“Questa chiesa mi riempie di commozione”, don Mario Castagna nel giorno del sessantesimo di sacerdozio

“Come sta il mio asilo?”, chiede quasi di sfuggita don Mario a due suore, un attimo prima che inizi la messa con la quale la comunità parrocchiale di Lugagnano ha festeggiato sabato 18 giugno i suoi sessant’anni di sacerdozio.

Parole che bene rendono l’idea di quanto del suo cuore don Mario Castagna abbia lasciato a Lugagnano, dove è rimasto come parroco ben 32 anni, fino al 2007, ai quali vanno aggiunti tre anni da curato. Una vita tra noi.

La chiesa era piena sabato, ed era evidente, quasi palpabile, il clima di affetto e simpatia che ha permeato questo evento.

A concelebrare con don Mario c’erano i sacerdoti di Lugagnano – don Antonio Sona e don Michele Zampieri, con don Lino Ambrosi – accompagnati da due curati “storici” di don Mario nei suoi anni a Lugagnano: don Roberto Tortella e don Bruno Zuccari.

A dare il saluto ufficiale all’ormai anziano parroco (che proprio sabato compiva 84 anni, è nato infatti il 18 giugno del 1932) il presidente dell’Azione Cattolica di Lugagnano Ernesto Perina, a nome anche del Consiglio Pastorale. Parole sentite, cariche di riconoscenza per un sacerdote che ha dato tantissimo alla comunità, lasciando anche segni concreti e importanti come la scuola materna, il centro parrocchiale, la casa degli Scout ed il grande affresco in chiesa.

Molto commosso don Mario durante l’intera celebrazione, con la sua figura che proprio non risente del passaggio del tempo e la sua voce ancora forte, che però si è più volte rotta soprattutto quando, durante l’omelia, ha ricordato i suoi anni a Lugagnano.

Intensi anche i ricordi che hanno voluto condividere sul finire della messa sia don Roberto (“devo a don Mario il mio essere sacerdote”) che don Bruno (“don Mario è un esempio di come si possa essere pastori lasciando la libertà di agire”). Anche il Sindaco Mazzi, presente assieme all’Assessore Bianco, ha voluto ricordare l’importanza dell’esempio che questo sacerdote ha lasciato e lascia tuttora nella comunità di Lugagnano.

Prima del termine della celebrazione a don Mario (che nei saluti ha voluto ricordare anche il Baco da Seta) ha ricevuto alcuni doni sia per il suo sessantesimo di sacerdozio che per il suo compleanno.

Dopo la messa nel parco giochi parrocchiale un ottimo risotto condiviso con i tanti che erano in chiesa ha suggellato un rapporto che certo non sente l’usura del tempo. Presenti anche il fratello dell’anziano sacerdote, con la moglie, e alcuni suoi parrocchiani.

E gli occhi lucidi di don Mario sulle prime ombre della sera, mentre salutava tutti i presenti, uno ad uno, con un ricordo, un abbraccio, un sorriso, suggellano una bella pagina di comunità.

Sul prossimo numero della nostra rivista dedicheremo uno speciale a questa giornata, che sicuramente viene a costituire un piccolo mattone della storia di Lugagnano, che di mattoni come questo non può fare a meno.