Rapporto sull’ambiente a Sona

Agenda 21 è lo strumento per definire con i cittadini le criticità ambientali e condividere un piano d’azione locale. Le autorità, attraverso la consultazione e la costruzione del consenso, dovrebbero comprendere dalla comunità le informazioni necessarie per formulare le migliori strategie di protezione dell’ambiente.

Già nel 2003 il Comune di Sona avviò il percorso di Agenda 21, piuttosto infelicemente in quanto si è giunti solo nel 2007 alla prima vera tappa del percorso: la presentazione, avvenuta giovedì 31 maggio scorso, del primo Rapporto sullo Stato dell’Ambiente del Comune di Sona. Documento illustrato dal Sindaco Flavio Bonometti, dall’Assessore all’Ecologia Edgardo Pesce, da Barbara Mambrini dell’Ufficio Ecologia e infine dall’ing. Simone Dalla Libera, rappresentante della società che ne ha curato la stesura.

L’incarico inizialmente in capo alla società Ernst & Young, tanti ricorderanno la famosa serata del risotto a Lugagnano e le belle parole senza però nessun seguito, è stato assunto dalla più meritevole Agenda 21 Consulting s.r.l.

La società ha realizzato in poco tempo e con il prezioso aiuto dei tecnici comunali, il rapporto sull’ambiente, un’iniziativa del tutto meritevole. Solo pochi comuni del Veronese credono ed investono risorse per questi innovativi strumenti di governo e dialogo con i cittadini.

Il Rapporto è un eccellente strumento di conoscenza del territorio, un patrimonio di oltre 200 pagine dove sono trattati temi ambientali ad ampia portata: aria, acqua, suolo, rifiuti ed elettrosmog. Sono descritte anche le fonti di pressione, ossia le diverse attività umane che modificano o alterano l’ambiente; infrastrutture di trasporto, energia, popolazione ed attività economiche.
Il Rapporto valuta la qualità dell’ambiente in cui viviamo e fotografa le criticità ambientali, ossia situazioni che meritano particolare attenzione.

Peccato che la foto risalga al 2004, è con rammarico che pensiamo che il documento, già pronto nel dicembre 2005, per motivi quasi del tutto incomprensibili, è stato pubblicato solo nel maggio 2007.

Non possiamo far altro che apprezzare l’iniziativa e dare un giudizio nel complesso positivo, molte delle principali tematiche ambientali sono trattate con molti dati e valutazioni di merito, anche se gran parte dei dati però risalgono al 2004. Nel frattempo l’11 aprile 2007 la Provincia di Verona, in collaborazione con l’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale (ARPAV), ha presentato il terzo Rapporto sullo Stato dell’ambiente della Provincia di Verona, con dati compresi tra il 2004 e 2006. Il rapporto provinciale e quello comunale ben si integrano e forniscono un quadro ambientale del nostro comune. Le due pagine che seguono, descrivono i punti salienti dei due rapporti con attenzione al Comune di Sona.

Aria
L’inquinamento atmosferico è causato in gran parte dalla presenza di polveri sottili (PM10), particelle in grado di penetrare nell’apparato respiratorio. Si formano dai processi di combustione, impianti termici, scarichi industriali e motori di veicoli. Nel documento provinciale il Comune di Sona è classificato ad “inquinamento molto elevato”, al pari del Comune di Verona, con la previsione che il PM10 superi i limiti oltre il 50% dei giorni dell’anno. Il trasporto su strada contribuisce nel nostro territorio con il 50% del PM10, mentre un apporto del 15% è attribuibile rispettivamente all’industria e al riscaldamento domestico. Tra fine maggio e l’inizio di giugno 2005 l’Arpav ha monitorato la qualità dell’aria, installando una centralina alle scuole medie di Via Roma a Sona, registrando 7 giorni su 16 valori di PM10 oltre i limiti. Nell’ottobre del 2003 un’indagine analoga ha interessato Lugagnano, la centralina, installata per 40 giorni in piazzetta Battaglione Alpini, ha rilevato valori di PM10 uguali a quelli di Corso Milano. Dati piuttosto allarmati, si pensi che lungo le autostrade A4 e A22 transitano ogni giorno più di 180 mila veicoli con il 25% è traffico pesante, considerando poi la statale 11, la strada provinciale 26 e la tangenziale sud, il totale arriva a 316 mila veicoli che attraversano il nostro territorio. Queste cinque arterie riversano nell’aria oltre 53 tonnellate l’anno di PM10. Non dimentichiamoci del nostro traffico, sono 9.666 le vetture immatricolate nel Comune, con una media di 1,55 automobili per abitante, media molto vicina al Lussemburgo di 1,57, si pensi che la media provinciale è di 1,6 mentre nel Veneto è di 1,7. Appare chiaro un Sindaco di un piccolo comune poco possa fare contro l’inquinamento atmosferico e che la soluzione sia legata a forti ed impopolari scelte che debbano essere prese a livello statale e regionale. L’amministrazione si è però attivata introducendo l’obbligo del “bollino blu” per le auto che circolano nel comune e gli incentivi per installare il metano.

Elettrosmog
Iniziamo dalle antenne della telefonia cellulare, un problema meno urgente rispetto da altre vere e proprie emergenze ambientali. Negli ultimi anni si è registrato un forte incremento d’antenne, ne sono installate 18, mentre 14 sono nelle immediate vicinanze al nostro confine, significa 1,20 antenne per mille abitanti, la media provinciale è 0,80. L’Arpav ha condotto nel 2005 delle campagne per il monitoraggio dei campi elettromagnetici. Le misure effettuate in Via Salgari a Palazzolo e Via Risorta a Sona, hanno dimostrato il rispetto dei limiti di legge. Il vero problema sono gli elettrodotti. Il nostro territorio è attraversato da 62 km di cavi ad alta tensione, una media di 4 ml per abitante che sarà destinata ad aumentare, si pensi che il fabbisogno di energia nel nostro comune è aumentato del 43% rispetto al 1994. La legge regionale n. 27/1993 indica le fasce di rispetto per gli elettrodotti, che variano da un minimo di 40 metri ad un massimo di 70 metri, in base alla tensione. E’ un vero peccato che non sia disponibile, nel rapporto comunale, la popolazione esposta all’inquinamento elettromagnetico e residente all’interno delle fasce di rispetto. Si presume solo un elevato numero di abitati esposto ai campi elettromagnetici, molti elettrodotti lambiscono difatti i centri abitati, come a Lugagnano e Sona.  Sarà importate terminare il censimento dei siti sensibili, scuole e parchi pubblici, che il Comune avviò nel 2000, a Palazzolo ad esempio la scuola elementare si trova vicino ad una linea a media tensione.

Rifiuti
La gestione dei rifiuti rappresenta un rilevante problema dal punto di vista sociale, economico ed ambientale, legato soprattutto alla necessità di costruire nuovi inceneritori e trovare discariche. Si pensi ai problemi che attanagliano da anni la Campania oppure, senza andare molto lontano, alla discarica di Pescantina sequestrata un anno fa dalla magistratura. Il Veneto nel 2004 è diventato la prima regione italiana raggiungendo il 40% della raccolta differenziata. Il Comune di Sona ha guadagnato il riconoscimento da Legambiente di “Comune riciclone”, classificandosi al quarantaduesimo posto dei comuni italiani con più di 10.000 abitanti, nel 2005 la raccolta differenziata ha raggiunto il 64%, nel 1998 quando è stato introdotto il nuovo sistema di raccolta era solo al 15%. La media provinciale arriva a poco più del 40%. Raccolta differenziata dei rifiuti favorita anche dalle tre piazzole ecologiche dislocate a Palazzolo, Sona e l’ultima terminata a Lugagnano, per la quale la Provincia ha erogato un contribuito di 30.000 Euro sui 220.000 Euro di spesa totale. Il Comune garantisce un buon servizio, solo altri tre comuni della provincia hanno tre piazzole, Verona ne ha appena due.

Suolo ed acqua
Sono presenti 10 pozzi pubblici ad uso potabile e 300 privati, anche se quest’ultimo dato risale al 1987. Sulla qualità della falda acquifera non c’è molto da dire, anche perché il documento comunale si limita solo ad accennare ad uno studio della falda in prossimità della Sun Oil, senza divulgarne gli esiti. I trenta controlli eseguiti nel 2004 hanno accertato la potabilità dell’acqua distribuita ai cittadini. Il documento provinciale esamina invece una campagna di controlli sulla qualità dell’acqua, eseguita dall’Arpav nei primi mesi del 2006 su oltre 200 pozzi sparsi per la provincia. C’è da dire che in questo studio è considerata l’acqua di prima falda, più superficiale e più vulnerabile all’attività dell’uomo. Si segnalano alti valori di nitrati a Sona e San Giorgio, dovuti probabilmente all’utilizzo di fertilizzati in agricoltura. Mentre a Lugagnano, nella zona della discarica Ca’ di Capri, la falda ha uno dei più alti valori a livello provinciale di tricloroetilene e tetracloroetilene. Il dato non deve essere sottovalutato e merita approfondite indagini per stabilirne le cause. A Sona si registra nel terreno la maggiore concentrazione a livello provinciale di pcb (policlorobifenili), anche questo dato merita di certo una particolare attenzione.

Ciò che appare più evidente nel documento comunale è l’assenza di grandi problematiche ambientali. La discarica Ca’ di Capri ne è un esempio, 2,3 milioni di tonnellate di rifiuti a pochi passi da Lugagnano, una cava ed una discarica concesse con un’unica autorizzazione. Basti pensare che a partire dal 1998 la discarica, ha subito 3 provvedimenti di chiusura per un totale di 590 giorni, senza contare i sequestri ordinati dalla magistratura. Nel 2003, l’Arpav ha accertato che presso la Sun Oil sono depositati 47 mila metri cubi di rifiuti. Il rapporto comunale si limita solo a citare uno studio della falda, ma le conclusioni? La Sun Oil inquina o non inquina? Intanto a cavallo tra il 2002 ad oggi, la Provincia ha inoltrato all’azienda cinque provvedimenti tra diffide ed irregolarità. L’autorizzazione della Veneta Recuperi è stata sospesa nel 2004 per gravi irregolarità di gestione dei rifiuti. L’azienda ora è autorizzata a trattare 10 tonnellate al giorno di rifiuti, e al deposito nella propria sede di 115 metri cubi di rifiuti liquidi e 200 tonnellate rifiuti solidi, pericolosi e non pericolosi.

Manca un catasto delle emissioni in atmosfera, si pensi che 13 aziende sparse vicino ai nostri paesi, Prialpas e Nord Bitumi alla Valle di Sona ne sono un esempio, sono autorizzate dalla Provincia alle emissioni in atmosfera, in quanto i fumi di scarico potrebbero creare un considerevole impatto atmosferico. Altre 9 aziende produttive sono poi autorizzate sempre dalla Provincia a scaricare i propri reflui direttamente nel sottosuolo, c’è poi un’attività di recupero metalli e demolizione auto vicino alla Grande Mela. In un territorio ad alta concentrazione d’infrastrutture: autostrade, tangenziali, ferrovie, il rumore è stato dimenticato. Il rapporto provinciale ci viene in aiuto per la parte della ferrovia, classifica, infatti, il nostro territorio ad “alta criticità acustica”. La popolazione esposta all’inquinamento acustico è un indicatore che deve tener conto principalmente del rumore stradale.

Insomma qualcosa manca, qualcosa doveva essere trattato con più attenzione. Sembra che l’amministrazione non abbia voluto indirizzare la società che ha redatto il rapporto nel descrivere, analizzare e valutare queste realtà del nostro territorio, con cui a nostro malgrado dobbiamo convivere, e che negli ultimi anni hanno creato non pochi problemi all’ambiente.

Preoccupiamoci ora di avviare i forum per consultare i cittadini, ed orientare una strategia d’azione ambientale, questa è la prossima vera e concreta azione nel processo di Agenda 21. Purtroppo è con amarezza che durante la serata l’Assessore all’Ecologia, non ha dato una data certa per avviare i forum, in quanto l’ufficio è sotto organico. In realtà è opinione diffusa della più ampia mancanza di programmazione, che a cascata si ripercuote anche sull’ambiente, al quale viene data molta importanza solo a parole ma poi vengono investite gran poche risorse. Il problema è di concedere ai cittadini la possibilità di accrescere i loro poteri, ossia la loro capacità di incidere sul proprio futuro.

E’ impensabile al giorno d’oggi che le scelte che influiscano sulla qualità della vita cadano dall’alto, senza offrire ai cittadini la possibilità di interloquire con l’amministrazione e negoziare soluzioni accettabili. Il ruolo dell’amministratore locale si deve configurare meno come decisore e più come facilitatore. Il Rapporto sullo Stato dell’Ambiente del Comune, non vogliamo sia messo nel cassetto. Dovrà essere un riferimento indispensabile per la definizione degli obiettivi di governo del territorio e per valutare i contenuti di sostenibilità delle scelte, guidando i processi di programmazione e progettazione del territorio.

Perché quindi indugiare verso un nuovo processo di pianificazione urbanistica dando avvio al PAT? Il Piano di Assetto del Territorio è il termine per definire il Piano Regolatore Generale, secondo la recente riforma urbanistica del Veneto. Durante la serata il Sindaco ha annunciato che per ora non se ne farà niente, giustificando il fatto che la Regione Veneto sta ostacolando le approvazioni dei PAT., peccato che durante giugno ne sono stati approvati alcuni. Pagheremo senz’altro questo ritardo di pianificazione in termini di qualità della vita per le generazioni future, il nostro comune ha bisogno di questo nuovo strumento di governo (PAT), che meglio si adatta alle mutevoli esigenze del territorio e dei cittadini.