“Quando Umberto Tozzi mi chiese di seguire il suo sito”, Massimo Bolzonella e un blog per il Baco, tra musica e molto altro

Quando la sera, prima di andare a dormire, il piccolo Massimo si infilava sotto le coperte, prima di addormentarsi prendeva in mano il pulsante della luce appeso al filo dietro al letto, e lo portava alla bocca e ci parlava, come se fosse un microfono. Con quel microfono di fantasia, Massimo raccontava lo sport, cantava, chiacchierava.

Ora Massimo Bolzonella non è più un bambino, ha 55 anni, vive a Lugagnano dal 2006. Se vuole raccontare lo sport, cantare o chiacchierare non usa più il pulsante dietro al letto, forse anche perché quel genere di interruttori non esistono quasi più. O forse perché in casa ha una stanza dedicata a questa sua passione, con un giradischi, i suoi vinili, e soprattutto con un microfono vero.

Una passione che nasce in tenera età, che lo accompagna infatti per tutta la vita, e che lo ha portato a noi, a raccontarci la sua storia.

“Ho iniziato a coltivare realmente questa passione per il microfono a 16 anni, quando ho iniziato a lavorare per Radio Universal, una piccola radio messa in piedi insieme ad un gruppo di ragazzi che gravitava attorno alla parrocchia della Zai di Verona. Successivamente – ci racconta Bolzonella – tramite la scuola ho avuto la possibilità di fare uno stage presso Radio Adige. È stato grazie a questo che dopo aver terminato gli studi e l’anno di servizio di leva militare, sono ritornato a lavorare con loro. Per anni ho collaborato nelle radiocronache calcistiche di Roberto Puliero e parallelamente avevo una trasmissione mattutina sulla musica. Questo mio interesse per la musica mi ha poi permesso di partecipare come inviato al Festival di Sanremo”.

Racconta delle persone che ha intervistato nel mondo dello spettacolo, dai più famosi come Vasco Rossi, ai più giovani e freschi, come Diodato.

Ma racconta anche di destini che si sono incrociati al suo, portandolo a lavorare fianco a fianco con un personaggio molto importante del cantautorato italiano: Umberto Tozzi.

“Sono stato grande fan di Umberto Tozzi fin da ragazzo – ci racconta Massimo -. Ricordo con grande emozione quando nel 1982 l’ho incontrato per la prima volta in centro a Verona. Avevo 17 anni. Lui era ospite di Mike Buongiorno in una puntata del GiroMike, girato a Santa Viola. È stato il primo approccio diretto che ho avuto con lui, ci ho parlato insieme e, ovviamente, gli ho chiesto un autografo. Era il mio idolo, e per questo sapevo tutto di lui. Notavo però che il suo sito ufficiale era carente in alcuni dettagli della sua vita e della sua carriera. Ho deciso quindi con mio cugino di crearne uno amatoriale, inserendo dei dettagli che reputavo importanti da raccontare. Quando ha preso piede, lo stesso Umberto ci ha contattati chiedendoci di seguire anche quello ufficiale. È stato così che ho iniziato a lavorare a stretto contatto con lui, prima gestendo il sito, e successivamente anche seguendolo durante le incisioni, accompagnandolo a qualche edizione del Festival e organizzando eventi per lui”.

La firma di Bolzonella compare tra quelli dei collaboratori in tre album del cantautore. Ed è stato proprio Massimo a suggerire a Tozzi il titolo dell’album “Non solo live”.

Il rapporto con il suo idolo, tuttavia, è solo una parte di quello che è il suo grande interesse per la musica, nato di pari passo con quello per il microfono, quando era bambino.

Il giorno del suo compleanno, il piccolo Massimo non voleva una bicicletta, o un pallone: ma un mangiadischi.

“Quando ero ragazzino, una nuova canzone era molto meno accessibile rispetto ad oggi – ci spiega -. Bisognava aspettare che uscisse il disco e comprarlo, o sperare che passasse in radio per ascoltarla. Ora, con lo streaming, qualsiasi canzone dal momento della sua pubblicazione è a portata di mano in qualsiasi momento per chiunque: ciò rende tutto più facile, tuttavia, fa perdere valore alla musica stessa”.

“Vorrei che i giovani comprendessero il valore che ha una canzone anche dal punto di vista della sua costruzione – prosegue Massimo -. Al contempo, vorrei che le persone più anziane potessero guardare alla musica e ai suoi nuovi generi musicali senza giudicarla a prescindere. Il modo con cui i nuovi artisti si affacciano oggi allo scenario musicale è totalmente diverso: i social, i talent show e le piattaforme di streaming rendono tutto più accessibile ma non per questo più semplice. Io vorrei portare la mia analisi circa questo mondo che talvolta è dato un po’ per scontato”.

Massimo Bolzonella con Francesco Baccini qualche mese fa. Sopra sul palco con Umberto Tozzi nel 2017 e sotto sul red carpet di San Remo lo scorso febbraio.

Quando la sera andava a dormire, il piccolo Massimo si immaginava con un microfono in mano, a chiacchierare, a ridere, e perché no, a dire la sua opinione. Ora Massimo è un adulto, con una solida e decennale storia da riconosciuto ed apprezzato professionista nel mondo del giornalismo musicale e sportivo. E con una grande esperienza, che lo ha portato a realizzare quel sogno di bambino.

Questa intervista  nasce per introdurre una nuova rubrica che sbarca sul sito e sui canali social del Baco, con la quale Massimo Bolzonella commenterà la musica di oggi e di ieri, a tutto tondo, sotto gli aspetti più squisitamente tecnici ma anche come fenomeno di costume e generatrice di tendenze culturali. Senza tralasciare l’impatto sociale che, da sempre, la musica porta con sé.

“La Musica che Gira Intorno”, questo il titolo della sua rubrica. Imperdibile, già da ora.