Referendum costituzionale: ecco le posizioni dei politici di Sona. Ma la maggioranza non risponde

La campagna elettorale relativa all’ormai imminente referendum costituzionale di domenica prossima 4 dicembre si è rivelata una delle più bollenti e agguerrite degli ultimi anni. Tutti più o meno in queste settimane abbiamo sentito o letto cosa voteranno i giornalisti influenti, numerosi personaggi dello spettacolo, i nostri blogger preferiti e (quasi) tutti i nostri politici. E spesso purtroppo lo spettacolo non è stato dei più edificanti.

Con questo articolo abbiamo deciso di andare a sentire i nostri politici locali di Sona, per sondare come loro si posizionano in merito alla scelta tra il Sì ed il No.

Partendo dalla minoranza, chiaro e diretto il Consigliere Comunale del Movimento 5 Stelle Samuele Boschi.

È chiaro ed indiscutibile che voterò NO al Referendum del 4 dicembre. Questo è il chiaro esempio di una politica della “polvere sotto il tappeto”: apparentemente tutto bello e buono, ma appena si entra nel merito si vedono tutte le distorsioni di una riforma costituzionale troppo vasta e pasticciata. Voterò NO per i falsi risparmi, per la falsa abolizione del senato ma principalmente per il combinato disposto tra riforma e legge elettorale che darà più potere, a scapito delle opposizioni, a chi già ce l’ha. Inoltre – prosegue Boschi – voterò NO, perché l’unica cosa che si abolirà sarà la possibilità dei cittadini di votare i propri rappresentanti sia alla Camera che al Senato.

Convinto e ottimista, sempre in minoranza ma sull’altro fronte sui temi del referendum, il Consigliere Comunale del Partito Democratico e Nuove Prospettive Enrico Cordioli.

Il 4 dicembre io voterò SÌ al referendum perché ritengo, analizzato il contenuto delle riforme, che siano in buona parte condivisibili e migliorative rispetto alla situazione attuale. Purtroppo la politica dei partiti ha strumentalizzato il voto, facendolo diventare un referendum pro o contro il governo Renzi, per me non è così, in quanto questo referendum riguarda il futuro del nostro paese, un percorso di riforme atteso da anni, e personalmente lo ritengo un importante passo avanti che merita di essere valutato nel merito. È troppo facile – indica Cordioli – chiamarsi fuori o essere contro a prescindere, i segnali di cambiamento vanno colti e votando SÌ al referendum si rendono più semplici ed efficienti le istituzioni del nostro Paese.

Il Consigliere Flavio Bonometti
Il Consigliere Flavio Bonometti

Di primo acchito incerto, ma in realtà razionale il Consigliere Comunale Flavio Bonometti di Progetto Comune. Che pur non svela cosa deciderà nel segreto dell’urna.

Come lista civica “Progetto Comune” abbiamo deciso di lasciare libertà di voto. Fatta la premessa, osservo che la riforma del Titolo 5° della Carta Costituzionale avrebbe meritato più rispetto e attenzione da parte di tutti gli schieramenti. Il contenuto delle riforme purtroppo non è stato, come è dimostrato dalla stampa e dalla Tv, granché compreso dagli italiani e non per colpa loro, dato che si è preferito, anziché spiegarlo, farne campagna politica denigratoria nei confronti degli avversari politici di qualsiasi schieramento. Che spettacolo! Cosa farò? Il cuore mi dice di votare SÌ perché c’è sicuramente l’interesse superiore del nostro Paese, l’Italia, da salvaguardare rispetto a chi ci vorrebbe una semplice appendice dell’Europa. Dall’altra – spiega Bonometti la ragione mi dice di votare NO appunto perché alcuni passaggi, come quello in sintesi stringata, in cui “dobbiamo” tenere conto anche delle “volontà” dell’Unione Europea, sinceramente, scritti nella Costituzione della Repubblica Italiana  non li sopporto proprio.

Molto schietto e pragmatico il consigliere di minoranza Maurizio Moletta della Lista Tosi per Sona.

Il 4 dicembre il popolo Italiano sarà chiamato ad esprimersi sulla conferma o meno della modifica Costituzionale proposta dall’attuale Governo con primo Ministro Matteo Renzi. La decisione presa è stata molto sofferta e valutata con la mente e non con la pancia; non sono un Renziano, non mi sta bene questo Governo, ma domenica 4 dicembre voterò SÌ. L’Italia – indica Moletta – ha bisogno di governabilità, di un cambiamento, lo Stato si deve rinnovare, dobbiamo uscire da queste sabbie mobili, anche se sicuramente non è il massimo come riforma. Se vincerà il NO rimarrà tutto come adesso. A prescindere da come andrà il referendum Renzi si dovrebbe dimettere, è riuscito comunque a spaccare ancora di più questa bellissima Italia. Il popolo è sovrano e deve scegliere da chi farsi governare.

Scelgono invece una non-risposta collettiva i componenti della maggioranza in Consiglio Comunale. Abbiamo, infatti, interpellato singolarmente il Sindaco, alcuni Assessori, il Presidente del Consiglio Comunale e alcuni Consiglieri ma da tutti abbiamo avuto la stessa indicazione.

Come liste civiche – è la risposta fornita collettivamente – abbiamo lasciato libertà di voto a ciascuno e abbiamo pensato di non schierarsi pubblicamente, poiché ciò potrebbe essere visto come espressione della volontà di tutta l’amministrazione, invece che del singolo. Rispettiamo qualsiasi scelta, aggiungendo che non possiamo che essere rammaricati di come ci si stia avvicinando al voto in un modo che raramente permette di far chiarezza e che, purtroppo, distoglie i cittadini anche attraverso l’introduzione di polemiche che nulla hanno a che fare con il referendum. L’unico effetto è che il cittadino non comprende bene la portata della sua decisione che, in un senso o nell’altro, comunque si riferisce al valore assoluto per la Democrazia, cioè la Regola fondamentale di un Paese: la Costituzione. Per questo è importante andare a votare, per non trascurare il valore della nostra volontà.

Una scelta, quella della maggioranza, di affidarsi ad una posizione unica che valga per tutti che, confessiamo, ci ha lasciati perplessi.

Giusto, sì, votare con la propria testa, secondo coscienza. Ma se definiamo lista civica come espressione politica non nazionale, in grado di raccogliere candidati appartenenti a partiti diversi dalle posizioni anche diametralmente opposte su questioni di carattere generale, ritengo che il fatto che membri al suo interno preferiscano la non esposizione rappresenti un punto di debolezza della lista civica stessa, in quanto vengono meno il punto di riferimento per la cittadinanza e, soprattutto, l’importanza dell’opinione del singolo.

A mio parere una lista civica dovrebbe trovare forza nella molteplicità delle sue diversità, non farne il suo tallone d’Achille: non si capisce perché una lista debba essere così aggregata quando è ora di chiedere il voto, e fare invece un passo indietro quando è ora di manifestare una scelta. Da Sindaco e Assessori mi sarei aspettato delle risposte e delle motivazioni personali. Pur magari legittimamente dubbiose, ma personali.

Nei prossimi giorni pubblicheremo sempre sul tema del referendum due posizioni contrapposte per il Sì e per il No di due altri esponenti politici locali, a cui abbiamo chiesto di scendere nel merito e nei contenuti dei motivi del loro voto.