Riapertura della discarica Cà di Capri: Il Comune di Sona porta Zaia davanti al TAR

La decisione della Giunta Regionale del Veneto che con delibera 1148 del 12 luglio scorso, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione del 9 agosto, autorizza nuovamente l’apertura della discarica Cà di Capri a Lugagnano (LEGGI IL SERVIZIO) ha causato un vero terremoto nel Comune.

A botta calda le reazioni dell’Amministrazione del Sindaco Mazzi erano state di grande sconcerto per una decisione che appariva del tutto incomprensibile, anche alla luce della decisione del Consiglio di Stato che, con il ricorso vinto dal Comitato dei Cittadini, sembrava aver messo definitivamente la parola fine sulla vicenda.

Sconcerto manifestato anche da parte di alcuni esponenti della minoranza in Consiglio Comunale, che, con Partito Democratico e Nuove Prospettive come capofila, hanno presentato una mozione per impegnare l’Amministrazione a prendere una decisione forte contro questa decisione della Giunta Regionale.

Ora lo scontro sale di tono e approda in tribunale. È di prima mattina di venerdì 23 settembre, infatti, la riunione della Giunta di Sona che ha deciso di contrastare la riapertura della discarica di Ca’ di Capri ricorrendo al TAR Veneto.

La decisione della Giunta del Veneto del Governatore Zaia ci ha sorpresi: non abbiamo compreso i motivi della riapertura della discarica dopo che il Consiglio di Stato l’aveva di fatto chiusa, imponendo la messa in sicurezza – spiega il Sindaco Gianluigi Mazzi -. Nel settembre del 2015 avevamo preso l’impegno con il comitato dei cittadini di adire le vie legali se la discarica fosse stata riaperta. E così, come avevamo anticipato un paio di settimane fa in un primo comunicato stampa, adesso è ufficiale: stamattina la Giunta di Sona ha dato mandato agli uffici di adire urgentemente e con tenacia le vie legali ricorrendo al TAR del Veneto per impugnare la delibera regionale.

I segnali della riapertura erano ben evidenti da tempo. Infatti – osserva l’Assessore all’Ambiente Gianfranco Dalla Valentina – in tutte le commissioni dove abbiamo partecipato in Regione siamo stati gli unici, su una decina di istituzioni coinvolte, a votare sempre un deciso no alle proposte di autorizzazione. Un evidente disinteresse per la vera parte coinvolta che è il tessuto locale e le persone del Comune di Sona, in particolare di Lugagnano. Fatto grave che siano sempre gli altri, questa volta a Venezia, a decidere per noi senza comunicazioni né ulteriori coinvolgimenti.

Tornano quindi davanti al giudice amministrativo i destini della discarica posizionata a nord dell’abitato di Lugagnano, con un contenzioso che a questo punto diventa anche politico.