Quando il Don fa rima con Gol. “Gh’era ‘na olta el Gao”, cronache calcistiche del vecchio Lugagnano

C’era una volta, già, quando tutto ci sembrava più bello e più semplice e forse lo era davvero. Un tempo in cui bastava andare in parrocchia, per passare pomeriggi interminabili, inseguendo pallone e sogni, sogni e pallone, all’ombra dell’oratorio.

Un tempo in cui il parroco, in fondo, poteva sentirsi pure allenatore. Chi è stato ragazzo negli anni ‘60, ricorderà certamente infinite partite, al Grest, col futuro don Renzo e col futuro don Eros.

All’epoca seminaristi, Renzo Fior aveva grandi qualità, acquisite in famiglia, dove i fratelli, Giancarlo e Walter ci sapevano fare. Eros non era un mostro di tecnica, ma era tignoso, non mollava mai. E dove non arrivava col pallone, arrivava con la… preghiera.

Beh, è stato bello essere ragazzi in quegli anni, anche se vuol dire averne già tanti… dietro le spalle.

In realtà, almeno a Lugagnano, il DON ha fatto spesso rima con GOL. Basta guardare la foto sotto al titolo di questo articolo, ad esempio. C’è un giovanissimo don Mario, all’epoca curato dell’indimenticabile don Enrico Brunelli. Don Mario tiene a battesimo qui una squadra di giovani speranze, vittoriose probabilmente in un torneo appena concluso.

C’è un “allenatore” speciale come Carmelo Cazzadori (lui, all’epoca stella della squadra dei “grandi”) e ci sono ragazzi molti dei quali destinati a ritagliarsi un posto nella storia del Lugagnano. Più che una foto di calcio è uno spaccato di vita, un pezzo di storia del paese, in cui oggi molti si possono ancora riconoscere e qualcuno suscita un’inevitabile malinconia.

Don Mario Castagna tornerà poi nella storia del Lugagnano, stavolta da parroco, quando porterà la benedizione al nuovo campo di via Pelacane. Lo farà il 16 gennaio 1977, quando il Lugagnano disputerà la prima partita contro il Valeggio (3-0).

Don Mario Castagna benedice il nuovo campo del Lugagnano il 16 gennaio 1977

Ma se vogliamo trovare ancora un DON molto vicino alle cose di calcio, beh, non è difficile. Ne abbiamo già parlato, basta tornare all’inizio della storia, a don Michele Garonzi.

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Don Michele fu parroco di Lugagnano dal 1931, quando prese il posto di don Rancani, al 1939. Ed ebbe un ruolo fondamentale nella nascita e nello sviluppo del primo nucleo della Ruberti Lugagnano.

Don Michele Garonzi.

Tifosissimo, don Garonzi sollecitò in Curia la realizzazione di un campo sportivo a Mancalacqua, dove la Parrocchia possedeva un terreno adatto allo scopo. E dove il Lugagnano rimase fino a metà degli anni ‘70.

Non era raro il caso che don Michele anticipasse o addirittura accelerasse lo svolgimento delle Sante Funzioni, all’epoca obbligatorie, per consentire la presenza dei giocatori, che poi, già in tenuta da gioco, correvano al campo per la partita.

E spesso, quando la squadra era in trasferta, don Garonzi l’aspettava al ritorno davanti alla Chiesa, per sapere subito il risultato. E qualche volta, ricordavano spesso i “campioni” di allora, si sentì pure il suono delle campane…

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Raffaele Tomelleri
Firma storica del giornalismo sportivo veronese, ha al suo attivo anche numerosi libri sulla sport locale e sui suoi valori.