Quote rosa: nuovo ricorso al TAR contro la Giunta Mazzi. E polemiche sull’indennità del portavoce Forante

Nonostante un giugno particolarmente fresco e piovoso, sono sicuramente giorni roventi quelli attuali per la Giunta del Sindaco Gianluigi Mazzi.

Martedì scorso è stato notificato al Comune di Sona, infatti, un nuovo ricorso per la composizione dell’attuale esecutivo.

Già questa questione aveva investito la maggioranza di Sona lo scorso marzo, quando il TAR del Veneto aveva accolto il ricorso con il quale l’ex Sindaco di Sona Gualtiero Mazzi – assieme all’ex Consigliere Comunale Federico Zanella e a Mara Brutti da Palazzolo – contestavano all’Amministrazione Comunale di Sona la violazione della Legge Del Rio sulle quote di genere.

Nella sostanza il TAR aveva sancito che la composizione della Giunta – cinque uomini ed una sola donna – non rispettava la norma e che pertanto il ritorno dell’Assessore Bianco in Giunta, che nel frattempo aveva vinto un ricorso contro l’Università per la quale lavora, non era legittimo e ad entrare dovesse essere invece un’altra donna.

In applicazione della sentenza del TAR, ad uscire dall’esecutivo di Sona era stato l’Assessore Luigi Forante mentre erano entrati la Consigliera comunale Elena Catalano e Gianmichele Bianco (nel suo caso è giusto parlare di rientro, visto che dalla Giunta era uscito solo qualche giorno prima).

La questione, pur tra qualche polemica, sembrava chiusa. Ed invece – come si diceva – martedì è arrivato un nuovo ricorso al TAR, presentato questa volta dai Consiglieri Flavio Bonometti e Gianluigi Furri, oltre che da Mara Brutti.

Nel ricorso si chiede l’annullamento del decreto del Sindaco del 12 aprile scorso nella parte con la quale nominava Assessore Bianco. La tesi sostenuta è che non viene ancora rispettata la norma sulla parità di genere in quanto la Giunta del Comune di Sona risulta ora composta da 6 membri di cui 2 donne e 4 uomini.

“Pertanto, ad oggi, le percentuali di rappresentanza del sesso maschile e di quello femminile all’interno della Giunta del Comune di Sona – scrivono i ricorrenti – si attestano rispettivamente al 66,7% e al 33,3% risultando con ciò violato, ancora una volta, il divieto di vedere rappresentato un sesso in misura inferiore al 40%”.

Nel frattempo un altro fronte di polemica per la Giunta si è aperto in merito alla nomina dell’ex Assessore Forante a “portavoce del Sindaco”. Ad intervenire è il Partito Democratico di Sona, con una dura nota.

A due anni dalle elezioni, l’amministrazione del moralismo civico, autoproclamatasi paladina degli sprechi e dell’antipolitica – scrivono i Democratici di Sona – fa rientrare dalla finestra l’ex assessore Forante e gli garantisce una poltrona a 6.600 Euro all’anno. C’era proprio bisogno di questo portavoce? E l’Assessore alla ‘Comunicazione’ che fine ha fatto? Quali sarebbero le competenze ‘giornalistiche’ del portavoce Forante? E’ proprio sicura la Giunta che questa nomina sia legittima? Il punto centrale della vicenda è a nostro avviso l’incredibile sfacciataggine con cui l’Amministrazione Comunale è avvezza a piegare le norme per i propri interessi politici. E’ infatti evidente che questa operazione è il prezzo per le dimissioni di Forante da assessore. Rammarica enormemente vedere che tutto ciò avviene per logiche ed interessi personali a spese dei cittadini e dell’interesse pubblico.