Referendum, la campagna elettorale a Sona e la serietà della politica

Scrivo questo pezzo ad urne aperte proprio perché, pur parlando di referendum, non ha nulla a che fare con il merito di quanto andiamo a votare oggi.

Quella che ci siamo messi ormai alle spalle è sicuramente una delle campagne elettorali tra le più brutte a cui abbiamo assistito. Insulti sguaiati, colpi bassi, evidenti falsità spacciate per verità di fede, attacchi personali.

Uno spettacolo indecoroso che, temo, contribuirà solo ad aumentare quella nube tossica composta in parti uguali da violenza verbale e da incapacità di ragionare nella quale ormai viviamo perennemente immersi. Qualsiasi sia il risultato che uscirà dalle urne.

Quello che però oggi, a urne aperte, ci piace invece scrivere su queste colonne è di un’aria diversa che finalmente abbiamo respirato sul nostro territorio. I due principali contendenti che si sono confrontati a Sona sui temi del referendum, il Partito Democratico per il Sì ed il Movimento 5 Stelle per il No, hanno saputo dare vita ad una campagna elettorale serena, concentrata sui temi reali in gioco, senza mai alzare i toni e senza mai puntare sulla polemica ad effetto o sulla gara a chi urla più forte.

Sono state organizzate serate (che mediamente hanno avuto tutte una buona partecipazione di cittadini), sono stati invitati politici regionali e nazionali e giuristi per analizzare le ragioni del Sì e del No, si è discusso e argomentato.

Una bella ed importante lezione di civiltà politica, che ci auguriamo fortemente possa diventare un metodo e uno stile anche per la futura campagna elettorale amministrativa per scegliere il nuovo Sindaco di Sona che ci attende tra due anni, quando i toni saranno inevitabilmente più accesi e la posta in gioco per il territorio ben più alta.

Pericle, che fu un grande politico ed oratore ateniese durante il periodo d’oro della città, tra le Guerre persiane e la Guerra del Peloponneso, e che ebbe talmente influenza sulla società a lui contemporanea da spingere lo storico Tucidide ad acclamarlo come “primo cittadino di Atene”, scrisse nel suo Elogio della Democrazia che “Noi siamo tutti nello stesso momento privati cittadini e pubblici impiegati; per noi l’uomo che evita di essere coinvolto negli affari dello Stato non è semplicemente qualcuno che pensa agli affari suoi, ma un cittadino inutile”.

Occuparsi di politica merita di tornare ad essere riconosciuto come un impegno centrale e fondamentale. La politica, anche a livello locale, deve tornare ad avere il compito di guida per la società civile, indicando le direzioni ed i percorsi da seguire.

E questo obiettivo, dopo anni di sistematica demolizione di valori e di ideali, lo si può raggiungere solo iniziando a riconoscere nell’avversario politico non un nemico ma bensì un portatore di posizioni differenti con il quale confrontarsi su questioni concrete, e anche scontrarsi se serve, sempre però nel rispetto reciproco.

La domanda la giro proprio oggi, con le urne aperte, alla nostra politica locale, sia di partito che civica: siamo disponibili a provarci? Soprattutto, ci interessa provarci?

Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.