Ricorso al Capo dello Stato

Nuovo capitolo nella infinita vicenda giudiziaria che vede contrapposti Comune di Sona e Associazione Tennis Lugagnano sull’assegnazione della gestione del circolo tennis della frazione, dopo l’Ordinanza del Tribunale di Verona di qualche giorno fa.

 

L’Associazione Tennis Lugagnano ha infatti presentato, in data 14 settembre e tramite l’Avvocato Stefano Baciga, Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica (nella foto) per l’annullamento del Bando di gara, del capitolato d’oneri e del disciplinare di gara, nonché del provvedimento di assegnazione provvisoria e della determina di affidamento della concessione.

 

Il Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica, benché formalmente riferito al Presidente, è in verità deciso dal Consiglio di Stato. In questa tipologia di ricorso il termine per ricorrere è più ampio di quello previsto per il ricorso giudiziale e si può ricorrere contro un atto amministrativo se questo è viziato per soli motivi di legittimità, se si tratta di un atto definitivo o se non è possibile ricorrere contro l’atto per via gerarchica.

 

Nel ricorso l’Avvocato Baciga, tra le altre cose, contesta la violazione della norma fondamentale sull’affidamento dei lavori, servizi e forniture pubbliche – il Dlgs. 163/2006 – e la mancata applicazione del Regolamento Comunale per l’acquisizione di beni e servizi in economia, con violazione da parte del Comune dei principi di trasparenza, effettiva concorrenza, efficienza nonché buona amministrazione.

 

L’Avvocato Baciga poi contesta anche “l’eccesso di potere per sviamento e difetto di motivazione” in quanto l’Associazione Tennis Lugagnano “in qualità di precedente concessionaria degli impianti” doveva essere specificatamente invitata alla gara. Oppure l’eventuale scelta di non invitarla “necessitava semmai di opportuna motivazione”.

 

Contestata anche la scelta di prevedere nel bando di gara “l’aggiudicazione della concessione anche in presenza di una sola offerta valida” in quanto – si legge nel Ricorso – “non appare orientata alla salvaguardia delle sopra richiamate per la concessione dei servizi pubblici”.


Si attende ora il contro ricorso del Comune di Sona. A rendere la questione ancora – se possibile – più intricata.