“Quella metà di noi” di Paola Cereda. Un romanzo amaro ma pieno di struggente poesia

La recensione

Matilde Mezzalama vive un’esistenza che non fa rumore, almeno in apparenza. E’ una maestra vedova, da poco pensionata, che ricorda senza troppa nostalgia gli anni dell’insegnamento e che vive in un quartiere popolare di Torino, in una palazzina dove ha per vicini degli spiantati.

Per problemi economici si trova a dover cercare lavoro; la pensione, purtroppo, non basta. Risponde ad un annuncio e viene scelta come badante di un vecchio e benestante ex ingegnere. Ha una figlia ormai adulta, che evita di andarla a trovare perché  si vergogna del quartiere di periferia in cui vive sua madre. Fa un’eccezione solo quando deve chiederle dei soldi, tanti soldi, rimanendo sconvolta quando Matilde rifiuta di darglieli. Non può perché non li ha. Li aveva ma ora non più.

La copertina del libro della Cereda.

L’autrice svela poco a poco la personalità della protagonista e il mistero che sta sotto all’improvvisa perdita dei risparmi di una vita, che costringe Matilde a fare concorrenza alle badanti straniere, a rinunciare a tante cose, a umiliarsi di continuo.

Sarebbe più semplice se potesse raccontare a qualcuno il segreto che tiene per sé, se riuscisse a sfogarsi, chiarendosi con la figlia, ma non c’è nessuno che veramente possa capire la sua situazione e gli errori passati, per cui non parla, non rivela quel pezzetto di sè che nessuno conosce.

Quella “metà di noi” è la parte oscura e segreta che non siamo capaci e nemmeno disposti a raccontare a nessuno, che ostinatamente teniamo per noi perché svela una incongruenza nella nostra esistenza o un lato per molti aspetti inedito della nostra personalità.

E’ quella scelta che ha aperto una ferita ma anche quella crepa da cui poi la luce ha cominciato a filtrare, facendoci vedere più chiaro dentro e fuori di noi.

A volte, ci tocca scoprire di esserci ingenuamente dati troppo a chi non lo meritava e non ha capito il nostro amore, a chi ci ha sfruttati e basta, a chi ci ha rivoltato il cuore senza preoccuparsi di ricucire lo squarcio.

E’ un romanzo amaro, questo, ma anche pieno di struggente poesia. Fotografa in maniera realistica una società in cui le relazioni sono fondate solo sull’opportunismo, in cui sono i soldi e il successo a determinare il valore di una persona, dove chi si sente diverso si nasconde, si finge stupido, si barrica dietro le tendine di pizzo di una casa di periferia, cercando rifugio nei ricordi del passato e nel rimpianto.

I segreti sono? Spazi di intimità da preservare, nascondigli per azioni incoerenti, fughe, sguardi, libertà particolari, il trucco che nasconde l’evidenza, pozze in cui saltare a piedi scalzi, regali senza mittente, errori, vendette. Persone amate.
Chi non ha qualcosa da nascondere, ha almeno una verità da raccontare.
E la verità, a volte, è il più grande di tutti i segreti.

La scheda

“Quella metà di noi” di Paola Cereda, Giulio Perrone Editore, 2019, pp. 222.