Ragazzo sotto il treno a San Giorgio

C’era solo il pianto disperato di una parente della vittima ieri nel primo pomeriggio a risuonare in quel silenzio assordante sulla strada tra Sona e Sommacampagna a due passi dai binari della linea ferroviaria Verona Milano. Pochi minuti prima, il furgone delle onoranze funebri aveva portato via il corpo straziato di R., 22 anni, residente a Sona, trovato dagli uomini in divisa poco dopo mezzogiorno.

 

Sul posto, sono intervenuti gli agenti della Polizia ferroviaria di Peschiera, gli esperti della scientifica e la stazione mobile dei carabinieri. Gli accertamenti sul luogo della tragedia sono durati per un paio d’ore fino a quando sono stati avvertiti i genitori della vittima. Nel pomeriggio, si sono recati all’ospedale di borgo Roma per riconoscere la salma del figlio, accompagnati da un dirigente della polizia.

 

Fin da subito, gli inquirenti hanno schiacciato l’acceleratore sull’ipotesi del suicidio anche se, in realtà, le indagini sono proseguite per tutta la giornata di ieri. È stata informata anche il pm di turno, Giulia Labia che, per il momento, ha disposto l’esame esterno del cadavere. Fino a ieri sera, era esclusa, invece, l’esecuzione di un’autopsia. Si attendono i riscontri degli investigatori per venire a capo di una vicenda che, evidentemente, presenta ancora alcuni lati oscuri.

 

Il traffico sulla linea ferroviaria tra Milano e Venezia è ripresa regolarmente solo a pochi minuti alle 15 dopo quasi tre ore di disagi per viaggiatori e personale di Trenitalia. L’allarme sulla tragica fine del giovane è stato lanciato da un macchinista che ieri poco prima di mezzogiorno ha visto il corpo straziato della vittima sui binari ad un paio di chilometri dal centro di Sona.

 

Una volta informata, la polizia ferroviaria ha ordinato l’interruzione del transito dei treni sulla linea Milano Venezia nelle due direzioni e sono iniziati gli accertamenti degli agenti. È stata setacciata tutta la zona vicino ai binari alla ricerca di elementi utili a ricostruire le fasi della tragedia. Sul ciglio della strada ad una trentina di metri dai binari, era parcheggiata l’auto del giovane, una Renault, subito sottoposta al controllo degli agenti della scientifica, arrivati subito dopo i colleghi di Peschiera.

 

I treni hanno ripreso a circolare solo a quaranta minuti dal ritrovamento del cadavere ma solo su un binario mentre continuavano gli accertamenti degli inquirenti. Nel frattempo, si sono accumulati uno dopo l’altro i ritardi sia per i treni diretti a Venezia che quelli in viaggio verso Milano. Nel tardo pomeriggio, inoltre, gli inquirenti stavano cercando d’individuare il convoglio che aveva travolto il giovane per risalire così all’ora precisa del decesso e raccogliere la testimonianza del macchinista.

 

Nessuno tra gli investigatori si è sbilanciato definitivamente sull’ipotesi del suicidio, rimandando ogni conclusione ai prossimi giorni quando si saranno raccolti tutti gli elementi utili per far completa luce sulla vicenda. A tal proposito, saranno utili anche gli esiti degli esami medici, disposti ieri pomeriggio dalla procura.

 

Gli inquirenti escludono categoricamente l’ipotesi che il ritrovamento del cadavere sui binari sia la messa in scena di un atto verificatosi prima della morte del giovane come una violenta lite. Viene scartata anche la pista di un incidente, accaduto al giovane avvicinatosi troppo e inavvertitamente ai binari. Sono stati sentiti i genitori e amici che avrebbero confermato il difficile momento che stava vivendo il ventiduenne. Ieri mattina, l’estremo, tragico gesto che ha posto fine alla sua giovanissima vita.

 

da L’Arena del 15.02.2010