Radici Venete nel Mondo, il progetto del Museo Storico Alpini di Lugagnano e del Baco per creare un ponte tra generazioni e culture

Grazie alla storica e consolidata collaborazione tra il Museo Storico Alpini di Lugagnano e Il Baco da Seta è in dirittura d’arrivo la realizzazione di un progetto di grande valenza storico culturale che sposa il patrimonio di testimonianza, presente nel rinnovato museo, con la volontà di tramandare ai posteri gli usi e le tradizioni del popolo Veneto.

Con un focus sulle storie legate a quei nuclei famigliari che nel passato, spinti dalla necessità di sopravvivenza, sono partiti per cercare fortuna altrove fuori dai confini nazionali. Parliamo quindi di storie di emigrazione che hanno caratterizzato la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Spesso e volentieri erano storie di grande sofferenza fatta di immensi sacrifici, privazioni, emarginazione, rinunce, abbandono delle proprie radici e molto altro.

Il progetto, dal titolo “Radici Venete nel Mondo”, gode di un importante e prestigioso contributo delle Regione Veneto nell’ambito di un bando che sostiene la realizzazione di iniziative e attività culturali di valorizzazione e tutela della cultura veneta all’estero.

Il Museo degli Alpini e della Civiltà Locale di Lugagnano è un luogo di memoria che fin dalle sue origini ha superato i confini locali, raccogliendo e valorizzando pezzi di storia, cultura e tradizioni che appartengono all’intero Veneto. Il Museo è custode non solo di oggetti e attrezzature di un’epoca passata, ma anche di un sapere artigianale che ha caratterizzato la vita di molte generazioni di veneti, sia di coloro che sono rimasti, sia di quelli che sono partiti per cercare fortuna altrove.

Oggi, in un’epoca dominata dalla tecnologia digitale e dalla perdita della manualità, esiste un salto epocale tra le generazioni: i giovani non hanno più conoscenza diretta della manualità e del saper fare di un tempo. “Radici Venete nel Mondo” nasce con l’intento di colmare questo divario, facendo conoscere e riscoprire quei mestieri che, pur essendo attualissimi e fondamentali anche oggi, vengono spesso rifiutati dalle nuove generazioni.

Tra gli obiettivi fondanti del museo c’è anche il recupero della memoria storica e del sapere artigianale. Su questa traccia in particolare, verrà prodotto un video costituito da interviste a discendenti di emigrati veneti che ancora conservano memorie dei loro avi. Vi verranno raccolte le testimonianze sulle professioni artigianali che hanno reso grande il Veneto e che questi nostri concittadini hanno portato nelle loro nuove patrie. Una nutrita disponibilità di materiale fotografico e cartaceo dell’epoca conferirà alla produzione un connotato storico ed emotivo ancor più coinvolgente.

A quanto prodotto verrà data ampia diffusione sul sito e sui canali social de Il Baco da Seta e del Museo e costituirà una base documentale importante nella divulgazione della storia e delle tradizioni sul territorio, con particolare riferimento al mondo della scuola.

Il progetto “Radici Venete nel Mondo” non è solo un lavoro di ricerca storica, ma un vero e proprio ponte tra generazioni e culture. Vuole essere un percorso innovativo che restituisca valore ai mestieri tradizionali, racconti la storia dei veneti nel mondo e aiuti i giovani a riscoprire la ricchezza del proprio passato per guardare al futuro con maggiore consapevolezza.

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Alfredo Cottini
Sono nato a Bussolengo l'8 ottobre 1966. Risiedo a Lugagnano sin dalla nascita, ho un figlio. Sono libero professionista nel settore della consulenza informatica. Il volontariato è la mia passione. Ho fatto parte per più più di 30 anni nell'associazione Servizio Operativo Sanitario, di cui sono stato presidente e vicepresidente. Per diversi anni sono stato consigliere della Pro Loco di Sona. Nel Gruppo Alpini di Lugagnano, di cui sono Capogruppo dal Dicembre 2025, trovo i valori della solidarietà che mi fanno amare il mio cappello con la penna. Ritengo che la solidarietà, insita nell’opera del volontario, sia un valore che vale la pena vivere ed agire. Si riceve più di quello che si dà. Considero la cooperazione tra le organizzazioni di volontariato di un territorio un valore fondamentale del sentirsi comunità