“Ridare luce al teatro”. Anche l’attrice Botti di Lugagnano agli eventi per sensibilizzare sulla grave situazione dei lavoratori dello spettacolo

Ascolta questo articolo

La categoria dei lavoratori dello spettacolo è una tra le più colpite dagli effetti negativi della pandemia, dato che il settore è in larga parte fermo da un anno ormai.

L’Italia da troppo tempo vede cinema, teatri e sale da musica chiusi e i dati che la Siae ha diffuso di recente confermano il dramma: il numero degli eventi artistici è calato del 70% e gli ingressi si sono ridotti del 72% da quando il virus si è diffuso in tutto il Paese.

Ieri mattina, 23 febbraio, si è tenuto in Piazza Bra, davanti all’Arena, un flash mob dei lavoratori dello spettacolo e della cultura, volto a rimarcare la loro situazione drammatica e a ribadire la necessità di ripartire in sicurezza al più presto.

La mobilitazione in centro segue la bellissima iniziativa del giorno precedente, ovvero “Facciamo luce sul teatro”, che ha visto aprirsi e illuminarsi per una sera tanti teatri italiani in contemporanea.

A Verona la luce è entrata, per esempio, al Nuovo, al Camploy, al Ristori. Il collettivo di U.N.I.T.A., promotore di questa iniziativa dal profondo valore simbolico, ha chiesto di ridare importanza alla cultura e alle sue varie manifestazioni, sottolineando come esse dovrebbero avere un ruolo essenziale nella società.

La pensa così anche Francesca Botti, attrice che ha vissuto per tanti anni a Lugagnano e legata ancora al nostro territorio, nel quale ha spesso portato in scena i suoi spettacoli e contribuito ad organizzare momenti culturali di spessore grazie alle sue competenze artistiche.

Quest’estate è proprio nella frazione del comune sonese che si è esibita nello spettacolo “Ah, l’amore, l’amore”, durante la rassegna teatrale tenutasi all’aperto in forma contingentata, presso il Parco Tortella.

Francesca ha partecipato al flash mob di ieri e anche a “Facciamo luce sul teatro”. “Lunedì sera sono entrata nei teatri della mia città con dei bellissimi amici e colleghi. Ho riso e scherzato. Poi sono rientrata a casa e mi è scesa una grande, grande tristezza. Manca così fortemente, così totalmente quella mia vita. Ieri mattina alle 10 c’è stata la manifestazione in piazza Bra e ho partecipato anche io. È un lavoro, il lavoro che ho scelto per la mia vita, un lavoro che è un’arte ed è così difficile da spiegare. Un lavoro che forma una comunità di persone. Tutti noi stiamo pagando davvero troppo. Viva il teatro e viva i lavoratori che lo fanno!”.

Il 7 febbraio, Francesca è stata meravigliosa e solare protagonista di un altro momento speciale, volto a dare visibilità all’arte nella nostra città. Si è esibita da una delle finestre del Teatro Laboratorio di Verona, allietando i presenti, intervenuti nonostante la pioggia. Non c’è da stupirsi di questo, perchè l’arte sa portare il sole e la bellezza nella vita delle persone, sa far dimenticare la pioggia o, almeno, far apparire più leggere anche le situazioni più difficili.

Per questo la speranza è che si possano riaprire quanto prima i teatri ed i cinema, riportare la musica nelle piazze del nostro bellissimo Paese, ridando speranza e luce a chi di arte vive.