Riapre la Ca’ di Capri a Lugagnano?

Con una nota la Regione Veneto ha invitato in questi giorni il Comune di Sona ad intervenire presso la commissione V.I.A. regionale al fine di dare il proprio parere al completamento della cava di Ca’ di Capri (nella foto).

La Cava, posizionata a nord dell’abitato da Lugagnano, da molti anni rappresenta un problema ambientale, e anche giudiziario, che ha impegnato più Amministrazioni Comunali di Sona nel corso degli anni. Qualche anno fa era sorto nella frazione anche un agguerrito Comitato per chiederne la chiusura. Nel 2007 la Ca di Capri era stata al centro di un ennesimo caso, quando la magistratura aveva messo i sigilli agli impianti: il reato contestato dalla Procura era quello di aver violato il decreto legislativo 152/2006 che stabilisce le regole in materia di trattamento e smaltimento dei rifiuti. 

“Abbiamo fin da subito preso in mano la questione – afferma il Sindaco Gianluigi Mazzi – approfondendo la materia ai limiti del possibile, sia con i proprietari della cava sia con i dirigenti della Regione. Non è semplice affrontare le tematiche sulla cava di Ca’ di Capri a Lugagnano, e a Sona in generale, dopo tutte le vicende che da essa sono scaturite, non ultimo il sequestro giudiziario del sito. Ma è compito di ogni buon amministratore approfondire il più possibile, prima di emettere qualsiasi giudizio, anche perché ci troviamo già innanzi all’assenso al progetto, al suo completamento e alle necessarie prescrizioni date dalle ultime due amministrazioni”.

“I proprietari della Cava – spiegano dal Comune di Sona – sono già in possesso dell’autorizzazione per il completamento del conferimento di materiale per arrivare a ultimare l’attuale sito. A tal fine la Regione ha richiesto la sottomissione di un progetto con livelli elevatissimi di sicurezza prima di concedere il via libera al giudice per la fine del sequestro”.

Nel 2010 durante l’Amministrazione di Gualtiero Mazzi, il Consiglio Comunale all’unanimità aveva dato il via libera ad una mozione finalizzata ad adottare i necessari interventi di messa in sicurezza generale del sito, per scongiurare il verificarsi di nuove situazioni ed eventi che potessero seriamente pregiudicare e compromettere l’integrità dell’ambiente e costituire un pericolo per la salute dei cittadini. In quella sede il Consiglio Comunale presentò una serie di osservazioni da cui ora deriva il progetto in discussione.

Sempre nel 2010 la Commissione regionale di Valutazione impatto ambientale aveva espresso parere favorevole al progetto di messa in sicurezza della discarica di Lugagnano presentato dall’impresa Rotamfer.

“La cava al momento è sicura perché la proprietà, obbligata dal giudice, ha messo  in atto diversi accorgimenti – dichiara il Sindaco -. Ma la vera domanda è: per quanto tempo potrà durare? Se la proprietà fallisse chi dovrebbe sborsare i circa 7/800 mila euro annui per mantenere sicuro il sito? La fidejussione della proprietà non basterà, se non per i prossimi pochi anni, e poi? Noi dobbiamo trovare una soluzione definitiva per evitare di fare la fine di Ca’ Filissine a Pescantina. E dobbiamo trovare una soluzione che sia supersicura, per le generazioni future e che permetta alla cittadinanza di controllare cosa accade. Questa è l’unica soluzione possibile”. 

“La miglior cosa possibile è agire con trasparenza e coinvolgimento. Ho già previsto nei prossimi giorni degli incontri con i capigruppo del Consiglio comunale – conclude il Sindaco Gianluigi Mazzi – per affrontare la vicenda. La discussione va fatta tenendo presente i principi sopra esposti: soluzione definitiva, per le generazioni future, possibilità di controllare. E soprattutto che sia una soluzione certa. Solo in questo modo avremo un futuro sicuro per noi e i nostri figli”. 

Sulla spinosa vicenda interviene anche Enrico Cordioli il Capogruppo in Consiglio Comunale di Nuove Prospettive – Partito Democratico. “Preso atto di quanto dichiarato dal Sindaco Gianlugi Mazzi nel Consiglio Comunale del 24 settembre in merito ad una possibile riapertura della Cava Cà di Capri, esprimo grande preoccupazione per tale eventualità. Il gruppo che rappresento – spiega Cordioli – ribadisce come la soluzione del problema Ca’ di Capri possa avvenire solo con la chiusura definitiva, la messa in sicurezza e la bonifica del sito. Ci auguriamo che il Comune di Sona si opponga con tutti gli strumenti alla riapertura della Cava Ca’ di Capri e da sin d’ora la propria disponibilità a porre in essere ogni azione di contrasto, invitando l’Amministrazione di Sona ad informare adeguatamente la cittadinanza”.

La riunione con i Capigruppo consiliari per affrontare questa delicata novità è stata fissata dal Sindaco per stasera in Sala Giunta.

Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.