che dovevamo raggiungere era del 75% e l’abbiamo già raggiunto, ma i Comuni del consorzio hanno posto l’obbiettivo dell’85% e per raggiungere questa quota si dovrà andare a differenziare sempre più nel dettaglio.

Quindi tutto sommato, la comunità di Sona è sensibile al tema della raccolta differenziata, attestata anche dal meritato primo premio vinto dal nostro Comune come comune riciclone nel 2019, assegnatoci da Legambiente nella categoria Comuni con più di 15.000 abitanti

Assolutamente e sono orgogliosissimo dei miei cittadini! Ci arrabbiamo tanto l’uno con l’altro, ma siamo bravi! Il fatto è che dobbiamo essere proiettati già al futuro e il futuro sarà recuperare e differenziare sempre più in dettaglio. In Germania stanno già dividendo il vetro per colore, la plastica dal pvc, ecc. E per fare questo, devo necessariamente avere un cittadino che collabora e che mette in atto tutta una serie di comportamenti, altrimenti io la posso raccontare fin che volete, ma non otteniamo nulla. Parlando di futuro, c’è un aspetto che vorrei spiegare ai cittadini e che mi sta molto a cuore: le due parole chiave dell’Economia Circolare, che anche noi dovremo fare nostre come Amministrazione, saranno sempre più recupero e riutilizzo. Buttiamo via ad esempio tanto cibo, producendo quindi tanto umido: stiamo per questo attuando tutta una serie di politiche per favorire il recupero del cibo, incentivando l’utilizzo anche il giorno dopo, anziché buttarlo, come possono essere le polpette che vanno appunto a recuperare gli avanzi.

Ed il cittadino come può informarsi?

A questo proposito segnalo la trasmissione “Recupera con gusto” in onda su Telenuovo, in collaborazione con Serit e il Consiglio di Bacino Verona Nord, nella quale vengono suggerite tante idee per mettere in pratica questo. Dobbiamo abituare il cittadino, e in questo senso partirà un’importante campagna di sensibilizzazione, a pensare che possiamo e dobbiamo ridurre la produzione dei rifiuti, anche perché il materiale di riciclo andrà a valere sempre meno. Ppensiamo alla carta: non leggiamo più giornali o libri su cartaceo, ma è tutto digitalizzato e la carta ha perso valore. Un obiettivo che ci siamo proposti è per esempio di ridurre del 10% il secco; iniziamo a ragionare in una certa logica, come prediligere prodotti che hanno involucri riciclabili o meglio ancora prodotti sfusi: così facendo eliminiamo o almeno riduciamo la confezione. Usciamo da casa già con il sacchetto per la spesa; abbiamo tutti poi utilizzato fazzoletti di carta, tovaglioli di carta, proviamo a ritornare a quelli di stoffa; lo so che qualcuno dirà “me toca lavarli” però se vogliamo produrre meno rifiuto è questa la strada da intraprendere. La parola principale oramai non è più, o meglio solo, differenziazione, ma sono recupero e riutilizzo. Eliminiamo la mentalità dell’usa e getta, abbiamo perso quasi completamente l’abitudine di riparare o di riutilizzare in altro modo, dando seconda vita ad alcuni oggetti. Ecco sforziamoci di ragionare in questa logica, che potrebbe sembrare del passato, ma è invece quella che ci può portare veramente alla riduzione del rifiuto andando ad incidere direttamente, da una parte sulla tariffa Tari e dall’altro sull’inquinamento che è una questione altrettanto importante. A tal scopo faremo uscire un decalogo sulla riduzione dei rifiuti fatto molto bene, dove vengono spiegate le buone abitudini da adottare per favorire questo. Ora mi chiedo: sulla carta tutto bello, ma siamo capaci di farlo? Io dico che il cittadino del futuro, che vuole essere molto vicino all’ambiente, non può esserlo solo a parole ma deve imparare a modificare le proprie abitudini.

Quando ci siamo sentiti, mi diceva che aveva delle novità da anticipare, ai lettori del Baco.

Il Consiglio di Bacino Verona Nord sta elaborando il “Piano d’Ambito”, che punta a mettere in atto una serie di cambiamenti nella raccolta dei rifiuti e la prima importante novità riguarda il secco. L’obbiettivo è quello di ridurlo: se andiamo ad analizzare un sacchetto campione, scopriamo che questo è composto da circa il 60% di rifiuti non idonei, che non rappresentano cioè rifiuto secco. Troviamo infatti il 14,8% di umido, il 19,3% di plastica, 9,5% di cartone e il 16,9% di pannolini: perché produciamo un secco così indifferenziato? Ricordo che nel rifiuto secco andrebbe messo solo quello che non è differenziabile mentre nella maggioranza dei casi è presente di tutto. Quando dico che dobbiamo ridurre la produzione del secco del 10%, lo possiamo fare in due modi: uno seguendo le indicazioni del decalogo e l’altra è differenziare correttamente. Si stima che in una famiglia di quattro persone, la produzione media di ogni componente dovrebbe essere di mezzo sacchetto a settimana, mentre in realtà superiamo di molto questo livello; la novità principale cui accennavo prima, riguarderà il cambio di frequenza della raccolta del secco che sarà ogni due settimane, proprio per incentivare a produrne meno e più di qualità. Questo non deve spaventare, anzi, quello che propongo ai cittadini è di chiedersi “sto facendo bene? sono sicuro di sapere quello che metto nel secco? o tante volte caccio dentro di tutto per pigrizia?”. L’approccio non deve essere quanto “fastidio” ci crea la raccolta, quanto è facile o quanto è comodo ma è al risultato ambientale che dobbiamo guardare (che si traduce poi in un vantaggio a nostro favore, con meno costi per tutti).

Mentre il Sindaco pronuncia queste parole, mi sento un po’ in imbarazzo e penso che ad essere onesta, io per prima non posso dire di fare sempre bene col secco, anzi. Quando mi ritrovo in mano con qualche incarto che non so esattamente dove vada, nel dubbio butto nel bidoncino del secco tanto, mi dico, che vuoi che succeda? la settimana scorsa avevo due indumenti da buttare e avevo fatto pochi giorni prima il giro ai cassoni della Caritas, vuoi che debba ritornarci per due magliette? le butto nel secco! Forse devo rivedere il mio approccio alla raccolta e magari un sacco in meno lo riesco davvero a fare!

E quindi?

Con tutta probabilità poi torneranno le campane per il vetro perché è il rifiuto che la gente gestisce meglio e quindi, invece di pagare per la raccolta porta a porta, che ha un costo molto alto, attueremo questa modalità traendone un bel risparmio. Ci saranno altre novità che il Consiglio Verona Nord sta elaborando col piano d’ambito, che cambieranno progressivamente la raccolta e la frequenza, tutte rivolte a uniformare i territori del Lago di Garda, Lessinia assieme agli altri Comuni, e a favorire la riduzione della produzione di rifiuti.

Non crede che questa nuova modalità di raccolta del secco, incrementerà l’abbandono dei rifiuti?

Questo forse si potrà verificare, ma non abbiamo alternative. E la soluzione non è portare il secco all’isola ecologica, come facevamo un tempo, perché il rifiuto lì è meno controllato e la differenziazione peggiora ulteriormente come qualità, creando costi ancora maggiori e pagando due volte: il servizio porta a porta e il servizio di svuotamento del container all’isola ecologica. Per questo dico che ognuno di noi deve assumersi la responsabilità di contribuire alla diminuzione dei rifiuti. Aggiungo che un’ulteriore sfida che andremo ad affrontare nei prossimi mesi, sarà quella di contrastare la brutta abitudine tutta italiana di gettare i mozziconi di sigarette a terra o peggio nei tombini, che ricordo si tratta di un rifiuto indifferenziato, con un costo della pulizia che si aggira attorno ai 60/80 euro ogni volta; punteremo molto sul sensibilizzare la comunità in vari modi. Abbiamo già iniziato ad installare dei nuovi cestini che prevedono una parte dedicata proprio ai mozziconi e verranno predisposti anche fuori dai bar nella speranza che vengano usati. Quando parlo con i miei Assessori della questione rifiuti, dico sempre loro che siamo in guerra, perché purtroppo noi dobbiamo fare da controllori; dall’altra parte però, ho bisogno di cittadini che non siano ecologisti solo su Facebook, ma che lo siano concretamente attraverso le loro abitudini quotidiane.

Ringraziando il Sindaco per l’intervista rifletto sul fatto che novità importanti ci aspettano. Saremo all’altezza, mi chiedo? La mia personale risposta è assolutamente sì! Se penso solo al lontano 1998, da dove siamo partiti e a quanti traguardi abbiamo raggiunto! Quanti cambiamenti abbiamo messo in atto, ognuno di noi, che sembravano impensabili? Pian piano ci siamo adeguati alle trasformazioni che necessariamente l’ambiente e la gestione dei rifiuti esigeva, arrivando addirittura ad essere fra i Comuni italiani più virtuosi.

I cittadini di Sona a volte si sottovalutano, non credendo nelle proprie reali capacità; senza andar tanto indietro nel tempo, ricordo quando ci è stato chiesto di mettere la carta non più nei bidoni, ma di utilizzare contenitori a loro volta di cartone, ecc. Il mio lato pessimistico, in quel caso, ha preso il sopravvento e ho iniziato a chiedermi dove cavolo avrei trovato ogni volta dei cartoni o delle borse di carta, a quanto tempo avrei perso a sistemarla come voleva il comune! Mi sento ridicola a pensarci ora, perché il tempo che perdo per fare questa operazione sarà sì e no di 5 minuti e il problema contenitore non si è presentato per niente!

Nel 2020 non ci possiamo permettere di rimanere indietro su una questione così importante come l’ambiente e l’inquinamento e in fin dei conti lo sforzo che ci viene chiesto, è poco rispetto al grande vantaggio, in termini di qualità dell’ambiente dove viviamo, che ne traiamo.