Gli ex Sindaci Salvetti e Gatto: “Quanta ignoranza sulla Matra”

Due ex Sindaci di Sona – Renato Salvetti e Giorgio Gatto – rispondono ad un nostro lettore che a risalire le ristrettezze odierne del Comune a “scelte scellerate” di precedenti Amministrazioni.

 

Caro Leoncavallo (bel nome per chi non ha il coraggio di firmarsi),

 

allego qui sotto una nota sulla vicenda Matra che avevo inviato poche settimane orsono agli Assessori Caliari ed Apolloni “in forma privata”, in quanto non gradisco la politica-spettacolo, e chiedo agli stessi di scusarmi per l’infrazione alla riservatezza.

 

Forse leggendo la lettera, caro Leoncavallo, si renderà conto che il pontificare, senza conoscere i fatti, non depone a favore di chi lo fa. Vorrei anche aggiungere che i soldi per amministrare in Italia non ci sono mai stati. Ha mai sentito un politico sostenere che i soldi ci sono? Il riferimento alla carenza di mezzi economici è sempre stato il comodo paravento per mediocri Amministratori.

 

La nota viene inviata dai due Sindaci “dalle scelte scellerate” Salvetti Renato e Gatto Giorgio.

Caro Caliari,

 

durante il Consiglio comunale di lunedì 30 novembre scorso hai presentato il capitolo Matra con l’aggiunta “esproprio fatto male negli anni ‘80”. Ho indirizzato questa nota, per conoscenza, all’Assessore Appoloni perché anche lui ha rilasciato analoghe dichiarazioni al Consiglio comunale alcuni mesi orsono. Mi rendo conto che cinque parole in un contesto, probabilmente colte solo dal sottoscritto, non meriterebbero l’invio di questo appunto. Ti assicuro però che non è piacevole non poter intervenire quanto vengono rilasciate dichiarazioni imprecise su vicende economicamente così onerose.

Tieni inoltre conto che ho una memoria lunga ed avendo vissuto la vicenda amministrativa, come immagino stiate facendo tu ed Apolloni, con particolare impegno e passione civica ogni affermazione imprecisa enunciata in Consiglio, su vicende di spessore, mi crea non poco disagio.

 

Nella passata Amministrazione il Sindaco Bonometti, che conosce in buona parte la vicenda, ha sempre “corretto” in Consiglio comunale interventi analoghi di altri Assessori. Per queste ragioni mi permetto quindi, in via informale, di fornirvi qualche delucidazione sulla vicenda.

 

La vicenda Matra si inserisce all’interno di un contesto di ampia riorganizzazione della struttura urbanistica del Comune che merita di essere ricordata. In pochi anni fu approvato il primo Piano Regolatore, ridisegnato per Lugagnano sul paese unificato, con le appendici dei Piani particolareggiati per aree storiche ed il PIP; fu data attuazione a tredici lottizzazioni, mentre per altre nove fu avviato l’iter; fu approvato il primo Piano di Edilizia Economico-Popolare con uno stralcio iniziale di mq. 68.082 (1.192 abitanti); furono acquisite molte aree per servizi e verde pubblico portandole in un decennio dai poco più dei 6 ai 29 mq per abitante. Le acquisizioni relative alle aree di Edilizia Economico Popolare e di quelle per i Verdi pubblici furono effettuate sempre in modo collaborativo e con successo con i proprietari dei terreni, onde evitare contenziosi e screzi all’interno della Comunità.

 

Nel caso della Matra, nel momento della conclusione degli accordi, si profilò un nuovo indirizzo della Corte costituzionale relativamente ai parametri fissati per il pagamento degli espropri. La pratica espropriativa, puntuale e corretta in tutte le formalità, fu possibile con l’inserimento della clausola “salvo i diritti per maggiori valori eventualmente accordati dalla legge in futuro” che il Sindaco Salvetti sottoscrisse sulla Convenzione provvisoria. Dopo pochi mesi il Sindaco Gatto firmò la Convenzione notarile con la clausola suddetta, su richiesta espressa del notaio stesso.

 

Credo, salvo dimenticanze non volute, che fu questo l’unico atto espropriativo del periodo che viaggiò su questo binario, per cause indipendenti dalla volontà degli Amministratori. Nel 1992 (ben 12 anni dopo la stipula della Convenzione) la legge fissò i nuovi parametri e la Matra nei termini di legge chiese la rettifica degli importi già pagati dal Comune. La richiesta arrivò a contenzioso nel 1995.

 

Per completezza di informazione desidero aggiungere che non ho informazioni precise su come fu trattata la vicenda dopo il 1992 e peraltro non mi permetterei di fornirne di approssimative, soprattutto poichè riguarderebbero l’attività amministrativa svolta da altri.

 

Saluto cordialmente te ed Appoloni.
Lugagnano, 4 dicembre 2009

 

Salvetti Renato