Quando il silenzio uccide più delle armi

Perché la morte sembra sempre essere la soluzione? Perché la parola non ha più valore? La parola: l’arma più letale e la cura più banale. La parola è uno degli strumenti più potenti e pacifici che l’essere umano possieda, eppure raramente viene utilizzata ed ascoltata nelle questioni in cui dovrebbe essere la via principale (ed unica). Perché?

Perché risulta più facile infliggere sofferenza gratuita, direttamente ed indirettamente, quando si può conversare? Perché bisogna prima fare o ricevere del male prima di essere disposti a sentire? Perché molto spesso non si è neanche disposti all’ascolto?

Quante idee, quanti futuri, quante persone sono state rubate, derubate e cancellate per il semplice fatto che si è preferito saltare il passo del dialogo per passare direttamente al massacro. Perché è così comodo essere indifferenti davanti alla crudeltà ed alla vulnerabilità?

Alcuni potrebbero rispondere che è per egoismo, ma l’egoismo è una forma di autoprotezione e non trovo nulla di autoprotettivo nello stare in disparte, nell’essere semplici spettatori e non attori complessi. “Perché ti preoccupi di ciò che non ti tocca direttamente?”. Tralasciando che tutto ciò che accade ci tocca in un modo o nell’altro, la vera domanda è: perché non dovrei?

E se un giorno dovessimo essere noi? E se anche non dovessimo? Quando siamo arrivati ad un tale punto di menefreghismo che la sorte di persone come noi ci è del tutto estranea, ci è indifferente se non ci riguarda direttamente? Perché finché non perdiamo qualcosa a noi caro non ci attiviamo per gli altri? Perché semplicemente non evitiamo di compiere azioni nocive verso il prossimo? Perché bisogna essere stupidi invece di scegliere l’intelligenza?

Perché parlare è così difficile ma uccidere sembra, in alcuni contesti, una passeggiata? A quanto pare, finché è a scapito di persone considerate “insignificanti” va tutto bene, ma perché devono esserci persone insignificanti e persone significanti? Chi ha deciso il valore delle persone? Altre persone?

Ho una marea di domande senza risposte o risposte che non mi soddisfano e aggradano. Sarà forse che il mio lobo frontale non è ancora del tutto sviluppato, visto la mia relativa giovane età, e quindi non comprendo il così detto “mondo degli adulti” e le decisioni che prendono o che non prendono. Ma penso che non ci voglia un genio per utilizzare uno degli strumenti più duttili del pianeta: la parola.

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